Giovanni Stroppa non si nasconde. La quinta sconfitta consecutiva pesa, lo zero in classifica ancora di più, ma l’allenatore del Venezia difende con forza il lavoro della squadra dopo lo 0-2 contro la Lazio. Lo fa con parole nette, rivendicando la prestazione del Penzo e affrontando direttamente anche il tema del proprio futuro: «Se fossi la presidenza non manderei via l’allenatore». Una posizione ribadita nelle diverse interviste del dopo partita.
Il risultato racconta una Lazio vincente grazie al rigore di Zaccagni e alla rete di Noslin. La partita, però, ha avuto anche un’altra storia. Nel primo tempo il Venezia ha sbagliato un rigore con Yeboah e ha costretto più volte Mandas all’intervento. Lo stesso Gennaro Gattuso ha riconosciuto nel dopogara che, se gli arancioneroverdi fossero andati al riposo in vantaggio, non ci sarebbe stato molto da obiettare.
Venezia-Lazio, Stroppa: «Sono orgoglioso dei ragazzi»
Nella conferenza stampa successiva alla partita Stroppa parte dalla delusione. Ma il sentimento che vuole trasmettere è soprattutto un altro.
«Chiaramente c’è molta delusione, molto rammarico. Da parte mia posso dire di essere orgoglioso dei ragazzi per la prestazione che hanno fatto, per l’impegno e per la capacità di fare la partita contro una Lazio che in questo campionato sarà assolutamente protagonista per le qualità che ha».
Il Venezia, secondo il tecnico, ha dimostrato di poter giocare alla pari contro una delle formazioni più attrezzate della Serie A.
«A me sinceramente è piaciuta la mia squadra, perché ha messo in difficoltà una grande squadra».
«Abbiamo fatto un primo tempo eccezionale. L’abbiamo preparata bene e la partita è stata interpretata ancora meglio dai giocatori. Sono stati bravissimi, senza concedere praticamente niente».
Un’analisi che trova una conferma importante proprio nelle parole dell’allenatore avversario. Gattuso ha ammesso che la Lazio aveva interpretato male il primo tempo e ha aggiunto: «Se il Venezia fosse andato 1-0 nessuno avrebbe potuto dire nulla». Il tecnico biancoceleste ha parlato anche di una Lazio «molto, molto fortunata» nella prima parte della gara.
«Sei tiri in porta contro due, ma finisce 0-2»
Stroppa utilizza anche i numeri per spiegare il proprio stato d’animo.
«La classifica non rispecchia il lavoro fatto dalla squadra. I numeri sono lì da vedere: abbiamo tirato sei volte verso lo specchio della porta e la Lazio due, ma finisce 2-0 per loro».
Per l’allenatore veneziano è la fotografia di questo avvio di campionato: prestazioni che giudica positive, ma risultati completamente diversi.
«Mi sembra che il migliore in campo stasera sia stato il portiere della Lazio».
Christos Mandas ha avuto effettivamente un ruolo determinante. Al 16′ ha neutralizzato il rigore di Yeboah. Poi ha fermato Sohm, Adams e Hainaut nelle altre occasioni costruite dal Venezia durante il primo tempo.
Il portiere greco è stato indicato come MVP della serata e, nel dopogara, ha parlato del successo sottolineando il lavoro svolto dalla squadra.
Stroppa: «Il rigore poteva cambiare la partita»
Il grande rimpianto resta il calcio di rigore fallito da Yeboah.
Mandas commette fallo in uscita e concede il penalty al Venezia. Sul dischetto va Yeboah, ma il portiere laziale intuisce la conclusione e respinge.
«Il rigore per noi poteva cambiare l’inerzia della partita», spiega Stroppa. «Non siamo stati bravi a concretizzarlo».
Nella ripresa accade esattamente il contrario.
Al 51′ Yeboah interviene su Taylor e Sozza assegna il secondo rigore della serata. Zaccagni non sbaglia e porta avanti la Lazio. Nove minuti più tardi Noslin firma lo 0-2. Il tabellino ufficiale biancoceleste conferma le reti al 51′ e al 60′.
«Il rigore per loro sicuramente ha cambiato la partita», continua Stroppa. «Ma non ci ha fatto perdere equilibrio e gioco. Abbiamo continuato a creare i presupposti per andare a pareggiare».
Poi torna sul risultato:
«Prendiamo due gol e mi dispiace. Ma non posso chiedere di più ai ragazzi».
Il rigore sbagliato e il confronto tra Yeboah e Adams
Nel dopogara Stroppa chiarisce anche quanto accaduto prima del penalty del Venezia. Sul dischetto sembrava inizialmente destinato ad andare Akor Adams, poi è stato Yeboah a calciare.
L’allenatore racconta di essere intervenuto soprattutto per evitare che il confronto tra i due attaccanti diventasse controproducente.
«Ho visto che stavano per calciare Adams, poi ho visto che stavano discutendo. A quel punto sono intervenuto per smorzare una discussione che stava andando oltre e per non innervosire né uno né l’altro».
Alla fine la responsabilità è stata presa da Yeboah. Mandas, però, ha vinto il duello.
Per Stroppa l’errore dal dischetto resta comunque un episodio: «Un rigore si può sbagliare».
Venezia-Lazio 0-2, Stroppa: «Se fossi la presidenza non manderei via l’allenatore»
Poi arriva inevitabilmente la domanda sulla panchina. Cinque giornate, cinque sconfitte e zero punti rendono il tema impossibile da evitare. Stroppa risponde in maniera diretta.
«Se io fossi la presidenza non manderei via l’allenatore, perché c’è un lavoro straordinario da fare Lo dico in maniera serena. Non decido io e credo che il lavoro sia lì da vedere».
Il tecnico sa perfettamente che nel calcio il giudizio passa soprattutto attraverso i risultati.
«Facciamo questo lavoro. Quindi dipende da dove andrà il giudizio: sui risultati oppure sul lavoro quotidiano fatto in campo».
«È chiaro che i numeri sono disastrosi». Allo stesso tempo ha aggiunto di non vedere «avvisaglie negative» nel comportamento della squadra.
Dopo la partita diverse fonti hanno riferito di valutazioni interne al club sul futuro della guida tecnica. Al momento delle fonti consultate, però, non risulta una comunicazione ufficiale del Venezia FC relativa a un cambio in panchina.
Venezia-Lazio 0-2, Stroppa: «Questa squadra non sta mollando»
Stroppa respinge soprattutto l’idea di un gruppo ormai sfiduciato.
«Io credo che il pericolo in questo momento possa essere che la squadra sia dispiaciuta e quindi molli. Ma le risposte che ho dai ragazzi sono altre e credo che l’abbiano dimostrato anche questa sera».
Il tecnico richiama quanto aveva detto alla vigilia.
«Ieri ho detto che la squadra si allena bene e lavora bene. Se poi stasera fa una prestazione del genere, con carattere, equilibrio e forza, cercando di vincere la partita, io non posso chiedere di più».
Il concetto viene ripetuto più volte perché rappresenta il punto sul quale Stroppa costruisce la difesa del proprio lavoro.
«Per me il lavoro è questo e deve essere questo. Ci deve essere ancora più convinzione che la strada sia questa».
E ancora:
«Concedere davvero poco a una squadra così forte e creare opportunità e occasioni, tirando sei volte in porta, credo sia sinonimo di grandissimo lavoro da parte dei calciatori».
La sosta diventa fondamentale: «Dobbiamo recuperare energie e giocatori»
Ora arriva una lunga pausa. Il prossimo appuntamento indicato dal calendario è il 12 ottobre sul campo dell’Atalanta.
Stroppa avrà quindi circa tre settimane per lavorare, anche se il tecnico sottolinea una difficoltà: molti giocatori saranno impegnati con le rispettive nazionali.
«È la prima volta che abbiamo praticamente tre settimane per preparare una partita. Poi dipende sempre con chi puoi lavorare».
Il primo obiettivo sarà recuperare gli indisponibili.
«C’è da recuperare alcuni giocatori. Questa sera ho fatto la conta ed eravamo in undici. Credo che così diventi veramente difficile portare avanti anche certi tipi di discorso e avere alternative nelle scelte».
Non è una giustificazione, precisa l’allenatore.
«Nulla da togliere a quello che la squadra sta facendo, anzi. Dobbiamo recuperare le energie, soprattutto mentali, recuperare chi è fuori per infortunio, cercare di riportarlo dentro e ricominciare».
Mazzocchi, nuovi esami dopo il problema muscolare
Tra i giocatori da recuperare c’è anche Mazzocchi, assente contro la Lazio.
Stroppa chiarisce che il calciatore ha accusato un problema alla vigilia della partita.
«Mazzocchi ha sentito un problema ieri. Mi auguro di poterlo recuperare, però chiaramente dovrà fare gli esami per poter avere qualcosa di preciso da dire».
La sosta assume quindi un’importanza ancora maggiore. Non soltanto per lavorare sulla testa della squadra, ma soprattutto per aumentare il numero delle soluzioni a disposizione.
«Mi dispiace non avere i giocatori, o perlomeno non avere più scelte a disposizione».
Juan Jesus capitano: «Ha leadership e sa parlare con gli arbitri»
Tra le scelte della serata ha fatto discutere anche la fascia da capitano affidata a Juan Jesus, arrivato da poco a Venezia.
Stroppa spiega così la decisione:
«La fascia l’ho spiegata ieri. Juan Jesus ha una leadership importante in campo e, oltretutto, riesce a comunicare molto bene con la terna arbitrale. Quindi mi sembrava una scelta molto semplice, dettata soprattutto da questo».
L’esperienza del difensore è stata particolarmente apprezzata dal tecnico.
«Oggi avevamo Juan Jesus che ci ha dato una grossissima mano».
Più in generale Stroppa promuove il comportamento dell’intero reparto.
«Penso che tutti quanti in fase difensiva abbiano fatto un’ottima partita».
Resta però il rammarico per il raddoppio di Noslin.
Venezia-Lazio 0-2, Stroppa: «Sul gol di Noslin potevamo usare più mestiere»
Il secondo gol della Lazio nasce da un cross di Nuno Tavares sul quale Noslin anticipa Juan Jesus e batte Stankovic di testa.
Stroppa non cerca alibi.
«Sul gol di Noslin forse eravamo in marcatura. Eravamo su una palla laterale e su un cross lento. Non so se poteva uscire il portiere».
Poi entra ancora più nel dettaglio.
«In quella situazione devi prendere posizione e spostare l’avversario. Se non puoi prendere la palla, devi fare in modo che non la prenda neanche lui».
E su Juan Jesus aggiunge:
«Forse nell’occasione del gol poteva usare un po’ più di mestiere».
Un dettaglio all’interno di una prestazione difensiva che Stroppa considera comunque positiva.
Venezia-Lazio 0-2, anche Gattuso riconosce i meriti del Venezia
A dare forza alla lettura di Stroppa ci sono anche le parole di Gennaro Gattuso.
L’allenatore della Lazio non ha nascosto le difficoltà vissute dalla propria squadra nella prima parte della gara.
«Nel primo tempo l’interpretazione della partita è stata errata», ha spiegato il tecnico biancoceleste. E ha riconosciuto che un vantaggio del Venezia sarebbe stato coerente con quanto visto in campo.
Gattuso ha poi spiegato che nella ripresa la Lazio è riuscita a correggere alcune situazioni tattiche. Il rigore di Zaccagni ha cambiato il corso della partita e il successivo 2-0 di Noslin ha permesso ai biancocelesti di controllare il risultato.
Per il Venezia resta invece il paradosso sottolineato più volte da Stroppa: una buona prestazione che non produce punti.
Stroppa ai tifosi: «Sono eccezionali ed esemplari»
Nel finale della conferenza il pensiero va anche al pubblico del Penzo.
Cinque sconfitte consecutive inevitabilmente alimentano amarezza e contestazione. Stroppa, però, distingue la delusione dal sostegno ricevuto durante la partita.
«Al di là dei cori e di quello che è stato detto alla fine, credo che comunque la squadra abbia risposto. I tifosi sono eccezionali, esemplari. L’ho detto ieri e lo ribadisco oggi».
Stroppa comprende anche la loro amarezza.
«Chiaramente sono molto dispiaciuti, perché sicuramente meriterebbero risultati diversi per quanto riguarda le prestazioni».
E conclude:
«La squadra ha lottato, ha cercato di portare a casa un risultato. Non credo che sia mancata sotto questo aspetto. Io ringrazio tutta la gente che era allo stadio e soprattutto la curva. Poi alla fine bisogna accettare anche la delusione».
Venezia ancora a zero, Stroppa: «Bisogna continuare su questa strada»
Il verdetto della classifica resta durissimo. Cinque partite e cinque sconfitte. La Lazio vince 2-0 e sale a 13 punti, mentre il Venezia rimane ancora senza punti.
Ma Stroppa non intende cambiare il giudizio sulla squadra. «A me è piaciuta la mia squadra». Poi torna ancora sul lavoro: «Non c’è altro modo. La partita è stata preparata benissimo contro una delle squadre più forti del campionato».
E sul futuro il messaggio rimane quello pronunciato pochi minuti dopo il fischio finale:
«Se fossi la presidenza non manderei via l’allenatore. C’è un lavoro straordinario da fare. Non decido io, ma credo che il lavoro sia lì da vedere».
La lunga sosta diventa adesso uno spartiacque. Servirà a recuperare giocatori, energie e fiducia. Ma soprattutto servirà a capire quale sarà la decisione della società sulla panchina.
Stroppa, da parte sua, non mostra dubbi sulla direzione da seguire: «La strada è questa».
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