Viaggio nei quartieri: S. Bona e S. Pelajo

Viaggio nei quartieri: S. Bona e S. Pelajo

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Distano meno di 5 chilometri dal centro storico, collocati verso nord ovest, i quartieri di Santa Bona e San Pelajo rappresentano la periferia più vera ed autentica di Treviso. Ricchi di servizi e commercio, in totale contano oltre 9000 abitanti, come  un grosso paese cui non mancano né commercio, né scuole, né farmacie, né studi medici con due parrocchie attive e scuole dell’infanzia che funzionano bene e che accolgono popolazione anche di altre zone.

Santa Bona si caratterizza per due grandi vie, la via Santa Bona Nuova e la via Santa Bona Vecchia, ma anche per la presenza del carcere, del preziosissimo Hospice-Casa dei Gelsi in via Fossaggera, ovvero la “casa per la dignità della vita” ormai patrimonio umano e sanitario del nostro territorio, delle Piscine comunali: il centro sportivo Natatorium ed il Palazzetto dello Sport, fulcro di attrazione per l’intera città. A Santa Bona, un intero isolato, a ridosso del maggior polo scolastico della città, ha saputo “cambiare pelle” ed adeguarsi alla clientela di docenti e genitori che, per la spesa quotidiana, apprezzano la comodità e la qualità dei negozi della periferia.

San Pelajo si distingue per il giusto mix tra attività tradizionali e punti vendita più moderni ed innovativi: pur essendo situato lungo una via ad alta intensità di traffico, attrae residenti, coppie e famiglie, ha il primato del primo Centro Infanzia aperto a Treviso a metà degli Anni ’90 e rappresenta l’ultima tappa prima di aprirsi verso Ponzano e poi il Montello.

Nei due quartieri, l’atmosfera che si vive è quella dignitosissima di chi crede nel futuro sostenibile ed a portata di cittadino, bambino, adulto o anziano, di chi sfida la crisi conoscendo bene la propria utenza e con il coraggio di trasformarsi, di chi sa cogliere le opportunità della periferia, che con parcheggi (che ormai scarseggiano), verde, buona edilizia, inventiva, qualità e creatività, sa trasformarsi in un piccolo centro commerciale naturale, pur periferico.

Francesca Bianchin, titolare della Tabaccheria Zanatta: “Mancano prima di tutto un marciapiede ed un parcheggio e la zona, soprattutto nelle ore di punta, è affollatissima. La fermata dell’autobus, in alcune ore con tanti studenti e senza marciapiede, diventa pericolosa. Spero molto che i proprietari tengano al meglio i propri stabili e che permettano così l’apertura di nuovi negozi. La rete di vicinato va incentivata e sostenuta”.

Tito Spironello, pilastro del commercio del quartiere e titolare dello storico negozio di ferramenta e casalinghi: “Abbiamo resistito lavorando, siamo partiti dal basso, la popolazione da medio periferica ormai è diventata semi cittadina, molti si spostano qui a fare le spese, da noi si trovano bei servizi, la piscina, le scuole, il supermercato, la gelateria e molta comodità. Faccio scontrini anche di 20 centesimi per qualche minuteria, trovano tutto”.

Meda Maruska, titolare insieme ad una giovane collega della nuova sanitaria, ha aperto a Santa Bona dopo aver lavorato in centro e scommette su questa periferia, non troppo lontana e molto popolata: “Abbiamo aperto per offrire aiuto a questa clientela, cerchiamo di rispondere alle esigenze di questa popolazione, qui c’è di tutto, dal bambino che fa attività sportiva all’anziano. Ripartiamo da dove abita la gente”.

A San Pelajo, Renato Corò, titolare della notissima trattoria all’Alpino, “Il quartiere è abitato da gente sempre più anziana, la viabilità è un problema perché le macchine sfrecciano troppo velocemente e la strada di San Pelajo è pericolosa. Nonostante tutto, siamo qua da 60 anni, la nostra arma è la famigliarità, abbiamo menu del territorio e abbiamo mantenuto cicheteria e tradizioni modernizzandole senza però snaturarle”.

Laura Zucchello fiduciaria Ascom, conferma l’emergenza viabilità: "E' una richiesta di tutta l’imprenditoria commerciale limitrofa ed è necessario il sostegno alla rete del commercio di vicinato”. Zucchello è una vera boutique del gusto, un punto vendita di eccellenza che, con la propria storia e la continua ricerca, ha dimostrato di reagire con la territorialità e la scelta di prodotti unici, alla grande distribuzione. E’ il primo negozio-degusteria di questa periferia e la formula compri-assaggi-mangi sembra essere la chiave di un successo che rende la bottega di San Pelajo una tappa fissa di clienti locali, ma anche di consumatori che fanno chilometri pur di trovare un prodotto speciale e fare una spesa di ottima qualità o godersi una golosa pausa pranzo veloce.

In sintesi, queste due periferie possono avere tutti i numeri per competere con il lusso dei centri storici ed i prezzi della grande distribuzione organizzata ma, secondo Ascom-Confcommercio Treviso, "è necessario comprenderne a pieno le specificità, accompagnare la crescita dei punti vendita, regolamentare gli affitti, risolvere le criticità viabilistiche e incentivare i proprietari a mantenere bene case e condomini. Queste storie dimostrano che chi anticipa le esigenze e semplifica la vita dei consumatori può farcela”.

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