Bottacin presenta il progetto congiunto tra Veneto e Friuli – Venezia Giulia

 

Campagne di informazione, coinvolgimento di stakeholder, educazione nelle scuole e un’App per rafforzare, consolidare e costruire un efficace sistema di gestione del rischio alluvioni.

Sono questi i punti di forza del progetto per la creazione e la gestione dell’“Osservatorio dei Cittadini sulle Piene sul territorio del fiume Tagliamento (CO) – Stralcio da Pinzano alla foce”, presentato a Venezia presso la sede dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali dal Segretario Generale dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, dott.ssa Marina Colaizzi, con la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, dell’Assessore all’Ambiente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro, e dell’Ing. Michele Ferri, Dirigente della Direzione Pianificazione e Tutela dal Rischio da Alluvioni dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali.

Un vero piano d’azione nel bacino del Tagliamento, quello illustrato alla stampa, che vedrà la sua attivazione nelle prossime settimane e darà il via a un’innovativa formula per il monitoraggio della rete idraulica del bacino adottando e applicando i principi della citizen science, secondo le indicazioni della Direttiva europea 2007/60/CEnell’area del Basso Tagliamento, con particolare riferimento alle zone di: Caorle, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Portogruaro e San Michele al Tagliamento per il Veneto; Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Precenicco e Ronchis per la Regione Friuli-Venezia Giulia.

Abbiamo iniziato a metà 2021 il confronto con le Regioni che ci ha condotto alla presentazione odierna – spiega il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, dott.ssa Marina Colaizzi – Un percorso importante, nel quale accompagneremo anche i Comuni aderenti, dando vita all’Osservatorio dei Cittadini grazie al quale si andrà ad attuare un vero cambiamento culturale.  Il Progetto Osservatorio dei Cittadini è una misura non alternativa a quelle strutturali ma complementare, che ci permetterà di governare il “rischio residuo” in caso di alluvione, come indicato dalla direttiva europea. Grazie a questo, i Comuni aderenti all’Osservatorio potranno sviluppare il proprio territorio con maggiore sicurezza”.

“L’Osservatorio dei Cittadini è il primo esempio in Europa di attuazione della direttiva 2007/60/EC – prosegue l’Assessore all’Ambiente della Regione VenetoGianpaolo Bottacin – una direttiva che sottolinea come i cittadini facciano parte a pieno titolo del sistema di Protezione Civile. Per questo devono essere formati e informati, per non esporsi al rischio e per divenire un elemento fondamentale di informazione per chi ha la responsabilità nella gestione dell’emergenza. Grazie, quindi, ad Autorità di Bacino per il lavoro svolto sino ad oggi, che ci consente di essere i primi ad attuare un progetto come quello presentato oggi, una grande soddisfazione”.

“Oggi abbiamo il compito e la responsabilità di quello che avverrà nel futuro – sottolinea l’Assessore all’Ambiente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Fabio Scoccimarro – Dobbiamo anticipare i problemi causati dai cambiamenti climatici, come Vaia ci insegnato. Con la tecnologia possiamo fare molto di più rispetto al passato ma dobbiamo educare anche la popolazione, collaborando in sinergia con i Comuni per riuscire a mitigare i rischi del nostro territorio”.

“Gestire il rischio significa promuovere la resilienza della popolazione – conclude l’Ing. Michele Ferri, Dirigente della Direzione Pianificazione e Tutela dal Rischio da Alluvioni dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali – questo coincide con la competenza, cioè con la conoscenza e il sapere. E l’Osservatorio dei Cittadini va proprio in questa direzione”.

L’ Osservatorio dei cittadini sulle Piene è un progetto che unisce l’uomo e la tecnologia per una migliore gestione degli eventi alluvionali, anche grazie a COapp, una semplice applicazione scaricabile su ogni smartphone, che permetterà ai cittadini di inviare segnalazioni territoriali e di ricevere notifiche in anticipo in caso di pericolo di alluvione. Uno strumento che darà vita ad una community gestita dai tecnici dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali che, tramite una cabina di regia, coinvolgeranno – con ruoli diversi e integrati tra loro – cittadini, amministrazioni comunali e stakeholder dei comuni del territorio del bacino del Tagliamento.

Grazie all’insieme delle azioni previste, l’intelligenza collettiva dei cittadini costituirà un valore aggiunto che, mediante COapp, permetterà di raccogliere e inviare alla cabina di regia del CO fotografie, dati e informazioni locali (ad esempio su eventuali allagamenti). I dati così raccolti ed elaborati contribuiranno, unitamente a quelli rilevati dalla comunità tecnica e scientifica, a popolare modelli utili al monitoraggio del rischio alluvionale nella zona oggetto del progetto.

COapp ricoprirà un ruolo importante anche nelle comunicazioni in senso inverso: attraverso l’App potranno infatti essere ricevute dai cittadini, in tempi molto rapidi e con importante anticipo, notifiche in caso di potenziali eventi di rischio alluvionale nei luoghi nei quali si trovano. Inoltre, ogni cittadino registrato potrà in qualunque momento verificare il livello dei corsi d’acqua in diversi luoghi di suo interesse: la propria casa piuttosto che il posto di lavoro, l’abitazione dei genitori o la scuola dei figli.

Il progetto coinvolgerà, infatti, anche la popolazione scolastica delle Scuole Primarie, Scuole Secondarie di Primo Grado e Scuole Secondarie di Secondo Grado, attraverso concorsi a premi e attività didattiche realizzate sia sul campo, che tramite EduCO, piattaforma didattica dell’Autorità di bacino sui temi della sicurezza e della gestione del rischio alluvioni. Lo scopo è di formare i nuovi “cittadini osservatori” seguendo le indicazioni dettate dalla citizen science, cioè la “scienza partecipata” che rende i cittadini, e in questo caso i giovani citizens scientists, parte integrante e proattiva di un complesso processo sociale e tecnico-scientifico.

Grazie a questo innovativo progetto, quindi, partecipazione e tecnologia si integreranno in un percorso efficace, che diffonderà cultura e fornirà strumenti per modificare o, meglio, adattare stili di vita, orientare scelte individuali ma anche per costruire un sentire collettivo capace di influenzare gli organi decisionali verso scelte importanti per la collettività.

Un percorso che Regione del Veneto e Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia intraprendono insieme, nella consapevolezza che l’Europa guarda con grande interesse a questa esperienza interregionale.