La Polizia di Stato di Venezia esegue due ordinanze di custodia cautelare in carcere per violazione degli arresti domiciliari
La Polizia di Stato di Venezia esegue due ordinanze di custodia cautelare in carcere per violazione degli arresti domiciliari

VENEZIA – Erano sottoposti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo un furto aggravato ai danni di un’attività commerciale. Tuttavia, avrebbero violato ripetutamente le prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria. Per questo motivo, un uomo di nazionalità straniera e una donna italiana sono stati trasferiti in carcere dagli agenti della Polizia di Stato di Venezia. Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, ritenendo necessario sostituire i domiciliari con la detenzione in istituto penitenziario.

Venezia, dagli arresti domiciliari al carcere dopo un furto aggravato

La vicenda risale ai giorni scorsi, quando l’Autorità giudiziaria aveva disposto gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico nei confronti della coppia.

Il provvedimento era stato adottato in seguito a un episodio di furto aggravato ai danni di un esercizio commerciale.

I due avrebbero dovuto rispettare le prescrizioni previste dalla misura cautelare, che consentiva loro di rimanere nelle rispettive abitazioni anziché essere detenuti in carcere.

Secondo quanto comunicato dalla Questura di Venezia, però, sarebbero emerse ripetute violazioni dei provvedimenti giudiziari.

Le inosservanze hanno portato a una nuova valutazione della posizione dei due indagati.

Misura aggravata dal giudice: disposta la custodia cautelare in carcere

A seguito delle violazioni contestate, il Giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare.

La custodia in carcere ha così sostituito gli arresti domiciliari, precedentemente disposti con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

Per la donna, inoltre, risultava già emessa in precedenza una misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

La decisione del giudice è intervenuta quindi dopo il mancato rispetto delle prescrizioni imposte alla coppia.

Polizia di Stato, trasferimenti alla Giudecca e a Santa Maria Maggiore

Gli agenti delle Volanti della Questura di Venezia hanno dato esecuzione alle due ordinanze di custodia cautelare.

La donna è stata accompagnata presso la Casa di reclusione femminile della Giudecca, mentre l’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale di Santa Maria Maggiore, sempre a Venezia.

Entrambi si trovano ora sottoposti alla misura cautelare più restrittiva, disposta dall’Autorità giudiziaria.

L’intervento della Polizia di Stato ha così dato attuazione ai provvedimenti emessi in seguito alle ripetute violazioni delle precedenti misure.

Indagini e presunzione di innocenza

La custodia cautelare in carcere rappresenta una misura processuale e non equivale a una condanna definitiva.

Per entrambi gli indagati resta valido il principio della presunzione di innocenza. Le eventuali responsabilità penali dovranno essere accertate nelle competenti sedi giudiziarie, fino a un’eventuale sentenza irrevocabile.

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