Proposte di legge

Forse non tutti sanno che nei cassetti del Consiglio regionale del Veneto giace una proposta di legge (la 20 del 2012) a firma del consigliere M5S Simone Scarabel sul [s2If !current_user_can(access_s2member_level1)] …READ MORE[/s2If][s2If current_user_can(access_s2member_level1)]

“sistema regionale di coordinamento sul credito”. Peccato che sia rimasta lettera morta: forse si sarebbero potuto evitare qualche suicidio e molti fallimenti.

Avevamo banche pubbliche. Le abbiamo rese private, perché così sarebbero state più efficienti. Hanno fatto pacchi di soldi e corso un mare di rischi. Quei rischi hanno portato i bilanci in perdita, da quattro anni.
Allora, si è deciso che fossero i privati risparmiatori a sostenere le perdite fatte dai manager bancari. Ma poi, capito il rischio di un sistema di una norma di tale portata, si è deciso che a pagare fosse Pantalone, lo Stato.

 

Crediti deteriorati italiani (dati di marzo 2016)

Ammontano a 350 miliardi di euro i crediti inesigibili delle banche italiane: il 16,7% dei prestiti totali, contro una media Ue del 5,6%. Sul totale delle sofferenze pari a 201,1 miliardi di euro il 75% sono relativi a finanziamenti oltre il mezzo milione di euro erogati ad appena il 2,63% dei clienti problematici degli istituti. Un ulteriore 12% è a carico dello 0,05% del totale dei debitori. Oltre il 30% delle sofferenze delle banche è riconducibile al settore immobiliare.

Per capire l’origine di questa situazione occorre tornare indietro di almeno dieci anni (dopo l’inizio della privatizzazione bancaria, 1993, ndr) alla mitica stagione delle scalate bancarie. Un’epoca di credito facile a immobiliaristi, industriali e speculatori, finanziati senza remore per operare sul mercato e comprarsi, già che c’erano, le quote delle stesse banche che avevano concesso loro il credito per farlo. Il risultato? Un sistema chiuso, nel quale i debitori sono anche azionisti e come tali meritano un trattamento di favore.

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