Made in Treviso protagonista nella Giornata della Cultura e del Made in Italy
Made in Treviso si conferma uno dei pilastri dell’economia italiana proprio nel giorno in cui, il 15 aprile, si celebrano la Giornata mondiale della cultura e il valore del Made in Italy. Treviso rappresenta infatti un sistema produttivo solido, dinamico e fortemente orientato all’export, capace di trainare l’intero territorio della Marca Trevigiana.
Con 9.030 imprese attive, di cui ben 4.722 artigiane (pari al 52,3%), la provincia di Treviso si posiziona sul podio regionale per numero di aziende legate al sistema del Made in Italy. Un dato significativo che evidenzia il ruolo strategico dell’artigianato e della manifattura locale. Il comparto garantisce inoltre occupazione a 120.134 addetti, rappresentando la seconda migliore performance in Veneto.
I settori chiave del Made in Treviso
Il tessuto produttivo del Made in Treviso si distingue per una forte diversificazione. Tra i settori più rilevanti emergono:
- Alimentare e bevande: 784 imprese (57,1% artigiane)
- Macchinari: 651 aziende (31,5% artigiane)
- Elettronica e informatica: 513 imprese (38,4% artigiane)
- Gioielleria e pietre preziose: 89 imprese, con una vocazione artigiana dell’84,3%
Dal punto di vista occupazionale, il cuore produttivo resta la metallurgia e il manifatturiero, con 42.461 addetti (35,3%), seguiti dal legno-arredo (20.925 lavoratori), dai macchinari (15.556) e dalla moda (13.701).
Il ruolo dell’artigianato e il commento di Confartigianato
Secondo Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, il comparto artigiano continua a essere determinante per l’export provinciale.
«La metallurgia e il manifatturiero sono le punte di diamante con 3.486 imprese (43,1%)» spiega Armando Sartori. Di queste, oltre la metà è rappresentata da realtà artigiane. Seguono il legno-arredo con 1.570 aziende e il settore moda con 1.372 imprese, entrambi caratterizzati da una forte presenza artigiana.
Export in calo ma crescita nel lungo periodo
Il Made in Treviso deve però confrontarsi con uno scenario internazionale complesso. Nel 2025, le esportazioni hanno registrato una flessione dell’1,1% rispetto al 2024 e del 3,4% rispetto al 2023, raggiungendo comunque un valore complessivo di 15 miliardi e 411 milioni di euro.
I settori più colpiti risultano:
- Moda: -5,4%
- Metallurgia: -5,1%
- Legno-arredo: -3,3%
Nonostante ciò, il confronto con il periodo pre-Covid mostra una crescita del 13,9%, segno della resilienza del sistema produttivo locale.
I comparti in crescita del Made in Treviso
Accanto alle difficoltà, emergono anche segnali positivi. I settori più performanti dell’export Made in Treviso sono:
- Chimica, gomma, plastica e farmaceutica: +4% sul 2024 (+28,7% sul 2019)
- Macchinari e attrezzature: +3,4% (+23,8% sul 2019)
- Alimentari e bevande: +2,2% con un +44,9% rispetto al pre-Covid
Questi dati confermano la capacità di adattamento delle imprese locali, soprattutto delle PMI, che continuano a innovare e a rispondere alle sfide del mercato globale.
Le sfide future per il Made in Treviso
L’incertezza internazionale, aggravata da tensioni geopolitiche come la guerra in Medio Oriente, rappresenta oggi un fattore di rischio concreto per il Made in Treviso. Le piccole e medie imprese, pur dimostrando grande resilienza, necessitano di interventi mirati per sostenere la competitività e difendere i risultati raggiunti.
Dal 2019, infatti, l’export della Marca Trevigiana è cresciuto di oltre 1 miliardo e 884 milioni di euro, un traguardo importante che rischia però di essere compromesso senza adeguate politiche di supporto.















