In un’estate caratterizzata da un inizio tardivo, con maggio e giugno segnati da temperature fresche e piogge abbondanti, il settore turistico del Veneto ha comunque registrato una crescita significativa nei primi otto mesi del 2024. Questo successo è attribuibile principalmente all’afflusso di visitatori stranieri, che hanno compensato una leggera flessione nel turismo domestico.
Secondo i dati forniti dall’Ufficio di Statistica regionale, gli arrivi di turisti stranieri sono aumentati del 5,1%, mentre le presenze hanno visto un incremento del 3,3%. In contrasto, il turismo italiano ha subito un calo del 2,2% negli arrivi e del 3,4% nelle presenze. Questi numeri evidenziano una tendenza crescente verso l’internazionalizzazione del turismo veneto, con i visitatori stranieri che ora rappresentano circa due terzi del totale dei flussi turistici.
L’assessore al Turismo della Regione del Veneto, Federico Caner, ha commentato positivamente questi dati, sottolineando l’importanza della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta turistica. “Il turismo vincente”, afferma Caner, “è quello che sa alternare alle proposte tradizionali opportunità nuove di scoprire un territorio unico.”
Analizzando più nel dettaglio, agosto 2024 ha visto un aumento del 4,6% negli arrivi e dell’1,6% nelle presenze rispetto allo stesso mese del 2023. Questo incremento è stato particolarmente evidente nelle località balneari, lacustri e montane. Tuttavia, considerando l’intero periodo estivo (giugno-agosto), si è registrata una sostanziale stabilità negli arrivi (-0,4%) e un leggero calo nelle presenze (-2,1%), principalmente a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli di giugno.
Per quanto riguarda le strutture ricettive, il settore alberghiero ha mantenuto una performance stabile, mentre il comparto extralberghiero ha visto un notevole incremento. Particolarmente degno di nota è l’aumento del turismo straniero nelle zone montane (+9,2% arrivi, +13,3% presenze) e nelle città d’arte (+6,1% arrivi, +5,8% presenze).
Tra i mercati esteri, si segnalano contributi significativi da Germania, Stati Uniti, Polonia e Cina, quest’ultima in netta ripresa nonostante i numeri siano ancora inferiori ai livelli pre-pandemia. Le diverse aree turistiche del Veneto hanno attratto visitatori da vari paesi: tedeschi e austriaci sulle coste, tedeschi e inglesi sul lago, americani e cinesi nelle città, americani e indiani nelle terme, polacchi e spagnoli in montagna.
Un’attenzione particolare meritano le Colline del Prosecco e i Colli Euganei, che hanno registrato rispettivamente un aumento del 10,4% e dello 0,7% negli arrivi, confermando l’attrattiva crescente di queste aree, recentemente riconosciute dall’UNESCO.
Il settore del turismo open air ha mostrato una sostanziale stabilità, con un leggero aumento dello 0,7% negli arrivi e un calo del 2% nelle presenze. Questo segmento, che rappresenta una parte significativa dell’offerta turistica veneta, attrae principalmente visitatori stranieri (80% del totale) e ha generato un fatturato di 457 milioni di euro nel 2021.















