Protezione del ferro, fisicità e intensità, ma soprattutto la voglia di ripagare la fiducia ricevuta. Ike Anigbogu si presenta ai tifosi della Nutribullet Treviso Basket e racconta le sue prime sensazioni in biancoazzurro. Il lungo classe 1998 parla della scelta di Treviso, del rapporto con coach Marcelo Nicola e di un curioso filo che collega il suo passato a UCLA con la storia cestistica trevigiana. Poi manda un messaggio al Palaverde: «Abbiamo bisogno della loro energia e del loro supporto al nostro fianco».
Ike Anigbogu Treviso Basket, l’inizio della nuova avventura
Ike, partiamo dalla chiamata di Treviso. Come l’hai accolta e cosa pensi di poter portare alla squadra?
«Ho accolto la chiamata di Treviso per l’opportunità di dare il mio contributo e competere con la maglia di un club dalla grande storia. Penso di poter aiutare la squadra su entrambi i lati del campo: in attacco con la mia presenza vicino al ferro e la capacità di creare vantaggi, in difesa soprattutto con protezione del canestro, fisicità e intensità».
Quindi dobbiamo aspettarci un Anigbogu capace di incidere soprattutto vicino al ferro?
«Penso di poter aiutare la squadra su entrambi i lati del campo».
Da UCLA a Treviso, passando per Edney e Nicola
Nella tua storia c’è anche UCLA, un’università che ha un legame particolare con il basket trevigiano. Coach Nicola ti ha già raccontato qualcosa di questo intreccio?
«Sì, è stato proprio coach Nicola a parlarmene. In UCLA ho avuto modo di conoscere personalmente Tyus Edney, che faceva parte dello staff durante i miei anni ai Bruins. Marcelo mi ha raccontato del loro passato insieme a Treviso: è stato bello scoprire che una persona del mio passato abbia condiviso qui una parte importante della propria carriera proprio con il mio nuovo allenatore».
Ti ha sorpreso ritrovare a Treviso questo collegamento con una parte del tuo passato?
«È stato bello scoprire che una persona del mio passato abbia condiviso qui una parte importante della propria carriera proprio con il mio nuovo allenatore».
Ike Anigbogu Treviso Basket: «Voglio ripagare la fiducia»
Lasciamo per un momento il parquet. Cosa vorresti che i tifosi imparassero a conoscere di te come persona?
«Prima di tutto che non considero affatto scontata l’opportunità che ho ricevuto. Indossare questa maglia significa rappresentare un club, ma anche le persone e la città che ci stanno dietro. Voglio lavorare duro ogni giorno e farlo con orgoglio, cercando di ripagare la fiducia che mi è stata data».
Quanto conta per te sentire questa responsabilità verso la squadra e la città?
«Indossare questa maglia significa rappresentare un club, ma anche le persone e la città che ci stanno dietro».
Parole che raccontano l’approccio con cui Anigbogu vuole vivere la nuova esperienza. Il lungo statunitense mette al centro il lavoro quotidiano e la volontà di guadagnarsi sul campo la fiducia ricevuta.
Il Palaverde e il primo messaggio ai tifosi
Non hai ancora vissuto il Palaverde da giocatore della Nutribullet. Che cosa ti aspetti e cosa vuoi dire ai tifosi prima di incontrarli?
«Il loro sostegno sarà fondamentale. Non vedo l’ora di incontrarli e di sentire l’atmosfera del Palaverde: vogliamo vederlo pieno ogni volta che ne avremo l’occasione. Abbiamo bisogno della loro energia e del loro supporto al nostro fianco».
C’è quindi già grande curiosità per il primo impatto con il pubblico trevigiano?
«Non vedo l’ora di incontrarli e di sentire l’atmosfera del Palaverde».
Fisicità, difesa e presenza vicino al ferro sono le caratteristiche che Ike Anigbogu Treviso Basket vuole mettere al servizio della Nutribullet. Nelle sue prime parole emerge però soprattutto un concetto: la nuova avventura rappresenta un’occasione da meritare giorno dopo giorno.
«Non considero affatto scontata l’opportunità che ho ricevuto».
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