Made in Italy: convegno a Mestre
Made in Italy e tutela delle eccellenze agroalimentari tornano al centro del dibattito nazionale. Con oltre 5 miliardi di euro di valore, la Dop Economy del Veneto rappresenta una delle più importanti risorse del comparto agroalimentare italiano, ma allo stesso tempo si conferma tra le realtà maggiormente esposte ai fenomeni dell’italian sounding e alle infiltrazioni criminali nelle filiere produttive. Made in Italy significa qualità, identità territoriale e fiducia dei consumatori, elementi che richiedono strumenti di protezione sempre più efficaci.
L’allarme è emerso nel corso del convegno “Difendere il Made in Italy: la Legge Caselli”, promosso da Coldiretti Veneto e ospitato a Mestre, in provincia di Venezia. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, magistratura, mondo accademico e organismi di controllo, tutti accomunati dall’obiettivo di rafforzare la tutela delle produzioni certificate e garantire maggiore trasparenza lungo l’intera filiera agroalimentare.
Made in Italy e Legge Caselli: il confronto sulla tutela delle filiere
Al centro dell’incontro vi è stata la necessità di introdurre strumenti più incisivi per contrastare le frodi alimentari e difendere le imprese che operano nel rispetto delle regole. Il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, ha sottolineato l’urgenza di adottare misure in grado di contrastare in maniera più efficace i fenomeni illeciti che danneggiano sia il tessuto produttivo sia i consumatori.
La questione assume un peso ancora maggiore in Veneto, regione che vanta una delle più rilevanti concentrazioni di produzioni certificate del Paese. La Dop Economy veneta, infatti, costituisce una leva strategica per l’economia locale e nazionale, ma proprio per il suo valore economico diventa terreno di interesse per imitazioni e pratiche scorrette che minacciano la competitività delle aziende agricole.
Un ulteriore tema affrontato durante il convegno riguarda i controlli sulle merci provenienti dall’estero. Marina Montedoro, direttore regionale di Coldiretti, ha richiamato l’attenzione sulle attività svolte al Brennero, dove migliaia di agricoltori e le autorità competenti sono impegnati nel monitoraggio delle produzioni straniere successivamente “italianizzate” attraverso un meccanismo normativo legato al codice doganale.
Secondo Coldiretti, proprio questo aspetto richiederebbe un intervento normativo mirato. L’organizzazione agricola continua infatti a sostenere la necessità di superare l’attuale disciplina, una richiesta supportata anche dalle delibere approvate in diversi territori, a partire da quella adottata dalla Regione Veneto.
Frodi agroalimentari: la sfida per il Veneto
Il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, ha definito la riforma Caselli una vera e propria norma di tutela per il sistema agroalimentare italiano. Il Veneto, ha evidenziato, rappresenta una delle culle dell’eccellenza produttiva nazionale e, proprio per questa ragione, risulta particolarmente vulnerabile rispetto ai tentativi di frode e alle imitazioni che compromettono il valore delle produzioni autentiche.
La difesa del comparto non riguarda esclusivamente l’aspetto economico. Proteggere le denominazioni certificate significa salvaguardare il lavoro quotidiano degli agricoltori, garantire standard elevati di qualità e preservare il rapporto di fiducia costruito nel tempo con i cittadini e con il mercato.
I numeri evidenziano la portata del fenomeno. Il sistema agroalimentare italiano raggiunge un valore complessivo di 707 miliardi di euro, mentre il giro d’affari riconducibile alle agromafie supera i 25 miliardi di euro. Dati che rafforzano la necessità di investire in controlli più rigorosi, norme adeguate e una diffusa cultura della legalità.
La prospettiva indicata dagli operatori del settore punta dunque verso un rafforzamento degli strumenti di prevenzione e contrasto. L’obiettivo è difendere le produzioni autentiche, tutelare chi opera nel rispetto delle regole e garantire ai consumatori la massima trasparenza.
In questo scenario, il Made in Italy si conferma un patrimonio da proteggere con determinazione. La valorizzazione delle eccellenze venete passa attraverso il sostegno alle imprese agricole, il contrasto alle frodi e la promozione di un sistema fondato sulla qualità certificata. Difendere il Made in Italy significa preservare un modello produttivo che rappresenta una delle principali ricchezze economiche e culturali del Paese.















