È stato presentato ieri mattina il progetto “Psicologo inComune”, da quest’anno allargato a 36 Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale Ven 09_Treviso.

Un servizio che vede capofila il Capoluogo della Marca, che aveva portato avanti la prima fase di sperimentazione, e quali partner Ulss n.2 Marca Trevigiana, Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, consultorio familiare “Centro della Famiglia” di Treviso, Consultorio UCIPEM e Regione Veneto con il Servizio “InOltre”.

L’iniziativa amplia la progettualità sperimentale di “Treviso è con te – Lo Psicologo di Quartiere”, allargandolo ad un bacino di 418.836 abitanti. Il servizio offre la possibilità di consulenze gratuite ai cittadini, al fine di avvicinare la popolazione ai servizi psicologici, potenziare le loro competenze nell’essere promotori del proprio benessere psicologico e inviare in modo appropriato le domande di aiuto dei cittadini verso le realtà presenti nel territorio.  

Inoltre, con lo “Psicologo inComune” si intende promuovere l’orientamento ai servizi dei territori, incoraggiando il welfare di comunità e lavorando in sinergia con la rete territoriale dei servizi.

Nel territorio provinciale di Treviso verranno attivati cinque “punti di ascolto” – Treviso Santa Bona e Treviso Centro della Famiglia, Oderzo, Ponzano, Silea –  al fine di rispondere con più specificità territoriale e più comodità per l’utenza alle domande provenienti dai cittadini e meglio orientare alle offerte dei servizi presenti nel territorio.

L’accesso al servizio sarà gratuito. È prevista l’attivazione di un unico numero di telefono 348 7914224 a cui il cittadino farà riferimento in due mezze giornate (martedì dalle 15 alle 18 e il giovedì dalle 10 alle 13). Al numero di telefono risponderà un operatore che compilerà una scheda di accesso in cui si raccoglieranno i dati anagrafici, numero di telefono, residenza, preferenza di sede per i colloqui e motivo della richiesta. Tale format di ingresso verrà inviato al coordinatore del progetto che provvederà a mettere in contatto la persona con lo psicologo che lo contatterà. Ogni utente potrà accedere mediamente al servizio per 1-3 colloqui fino ad un massimo di 5.

Il progetto svolto nei singoli punti di accesso verrà monitorato mensilmente dal coordinatore di progetto mediante incontri di equipe. I dati verranno raccolti e conservati nel rispetto delle norme della privacy e saranno utili al monitoraggio dei bisogni della popolazione.

«Lo Psicologo di Quartiere è un servizio che è stato particolarmente apprezzato e ha offerto il sostegno a tutti coloro che, anche in un periodo complesso come quello che ha caratterizzato i due anni, ha permesso di affrontare situazioni di disagio economico e psicologico», le parole del sindaco di Treviso Mario Conte. «Ringrazio tutte le istituzioni e le realtà del territorio che, con noi, hanno condiviso questo percorso, permettendo di implementarlo per allargarne la portata ad un bacino di 37 comuni. Quando si lavora insieme, facendo squadra e rete, si possono portare benefici alla collettività, partendo da famiglie e ragazzi, superando i confini comunali».

«Siamo veramente felici che il Progetto “Lo Psicologo di Quartiere” allarghi il suo raggio al territorio dell’Ambito Territoriale Sociale, coinvolgendo ben 37 comuni», afferma l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Treviso, Gloria Tessarolo. «Il progetto sperimentato a Treviso nel 2020 e nel 2021 ha ottenuto un importante riconoscimento al Premio Persona e Comunità 2021, concorso dedicato alla valorizzazione di progetti dedicati allo sviluppo, al benessere e alla cura della persona ma, al di là degli apprezzamenti, riteniamo che questo possa essere un importante punto di riferimento per ascoltare, sostenere e indirizzare i cittadini». 

«Sin dai primi passi della sperimentazione a Treviso, il Centro della Famiglia ha messo anima e corpo in questo progetto di rete per fornire risposte condivise ai bisogni psicologici in un’ottica di prevenzione», commenta il direttore del Consultorio del Centro della Famiglia, Adriano Bordignon.  «Un obiettivo perseguito in prima linea con il team di psicologi, coordinati e supervisionati dal Consultorio Familiare, in un cammino di aiuto e supporto che ora unisce un territorio più ampio per raggiungere un numero crescente di persone. Si tratta di una svolta essenziale, soprattutto in questa fase che vede le famiglie accusare il colpo dello stress protratto e delle tante incertezze che gravano sul futuro. Mai come ora le famiglie, nuclei fondanti e risorse strategiche per la comunità, vanno sostenute e tutelate con tutte le energie possibili». 

«Siamo molto soddisfatti del buon esito di questo progetto e che ora, dopo una prima fase sperimentale, si estenda e coinvolga tutti i comuni dell’ambito Territoriale», commenta Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto. «Grazie a questa iniziativa è stato intercettato il bisogno di supporto psicologico di decine di cittadini e di famiglie con un approccio diretto, dimostrando che con piccoli investimenti si può rispondere a molte difficoltà che altrimenti non arriverebbero ai servizi territoriali. In molti casi sono bastate consulenze brevi, da tre a cinque sedute per “alleggerire” o risolvere i disagi che abbiamo incontrato. Siamo felici che questo progetto prosegua, il lavoro di squadra ha funzionato, il sistema di collaborazioni tra enti del territorio e istituzioni che si è creato ha avuto un ruolo importante nell’intermediazione delle domande e nell’indirizzamento adeguato e coerente verso i servizi».