NEL BORGO DELLE STREGHE

NEL BORGO DELLE STREGHE

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Triora, in provincia di Imperia: storie di leggende, misteri e magia.

Non è proprio dietro l’angolo Halloween. Ma se cercate una vera chicca per festeggiarlo quella è Triora. E Triora non può attendere. Perché come tutte le mete speciali è piuttosto richiesta, e quando le zucche inizieranno a fare la comparsa ai nostri balconi, potrebbe essere già tardi.

“Salite ora su una scopa”, vi direbbero oggi a Triora e venite presto a trovarci. Sì perché Triora lo è davvero: il paese delle streghe.

 

I VICOLI, LE STATUE. IL MUSEO, I NEGOZI. E PERSINO IL RISTORANTE: QUI TUTTO E’ STREGATO.

IMG_2912Liguria, provincia di Imperia. Poco più di 200 anime, Triora. un borgo medievale ancora perfettamente conservato e appisolato  a 800 metri di altitudine sulla cresta del monte Trono, da cui domina tutta la valle Argentina.

Qui si narra abitavano le streghe. Tra l’intricato labirinto dei suoi carrugi (violi coperti) nei buii secoli medievali si potevano sentire le loro grida mentre fuggivano dalla spietata caccia alle bàgiue (streghe). E nel 1587 pare che proprio qui, nella Cabotina – l’ antico casolare dove  si riunivano e di cui oggi esistono ancora i resti -  si tenne il più antico processo mai documentato in Italia alle donne sospettate di questi poteri.

E’ puro fascino Triora. Un saliscendi di vicoli e gradini stretti stretti alle case come se temessero anche loro qualcosa di ignoto. Le mura vecchie, di pietra, la piccola piazza che la notte di Halloween accende il sagrato davanti alla chiesa. Qui la sera il buio e la nebbia si infilano, scivolano negli antri seguendo la luce fioca dei lampioni, rincorrono un gatto penetrando nei vicoli e poi arrivano fino a lassù, ai ruderi del castello che si affaccia sulla vallata.

Tutto qui è un omaggio alle streghe, a storie e leggende.

Così non stupitevi se quando inizierete a salire i tornanti che vi portano quassù sarete accolti da un cartello di benvenuto stregato. E se a vegliare sullo splendido belvedere c’è la Statua della Strega. E se ancora, appena sbucati da un carrugio vi imbatterete in una strega fantoccio. All’ingresso del paese c’è anche il Museo Etnografico e della Stregoneria, che documenta la storia agricola e artigianale del borgo, con un’immancabile sezione nell’area sotterranea dedicata alla stregoneria: i riti, i malefici, le prigioni, gli atti dei processi, le ricostruzioni degli interrogatori e le torture.

Passeggiate, osservate, stupitevi ancora: ecco L’Erba Gatta, l’unico ristorantino del paese. Sopra le belle tovagliette  che ripropongono a china la misteriosa e complessa architettura del borgo, Food - Mirco Carbonerapotete assaggiare le tipicità locali della tradizione ligure e di questa vallata: i ravioli al “tuccu” (sugo, in genovese), le zuppe di fagioli "Rundin", la selvaggina,le carni bianche del coniglio, e quelle ovine di capra e agnello. E ancora le lumache e lo stoccafisso, i taglieri di formaggio d'alpeggio e le torte fatte in casa. Molto buona anche la pizza, leggera e fragrante (www.erbagatta.it)

Dall’altra parte della via piccoli negozi di artigianato vi accompagnano mentre vi inoltrate nel cuore più antico del paese.

Ne L’Edera di Barbara trovate insieme al suo sorriso streghe e streghette appese al soffitto, libri, cartoline, orecchini, collane, amuleti, statuette in ceramica, vetro legno. Nel suo Sarvan della Cabotina Giuliano modella streghe in argilla e poi le cuoce in un forno di ceramica  Michela crea fantasiose candele in cera d’api nel suo piccolo Oroboro, proprio sulla piazza, e poi ripone una ad una accanto ai bei album rilegati a mano, agli incesi, agli olii e alle carte artigianali.

IMG_2964Oppure potreste incrociare la frizzante Antonietta, la maga delle erbe. La grossa giacca viola in lana, morbida come il suo viso, nonostante le rughe di ottantenne. E infilate dentro le maniche storie di piante e fiori miracolosi. Perché sono decine e decine le erbe spontanee che da anni Antonietta raccoglie giù nei campi ai piedi del borgo, mette ad essiccare e prepara in barattoli e sacchetti nella sua casa, e poi aspetta, perché c’è sempre qualcuno che busserà alla sua porta per chiederle qualche magico infuso. La stregonella per le tisane. La corteccia di melograno per la dissenteria, il biancospino per il cuore, l’olio di iperico per le punture di insetto..

Dalla piazza se scendete di qualche vicolo troverete un portone.

Spingetelo. Un gradino. Una luce fioca. Una scopa di saggina appoggiata sul muro. Scendete ancora: nella Tana delle Volpi

 

 

NELLA TANA DELLE VOLPI  IL SOGNO DI DANIELA.

 

Via dalla città, via dal freddo e frenetico vivere moderno, dove l'attenzione rincorre tante cose, ma spesso non si sofferma su nessuna.

Via da quella sensazione di impegnare il proprio tempo verso cose sbagliate. Via fin quassù, a Triora, dove la quiete  riempie i vicoli. Dove la fretta lascia posto alla pazienza e alla semplicità, perchè maestra è la natura con le sue stagioni e i suoi ritmi. Dove le persone non hanno perso il gusto di incontrarsi in una piazza e ancora sanno sorridere se una pianta regala un fiore inaspettato.

E da questo desiderio di lasciare e ritrovarsi che è nata La Tana Delle Volpi di Daniela. Un raffinatissimo b&b ricavato in una casa – torre, come se ne costruirono tante nel quindicesimo secolo: le si scavava così, nel cuore della roccia, per mettere al sicuro le famiglie dai nemici invasori.  Quando l'ha trovata sei anni fa, giusto nel cuore di Triora, altro non era che un cumulo di pietre e roba vecchia accatastata, e per entrare racconta, ha dovuto farsi strada con la pila.

Oggi è un piccolo gioiello che si affaccia sulla vallata assonnata.

Una stanza, un corridoio, una camera, un’altra camera ancora, un salotto.

Archi a volta e muri in pietra a vista, caldi pavimenti in legno, tappeti, cassapanche, mobili antichi, libri, candele e suppellettili che raccontano storie di altre epoche. E poi la luce. Una luce

tenue e delicata come può essere quella di un pomeriggio autunnale.

Inonda tutta la stanza e mette addosso una sensazione di pace e benessere.

Nella piazza del paese c’è invece il suo Ricicì, lo scricciolo in dialetto genovese. un piccolo caffè dove serve la colazione e qualche piatto freddo per il pranzo.

Qui potete scovare qualche altra specialità del posto: il pane di Triora con marmellata di fragola e timo; la torta verde di verdure, i formaggi di capra, mucca e il bruzzo, dal latte di capra, una ricotta fermentata  dal sapore molto forte.

 

 

E PRIMA DI ANDARE, IL BACIO DELLA STREGA E L’ANTICHISSIMA CUBAITA.

 

Triora_esterni_Mirco CarboneraNon si può salutare il borgo delle streghe, senza una sosta a La strega di Triora, un piccolo negozio e laboratorio di prodotti tipici, proprio alle porte del borgo. Scaffali e scaffali ricolmi di invitanti marmellate, confetture, salse e sughi di pomodori o rielaborati con ricette create dalla fantasia di Augusto e Luana. E poi l’olio extravergine, i fagioli locali di Badalucco, i funghi, le grappe, i liquori e i tanti saporiti formaggi di questa valle, ricca di alpeggi e dove il rito della stagionatura è ancora quello di una volta, con le forme avvolte in canovacci di lino e adagiati su assi di larice.Tome di pecora brigasca, di alpeggio di mucca, l’erborinato di mucca, il bruzzo (di cui abbiamo già parlato) e la formaggetta di capra. I dolci. Il morbido cioccolato alle nocciole, nella versione al latte e fondente,del Bacio della Strega e delle palle del Diavolo. E l’antichissima cubaita, il dolce, che non mancava mai sulla tavola durante le festività, in particolare proprio quelle del Natale. In attesa dell’evento la sera i bambini seduti a cavalcioni sulle panche, rompevano le noci, le nocciole e le mandorle, mentre i grandi davanti al fuoco del camino preparavano le cialde “néggie” con una sorta di pinza sul quale si metteva a cuocere la pastella precedentemente preparata con farina, acqua e sale.

La ricetta è rimasta la stessa. Oggi come allora Augusto ha voluto riproporre la cubaita amalgamando insieme soli ingredienti naturali: i gherigli di noci, nocciole, mandorle, miele mille fiori rigorosamente di alta montagna, un po’ scorze di arance.

(www.lastregaditriora.it, anche shop on line)

www.comune.triora.im.it

www.latanadellevolpi.it

 

Pagina Facebook  https://www.facebook.com/La-Tana-delle-Volpi-Triora-1014317555248006/

https://www.facebook.com/Triora-Il-Borgo-Bello-Delle-Streghe-473626162806222/

Camera da 60 € a notte con colazione

 

Festeggiamenti Halloween 2017

31 ottobre -1 novembre

Tour stregati, animazioni in tutto il borgo, mercatini

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