Cinema e Formazione: dagli studenti alle sale cinematografiche

Cinema e Formazione: dagli studenti alle sale cinematografiche

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Il 18 maggio arriva in sala al Cinema Corso di Treviso, Dentro le persone Fuori sul territorio, il progetto di tre film documentari, realizzati attraverso in una collaborazione virtuosa tra studenti dell’Istituto Palladio e Offi-cine Veneto, con il patrocinio di Confindustria Veneto e Unindustria Treviso e l’adesione di molte realtà del territorio come l’Associazione RiVivere Treviso, Maggior Consiglio e il Consorzio Tutela Prosecco Doc e Friuladria, solo per citarne alcuni.

Come nasce il progetto Dentro le persone Fuori sul territorio? Con la finalità di alfabetizzare all’arte del cinema il mondo del business – racconta Stefano Pesce, attore affermato che abbiamo apprezzato nel film LEONI di Pietro Parolin, fondatore di Officine Veneto e direttore artistico del progetto cinematografico - coinvolgendo aziende del territorio e facendo capire che il logo (2)cinema nasce come fotografia della realtà e che si può influire sul reale attraverso il cinema, trasmettendo efficacemente il valore di un territorio come il nostro. Il futuro della competizione economica, oggi, non si gioca tra le singole aziende, ma tra i territori.

officineQuesta è la grande scommessa dei prossimi anni, quindi oggi più che mai, il cinema sta diventando lo strumento principe per raccontare il territorio all’estero e trasmettere valori ed emozioni. All’estero lo fanno in molti, qui lo vogliamo fare noi di Offi-cine Veneto in maniera indipendente e sganciata dalla politica. La ricaduta sul territorio non è immediata, ma è un’attività culturale a medio lungo termine capace di dare, alle generazioni future, nuovi sbocchi occupazionali.

Abbiamo, infatti, coinvolto in qualità di tutor dei ragazzi, Giulio Crespan, Alessandro Stefanato, Gioia Mattiazzi, Francesco Chissalè, Alberto Pivato, Nicola Moretto, professionisti del cinema, con sensibilità diverse, legati alla cultura di questo bellissimo territorio, che hanno portato l’esperienza di partecipazioni a Festival cinematografici internazionali e produzioni importanti con registi celebri per riuscire a realizzare e portare in sala questo film in meno di un anno. La scelta per i ragazzi è caduta sull’Istituto superiore Palladio di Treviso, arrivando a selezionare sei studenti con il progetto didattico (di 400 ore) di Scuola/lavoro e proponendo un progetto cinematografico vero, importante, che si proietterà nelle sale in tutto il Veneto”.

Cristina Magoga di Officine Veneto e organizzatrice del progetto entra nel dettaglio della didattica: “Grazie alla Preside Anna Durigon dell’istituto Palladio (e Istituto Mazzotti per Tecnici per il Turismo) che ha coinvolto la divisione didattica FILMMAKING dell’Istituto, abbiamo ideato un progetto che avesse la concretezza di un vero e proprio lavoro e dare, fin dall’inizio, ai ragazzi una dimensione professionale per impegno ed obiettivi”.

“I ragazzi, giovanissimi, inizialmente erano increduli di poter vivere una simile esperienza – continua Stefano Pesce - Li abbiamo seguiti, pilotandoli con sicurezza e professionalità verso la creazione concreta del documentario, ma al tempo stesso erano liberi sul set, senza rete, e liberi nelle scelte di montaggio”.

I TEMI DEI TRE FILM DOCUMENTARI

DENTRO LE PERSONE FUORI SUL TERRITORIO comprende cinquantaquattro minuti di godibile visione cinematografica in tre film documentari intitolati “Una storia di vetro”, “El fosso che cria” e “Sulle ruote”. “Come direttore artistico – continua Stefano Pesce - ho scelto di girare tre diverse storie: un film che raccontasse un territorio naturale , un film che raccontasse una storia imprenditoriale artistico e un film che parlasse di un problema umano; sono nati, così, tre corti della durata di 16, 16 e 22 minuti per un totale di 54 minuti, che non hanno natura didattica, ma diffusi nel circuito cinematografico”. In “Una storia di vetro” si racconta la storia di una famiglia veneziana dedita all’arte vetraria e del suo trasferimento a Treviso. Il film parla delle tecnica vetraria, ma il fuoco è piuttosto una denuncia della fragilità per l’avvenire di ogni attività artistica e della sua difficile sopravvivenza nel mercato, senza una protezione.

Nel film “El fosso che cria” (il fosso che piange), pur narrandosi le storie di tre protagonisti: un poeta, un maestro d’ascia e un barcaiolo che ricordano il fiume nel passato e nel presente, con l’ausilio anche di filmati storici, il protagonista è il Sile, questo fiume che è stato prima una via di trasporto commerciale, poi ha vissuto una grande crisi negli anni ’70, venendo abbandonato. In tempi recenti, è iniziato un lento recupero, sia in senso naturalistico sia turistico, ripopolandosi di turisti da tutta Europa, anche per lo sbocco navigabile fino alla laguna veneziana.

“Sulle ruote” è il terzo film, la storia di una squadra paraolimpica dei migliori giocatori di rugby, riuscendo a guardare uno sport così amato e radicato in questo territorio, da quella diversa prospettiva e, attraverso l’handicap, comunicare una incredibile vitalità.

OFFI-CINE VENETO: imparare a stare davanti alla cinepresa

Offi-cine Veneto propone una formazione professionale in ambito: attoriale cinematografico, filmmaking, sceneggiatura, produzione e organizzazione. Come racconta Cristina Magoga si avvale di collaborazioni di professionisti affermati nel campo cinematografico – “ Oggi, oltre a Stefano Pesce, nostro direttore artistico ed insegnante di Recitazione, collaboriamo con Alessandro Rossetto per Regia e Filmmaking, Marco Pettenello per la Sceneggiatura e Giacomo Gagliardo per produzione e organizzazione. Tra i diversi corsi che Offi-Cine Veneto propone, uno è dedicato al mondo dell’imprenditoria - Il nostro corso Business si chiama Emozione Motore Azione ed è dedicato ad un pubblico di persone che hanno dei ruoli aziendali di rappresentanza e devono avere la capacità di rilasciare un’intervista davanti alla telecamera. Sempre di più viene richiesto di essere efficaci nel trasferire concetti chiari con l’utilizzo del linguaggio del corpo che la telecamera, coglie, in modo inesorabile, pregiudicando talvolta il risultato della comunicazione stessa. Quindi la preparazione va in quel senso, parlare e colloquiare attraverso il mezzo televisivo”.

Alessandra Fraschini

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