Case di Comunità. La sanità territoriale del Veneto compie un nuovo passo con l’ingresso dei Medici di Medicina Generale all’interno dei servizi offerti nelle strutture realizzate grazie al PNRR. La Regione ha infatti avviato l’operazione attraverso un documento applicativo della delibera regionale n. 622, condiviso tra l’assessore alla Sanità Gino Gerosa e le organizzazioni sindacali dei medici Fimmg, Smi, Snami e Fmt.
L’obiettivo è rafforzare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità, rendendo i servizi sanitari ancora più vicini ai cittadini e migliorando la presa in carico dei pazienti sul territorio.
Case di Comunità: come cambia l’assistenza sanitaria in Veneto
L’accordo definisce le modalità operative e anche l’aspetto economico dell’iniziativa. I Medici di Medicina Generale che aderiranno volontariamente percepiranno una retribuzione di 60 euro all’ora esclusivamente per le prestazioni aggiuntive svolte all’interno delle strutture. Le risorse necessarie saranno garantite dalla Regione attraverso fondi già stanziati.
L’assessore alla Sanità Gino Gerosa ha evidenziato come questo passaggio rappresenti un tassello fondamentale per offrire ai cittadini una presenza altamente qualificata accanto agli altri servizi già disponibili nelle strutture territoriali.
Secondo quanto previsto dal documento, i pazienti potranno rivolgersi ai medici sia con accesso diretto sia tramite il numero unico 116117. Questo modello organizzativo punta anche a ridurre gli accessi impropri agli ospedali e, soprattutto, ai Pronto Soccorso.
I compiti dei medici di famiglia nelle strutture territoriali
Il documento stabilisce che il Medico di Medicina Generale garantisca la propria presenza tra le 8 e le 20, alternando i turni tra la Casa di Comunità, il proprio ambulatorio e gli eventuali studi secondari.
Tra le principali attività previste figurano:
- partecipazione agli audit sul funzionamento della struttura;
- utilizzo degli strumenti di diagnostica di base;
- supporto ai pazienti fragili;
- individuazione delle nuove fragilità insieme all’Infermiere di famiglia o di Comunità e alla Centrale Operativa Territoriale;
- partecipazione alle campagne vaccinali organizzate dai Dipartimenti di Prevenzione;
- monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali;
- presa in carico dei pazienti cronici;
- organizzazione delle visite e delle prestazioni sanitarie senza che il cittadino debba procedere autonomamente alla prenotazione.
Durante la fascia oraria compresa tra le 20 e le 8, oltre che nei giorni prefestivi e festivi, la copertura medica continuerà a essere assicurata dalla continuità assistenziale, ossia dalla guardia medica.
Case di Comunità: la situazione nelle Ulss del Veneto
Attualmente il Veneto ha già raggiunto il target previsto dal PNRR Missione 6 per l’attivazione delle strutture.
Le Case di Comunità operative sono:
- Ulss 1 Dolomiti: 4 su 4;
- Ulss 2 Marca Trevigiana: 15 su 17;
- Ulss 3 Serenissima: 13 su 13;
- Ulss 4 Veneto Orientale: 5 su 6, con una struttura in arrivo;
- Ulss 5 Polesana: 5 su 5;
- Ulss 6 Euganea: 20 su 20;
- Ulss 7 Pedemontana: 8 su 8;
- Ulss 8 Berica: 9 su 9;
- Ulss 9 Scaligera: 20 su 20.
Complessivamente i presìdi interessati sono oggi 99. La Regione precisa inoltre che il percorso di attivazione resta dinamico e sarà costantemente monitorato per migliorare la risposta ai bisogni di salute della popolazione.
Una riforma che punta a ridurre la pressione sugli ospedali
Secondo Gino Gerosa, il rafforzamento della medicina territoriale rappresenta uno degli interventi centrali del programma regionale. L’inserimento dei Medici di Medicina Generale nelle Case di Comunità consentirà di avvicinare i servizi sanitari ai cittadini, facilitare l’accesso alle cure e migliorare il coordinamento tra i professionisti.
La nuova organizzazione punta inoltre a diminuire gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, permettendo alle strutture ospedaliere di concentrare le risorse sui pazienti che necessitano realmente di cure urgenti.
Per approfondire il tema della sanità territoriale è possibile consultare anche un articolo correlato pubblicato su Notizie Plus dedicato alle Case di Comunità in Veneto (inserire il link interno pertinente). Per maggiori informazioni istituzionali è disponibile anche la pagina della Regione del Veneto dedicata alla sanità: https://www.regione.veneto.it/web/sanita.
Le disposizioni contenute nel documento resteranno valide fino alla definizione del nuovo Accordo Integrativo Regionale. Con questo intervento, le Case di Comunità diventano sempre più il punto di riferimento dell’assistenza territoriale, rafforzando il collegamento tra cittadini, medici di famiglia e servizi sanitari distribuiti sul territorio veneto.















