Concessioni balneari, Tar annulla aumento del 25%
Concessioni balneari, Tar annulla aumento del 25%

Il Tar del Lazio annulla l’aumento del 25,15% dei canoni demaniali marittimi applicato alle concessioni balneari per il 2025. Una decisione che potrebbe avere conseguenze economiche importanti per gli stabilimenti della costa veneta. Secondo le stime del Sindacato Italiano Balneari (SIB) di Confcommercio, gli operatori del litorale regionale avrebbero versato tra 2,5 e 3 milioni di euro in più. Ora la categoria chiede al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di ricalcolare gli importi e compensare le somme già pagate con i prossimi versamenti.

Concessioni balneari, il Tar boccia l’aumento dei canoni demaniali

La pronuncia del Tribunale amministrativo regionale del Lazio riguarda l’aggiornamento dei canoni per il 2025, disposto attraverso il decreto ministeriale del 18 settembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 ottobre, e la successiva circolare ministeriale numero 200 del 31 ottobre.

Al centro della controversia c’è il criterio utilizzato dal Ministero per determinare gli adeguamenti annuali.

Già in una precedente sentenza, relativa ai canoni del 2023, il Tar aveva giudicato illegittimo il ricorso all’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali, anziché all’indice dei prezzi all’ingrosso previsto dalla normativa allora vigente.

L’utilizzo del primo parametro aveva determinato un incremento del 25,15%, contestato dalle associazioni di categoria.

La nuova decisione conferma l’orientamento espresso dalla giustizia amministrativa anche in altre pronunce intervenute nel corso del 2026.

Perché è stato annullato l’aumento del 25,15%

Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato del SIB, il Tar ha stabilito che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non poteva mantenere retroattivamente l’incremento del 2023 anche nei canoni delle annualità successive.

Il criterio contestato può infatti essere utilizzato per gli aggiornamenti successivi all’entrata in vigore della nuova disciplina del 1° aprile 2025, che prevede un incremento nell’ordine del 10%.

La questione riguarda quindi sia il parametro economico scelto per l’adeguamento sia la possibilità di applicarlo alle annualità precedenti alla modifica normativa.

La pronuncia non è necessariamente definitiva: resta infatti possibile un ricorso al Consiglio di Stato.

Balneari del Veneto, Boscolo Moretto: «Pagati fino a 3 milioni in più»

A quantificare le possibili conseguenze economiche della decisione è Giovanni Boscolo Moretto, presidente del SIB interprovinciale Venezia-Rovigo di Confcommercio.

«Per la costa veneta si calcola che il surplus sia nell’ordine dei 2,5-3 milioni di euro», spiega il rappresentante degli imprenditori balneari.

La cifra rappresenta una stima dell’associazione di categoria e riguarda gli importi che gli operatori avrebbero versato in eccesso a causa degli adeguamenti contestati.

Per il comparto turistico costiero, la questione assume particolare rilievo anche in considerazione delle risorse impegnate ogni anno nella gestione delle concessioni demaniali.

SIB Confcommercio: «Scomputare le somme dai prossimi versamenti»

La richiesta avanzata dai balneari è quella di ottenere un ricalcolo dei canoni, evitando, se possibile, di dover ricorrere a singole azioni giudiziarie per recuperare gli importi.

«Ancorché, naturalmente, la pronuncia del Tar sia ricorribile in Consiglio di Stato, chiederemo al Ministero di ricalcolare i canoni e di scomputare le somme già pagate, ma non dovute, dai prossimi versamenti», afferma Boscolo Moretto.

L’obiettivo è arrivare a una soluzione amministrativa condivisa che consenta agli operatori di compensare gli importi versati in eccesso con quelli dovuti nelle prossime annualità.

Una possibilità che, tuttavia, richiede ancora indicazioni operative da parte delle autorità competenti.

Una circolare ministeriale per evitare nuovi contenziosi

Il SIB sta seguendo la vicenda anche a livello nazionale, attraverso un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’associazione auspica l’emanazione di una circolare esplicativa destinata ai Comuni e agli altri enti che gestiscono le concessioni demaniali marittime.

«È in corso, a livello nazionale, una interlocuzione col Ministero per l’emanazione di una circolare esplicativa ai Comuni e agli altri enti concedenti al fine di evitare inutili contenziosi che sarebbero dannosi per gli stessi e per l’Erario. Confidiamo che si possa trovare una soluzione di compensazione», sottolinea il presidente del SIB Venezia-Rovigo.

Un chiarimento ministeriale potrebbe uniformare le procedure di ricalcolo e definire le modalità con cui trattare le somme già versate.

Al momento, però, non risulta ancora definito un meccanismo automatico di compensazione.

Concessioni balneari, l’invito agli imprenditori: conservare le ricevute

In attesa degli sviluppi amministrativi e dell’eventuale ricorso al Consiglio di Stato, il SIB invita gli operatori a conservare la documentazione relativa ai pagamenti.

«Il consiglio che diamo agli imprenditori è di conservare le ricevute dei canoni pagati nel triennio 2023-2025», conclude Giovanni Boscolo Moretto.

Le ricevute potrebbero infatti risultare utili per ricostruire gli importi corrisposti e verificare eventuali differenze rispetto ai canoni ricalcolati.

La sentenza apre dunque una nuova fase nella controversia sugli adeguamenti demaniali. Per gli stabilimenti della costa veneta, la prospettiva è quella di recuperare, attraverso future compensazioni, una parte delle somme versate negli ultimi anni.

L’effettivo riconoscimento degli importi e le modalità di recupero restano però subordinati agli sviluppi della vicenda amministrativa e giudiziaria.

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