Museo Diffuso Fondazione Cassamarca arte del Novecento Treviso

Casa dei Carraresi ha riaperto oggi venerdì 2 ottobre 2026 nel cuore di Treviso, dopo due anni di interventi di ripristino e valorizzazione. Gli spazi espositivi tornano ad accogliere il pubblico con oltre 200 opere distribuite su più di 2.000 metri quadrati. La riapertura coinvolge anche Ca’ dei Brittoni e rappresenta il primo passo di un progetto più ampio legato alla nascita di un Museo Diffuso.

Casa dei Carraresi e il nuovo percorso espositivo

Il complesso duecentesco torna così alla vita culturale della città con un percorso permanente curato dai professori Silvia Burini e Giuseppe Barbieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Le opere appartengono alla collezione della Fondazione Cassamarca, costruita nel tempo e arricchita anche attraverso il lascito di monsignor Gino Bortolan.

La selezione propone una significativa presenza dell’arte del Novecento. Tra gli artisti figurano Baj, Cagli, Fontana, Manzoni e Plessi. Accanto a questi nomi trova spazio una rappresentanza veneta composta da Vedova, Tancredi, Santomaso, Saetti, Zoran Mušič e Pizzinato.

Il progetto evita un ordinamento rigidamente cronologico. Al contrario, il percorso mette in relazione forme, colori e differenti linguaggi artistici, accompagnando il visitatore attraverso tre grandi macro-sezioni: Spazi, Forme e Figure.

Casa dei Carraresi, Spazi, Forme e Figure

La scelta curatoriale parte dalle trasformazioni nella rappresentazione del paesaggio e della figura umana durante il XX secolo. L’obiettivo è creare un confronto diretto tra le opere della collezione e gli ambienti medievali dei due edifici.

Silvia Burini, curatrice insieme a Giuseppe Barbieri, spiega che la riapertura non rappresenta soltanto un riallestimento. Il progetto costituisce infatti l’avvio di un processo dinamico destinato a collegare il patrimonio e le sedi storiche della Fondazione Cassamarca nel centro di Treviso.

Secondo Burini, la suddivisione in Spazi, Forme e Figure permette di superare la rigidità della cronologia e di costruire un percorso libero. La collezione del Novecento entra così in dialogo con gli ambienti medievali, creando un rapporto tra la memoria del luogo e la ricerca contemporanea.

Un ruolo significativo spetta inoltre alle grandi installazioni di Grisha Bruskin. Il dialogo tra queste opere e gli spazi storici diventa uno degli elementi caratterizzanti del nuovo allestimento.

Un dialogo tra arte e architettura a Treviso

Giuseppe Barbieri descrive il risultato come un dialogo tra diversi elementi: gli spazi medievali dei due edifici, i colori delle pareti, le luci, i dipinti, i disegni e le sculture di Bruskin.

Il visitatore può quindi muoversi liberamente all’interno del percorso e confrontarsi con temi legati al senso del tempo, alle forme nello spazio, alle radici di una civiltà e alle fascinazioni della storia.

La riapertura propone inoltre alcune sale dedicate ad approfondimenti tematici. Tra questi figurano una selezione di disegni di Tancredi Parmeggiani e specifici focus sul Dante illustrato, sui Segni zodiacali e sul Volto femminile.

Il progetto amplia quindi il ruolo degli spazi espositivi, mettendo insieme la collezione permanente e una serie di nuclei tematici capaci di approfondire singoli aspetti della produzione artistica.

Il progetto del Museo Diffuso

La riapertura non rappresenta soltanto il ritorno delle esposizioni dopo due anni di lavori. L’iniziativa costituisce il primo tassello del progetto di Museo Diffuso, destinato a collegare progressivamente le sedi storiche della Fondazione.

L’idea nasce dalla volontà di mettere in relazione il patrimonio custodito nei diversi edifici e di costruire un percorso culturale più ampio nel cuore della città. In questa prospettiva, l’apertura degli spazi espositivi assume un significato che va oltre il singolo allestimento.

Il complesso duecentesco diventa così il punto di partenza di un processo destinato a svilupparsi progressivamente. Il progetto mette in relazione la storia degli edifici, la collezione e le ricerche artistiche del Novecento, proponendo al pubblico un’esperienza costruita attorno al rapporto tra passato e contemporaneità.

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La riapertura di Casa dei Carraresi segna dunque il ritorno delle esposizioni nel complesso storico di Treviso e l’avvio di un percorso più ampio. Oltre 200 opere, più di 2.000 metri quadrati e le tre sezioni Spazi, Forme e Figure accompagnano il pubblico dentro una nuova lettura della collezione, mentre il progetto del Museo Diffuso guarda al futuro delle sedi storiche della Fondazione.