CIMICI ASIATICHE, RACCOLTI A RISCHIO E FRUTTA DANNEGGIATA

CIMICI ASIATICHE, RACCOLTI A RISCHIO E FRUTTA DANNEGGIATA

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Insetti all'apparenza innocui, anche se brutti da vedere e difficili da disinfestare. Sono le cimici asiatiche, cimici comparse sul nostro territorio nemmeno due anni fa e infestanti. La cimice asiatica sta divorando i frutteti in provincia di Treviso. A rischio ci sarebbe la metà dei raccolti.

Al momento i frutti più devastati sono le mele e le pere, ma sono minacciati anche i kiwi e l’uva tanto da convincere la Confagricoltura trevigiana a chiedere lo stato di calamità in quanto gli agricoltori stanno lavorando in perdita. La cimice asiatica si sta divorando le mele di Nervesa, i kiwi di Castelfranco e le pere di Montebelluna, ma gli agricoltori non hanno soldi per difendersi. Perché la crisi del settore morde, perché la grande distribuzione paga la loro frutta sempre meno e sempre più tardi, perché hanno già investito nei sistemi anti grandine e la liquidità è poca.

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La Confagricoltura Treviso sta per chiedere lo stato di calamità in modo da convincere Stato e Regione a mettere mano al portafogli. La situazione è, in alcuni casi, drammatica: ci sono frutteti che hanno perso fino al 50 per cento della loro produzione. In un settore, appunto, già ridotto ai minimi storici per quanto riguarda prezzi di vendita e margini di profitto. L’infestazione è un cerchio rosso con il centro nei frutteti di Montebelluna e un diametro che si allarga a vista d’occhio, giorno dopo giorno, senza risparmiare nulla: sono state aggredite le ciliegie, le mele, le pere e i kiwi di Caerano San Marco e Maser, poi la frutta coltivata a Nervesa, Arcade e Lovadina, le ultime segnalazioni arrivano da Povegliano e includono noci, verdure, pesche, persino more.

La cimice asiatica è un insetto polifago (quindi attacca ogni tipo di coltura) e non stanziale, ha già iniziato a dirigersi verso i grappoli d’uva che stanno maturando e in molti sono pronti a giurare che sarà proprio un (eventuale) attacco massivo ai vigneti di Prosecco, considerati una miniera d’oro da proteggere a tutti i costi, a scatenare la reazione della Regione.

Le perdite del raccolto rischiano di essere ingenti. Le prime a essere raccolte saranno le mele Gala, tra una ventina di giorni, quando sarà già possibile avere un calcolo preciso dei danni. Quindi toccherà alle mele Fuji e Pink Lady, tra le più penalizzate dall’attacco degli insetti.

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