Pronto Soccorso di Mestre, i danni in sala d’attesa causati da un individuo violento
Pronto Soccorso di Mestre, i danni in sala d’attesa causati da un individuo violento

Hanno messo in salvo tutti i pazienti trincerandosi con loro dentro la guardiola del triage del Pronto soccorso. Sono le 7.30 di questa domenica mattina e all’ospedale dell’Angelo di Mestre le due infermiere triagiste Giulia e Maria Pia sono riuscite a proteggere tutti i presenti dalla furia distruttiva di un cinquantenne di origini irlandesi. Anche una donna in pieno travaglio.
Già dimesso dopo aver passato la notte in ospedale per smaltire uno stato di alterazione alcolica, armato di uno schermo del pc sradicato dalla guardiola di accoglienza e di un triangolo segnaletico estratto da un vicino carello per le pulizie, l’uomo si è scagliato contro gli otto grandi monitor segnaletici allestiti nell’ampio androne, rompendoli tutti, e mettendo sottosopra l’intera sala d’attesa del Pronto soccorso. Ha tentato più volte di forzare la guardiola vetrata del triage per aggredire sanitari e pazienti, cercando di scardinare le due porte d’accesso e lanciando sedie e altri oggetti contro le ampie vetrate.
Nel mentre, una donna in travaglio, ignara di cosa stesse succedendo all’interno del Pronto soccorso, è entrata con il marito per chiedere assistenza sanitaria. Le due triagiste, che continuavano a proteggere dentro la guardiola vetrata una decina tra pazienti e familiari con l’aiuto di altri operatori sanitari del Ps, hanno mimato con i gesti alla donna di mettersi immediatamente in sicurezza, evitando di farsi vedere dall’aggressore, indicando il percorso per correre con il marito il più velocemente possibile nel reparto di ostetricia e ginecologia.
La Polizia, subito allertata, è giunta sul posto in pochi minuti e ha arrestato l’uomo. I danni, ancora da quantificare precisamente, sono di diverse migliaia di euro. Nessun paziente né operatore sanitario è rimasto ferito. La donna incinta è stata subito accolta in Ginecologia e in queste ore sta partorendo. I tecnici dell’Ulss 3 Serenissima sono al lavoro per ripristinare la rete delle chiamate elettroniche per il turno dei pazienti: fino ad allora il reparto si è riorganizzato con le chiamate a voce (in modalità black out) e continua incessante la sua attività di accoglienza e cura.
“Siamo indignati per quanto accaduto e fieri per la reazione esemplare dei nostri infermieri, medici, operatori socio sanitari e dipendenti tutti – dice il direttore generale dell’azienda sanitaria veneziana Edgardo Contato -. Verrà subito istituito un audit con il nostro team di psicologi per affiancare i sanitari nell’elaborazione psicologica di questo ennesimo trauma che hanno dovuto affrontare sul posto di lavoro. E le infermiere Chiara, Maria Pia e la nostra primaria Mara Rosada, come tutte le donne e gli uomini che ogni giorno rischiano la propria incolumità per mettersi al servizio della salute di tutti i cittadini, diventano per me il simbolo della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne”.
“Ci urlava cose in inglese, voleva dell’alcol – Giulia e Maria Pia ripercorrono passo dopo passo il grave episodio avvenuto stamattina -. Prima che cominciasse a colpire, quando ha iniziato a minacciare, abbiamo capito che sarebbe passato in pochissimo tempo a gesti violenti e abbiamo cominciato a scortare i pazienti qui dentro in guardiola, alcuni anche esortandoli da lontano con le mani. La fortuna è stata anche che non fossero molti in sala d’attesa, essendo mattina presto e domenica. Abbiamo mantenuto la calma, per tutti, ma in quei momenti ci sentivamo in trappola e abbiamo temuto anche per la nostra vita. Siamo orgogliose di fare questo lavoro ma ci chiediamo per quanto riusciremo ad andare avanti se succedono sempre più spesso cose del genere. Siamo spaventate”.
“Sono molto orgogliosa della prontezza dimostrata dalla nostra équipe – dice la primaria del Pronto Soccorso Mara Rosada – e preoccupata per l’escalation di violenza che stanno vivendo i pronto soccorso italiani in questa delicata fase storica del nostro lavoro. Ringrazio le forze dell’ordine per essere arrivate presto e la nostra direzione dell’Ulss 3 per la vicinanza e il supporto che riesce a darci anche in queste gravi situazioni”.

Sono numerosi i messaggi di condanna dell’episodio. Tra questi, quello del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia: “Quanto accaduto questa mattina al pronto soccorso dell’ospedale All’Angelo di Mestre è inaccettabile. Le autorità faranno gli accertamenti del caso e confido che vi sia una pena adeguata alla gravità dell’accaduto. Oggi, giornata in cui stiamo parlando ancora una volta di cambiare la cultura e di sostenere azioni per evitare che continuino ad esserci violenze sulle donne, ci troviamo a commentare l’azione ingiustificata di un uomo violento che si è scagliato contro due infermiere e una primaria. Professioniste che hanno agito innanzitutto per difendere i pazienti, che sono stati, loro malgrado, coinvolti nei fatti, dimostrando ancora una volta quanto il nostro personale sia prima di tutto umanamente preparato alle mille emergenze che si presentano ogni giorno nei nostri luoghi di cura. Gli atti di violenza negli ospedali sono diventati teatro di violenze continue. Sono convito che ci deve essere tolleranza zero nei confronti di chi si macchia di questi reati. Ribadisco la mia solidarietà e riconoscenza alle infermiere, alla dottoressa e al personale coinvolto, e con loro ringrazio tutti coloro che nelle nostre strutture sanitarie ogni giorno si espongono a crescenti rischi per curare chi sta male. Questi sono atti da condannare sotto ogni punto di vista, senza alcuna attenuante”.

Inoltre Dario Rossi, della Segreteria della Cisl Venezia dichiara: “Come Cisl Venezia, va tutta la nostra solidarietà al personale ospedaliero e un plauso va anche alle due infermiere, subito pronte a proteggere i presenti dalla furia dell’uomo. Sulle aggressioni in corsia, ormai la situazione è divenuta insostenibile e, purtroppo, non lo scopriamo oggi. Sappiamo quanto l’Ulss 3 Serenissima stia dando la giusta importanza a questo fenomeno anche se ormai siamo davanti a un problema culturale non solo di sicurezza ma anche di certi pazienti, che pensano di entrare nelle strutture e distruggere tutto, mettendo in seria difficoltà gli operatori sanitari. A maggior ragione quando si tratta pure di donne, come successo a Mestre, in un giorno festivo e alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Tutto ciò è inaccettabile. Di recente è stata approvata una legge che ha inasprito le pene in casi come questo, con l’arresto obbligatorio in flagranza: come Cisl Venezia, accogliamo il provvedimento con grande soddisfazione, perché l’obiettivo è per garantire la tutela dei medici e dei professionisti sanitari”.