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Arrivano i primi segnali incoraggianti dalle colline della Pedemontana trevigiana per ciò che riguarda la raccolta delle olive in questo 2026.  La campagna, iniziata a cavallo del 15 ottobre, sembra infatti promettere risultati migliori rispetto alla stagione precedente. Le prime stime indicano una resa intorno al 13%, siamo a metà campagna, ma di già superiore all’11% definitivo registrato nel 2025.

Un dato ancora preliminare, ma che alimenta le aspettative di un comparto agricolo di nicchia, profondamente legato al territorio e alle sue tradizioni produttive.

Le operazioni interessano anche gli oliveti che rientrano nella denominazione DOP Veneto del Grappa, distribuita tra le aree collinari delle province di Treviso e Vicenza.

Raccolta olive 2026: primi risultati positivi per la resa

La nuova campagna olivicola parte con prospettive incoraggianti. Dopo un’annata difficile per tutto il Nord Italia, segnata dal maltempo, i primi risultati delle lavorazioni suggeriscono un possibile miglioramento della produzione.

In particolare, la resa delle olive dovrebbe attestarsi intorno al 13%. Si tratta di una percentuale superiore di circa due punti rispetto al dato dello scorso anno.

Oltre alla resa che rappresenta la quantità di olio ottenuto dalla lavorazione delle olive, si parla anche della qualità del prodotto ottenuto. L’olio extravergine di conseguenza, è già di per se da considerarsi di qualità. Ad indicare questo dato è stato l’andamento stagionale della crescita e della maturazione delle olive che, viste le grandi temperature estive, non sono nemmeno state condizionate da attacchi di parassiti come la famigerata “mosca olearia”.

Ne è conseguito un minore ricorso in campo per interventi fitosanitari, se non addirittura quasi azzerato, per debellare un parassita praticamente assente: sistematicamente i livelli di acidità oleica che determineranno alla fine delle lavorazioni la qualità degli oli ottenuti, farà si che l’olio extravergine d’oliva ottenuto quest’anno sarà certamente di qualità.

Occorre tuttavia mantenere prudenza. Le percentuali attualmente disponibili derivano dalle prime raccolte e non rappresentano ancora il bilancio definitivo stagionale ma i segnali lasciano intravedere una campagna potenzialmente superiore in quantità e qualità rispetto al 2025.

Veneto e Pedemontana: 16 comuni trevigiani e circa 450 ettari di oliveti coltivati

La produzione olivicola della Pedemontana rappresenta una realtà agricola particolare, caratterizzata da numeri contenuti ma con potenziali segnali di incremento diffuso sul territorio.

Nella sola provincia di Treviso, la produzione olivicola/olearia comprende 16 comuni. Secondo le stime, la superficie complessiva destinata agli oliveti tocca oltre 450 ettari.

Il comparto conta più di 1.600 olivicoltori e alcuni frantoi per la trasformazione delle olive sia privati che cooperativi, come nel caso della Tapa Olearia che opera con un impianto ad estrazione centrifuga a Cavaso del Tomba ed un secondo a Vittorio Veneto.

La produzione presenta due anime distinte.

Da una parte operano le aziende olivicole/olearie professionali impegnate nella trasformazione in conto proprio e in conto terzi, in sostanza la cosi detta molitura con relativa produzione di olio e successivo stoccaggio, per poi destinare l’olio extravergine d’oliva confezionato alla vendita finale.

Dall’altra, ci sono numerose famiglie che curano direttamente i propri olivi ed il prodotto raccolto, una volta trasformato in frantoio, rimane prevalentemente all’interno delle mura domestiche senza entrare nei circuiti commerciali.

Una doppia dimensione che caratterizza l’olivicoltura locale, dove l’attività economica convive con la produzione familiare.

Raccolta olive: il confronto con i dati ufficiali del 2025

Per comprendere le aspettative della campagna in corso è utile osservare i risultati della stagione precedente.

Secondo i dati SIAN, il portale telematico del Ministero dell’Agricoltura che certifica lavorazioni, produzione, stoccaggio e movimentazioni di olive e olio, al 31 ottobre 2025 la provincia di Treviso aveva registrato:

  • 417 tonnellate di olive molite;

  • 46 tonnellate di olio prodotto;

  • una resa media dell’11,03%.

Il confronto con le prime indicazioni del 2026 evidenzia quindi una prospettiva positiva, almeno sotto il profilo della percentuale di olio ricavato.

La precedente stagione aveva risentito delle condizioni meteorologiche sfavorevoli che avevano interessato l’intero Nord Italia.

Per questo motivo, il possibile incremento della resa rappresenta un segnale importante per i produttori della Pedemontana.

Va comunque precisato che una maggiore percentuale di estrazione non equivale automaticamente a un aumento della produzione complessiva. Per conoscere il quantitativo finale di olio sarà necessario considerare anche il volume totale delle olive lavorate.

Quanto olio si ricava dalle olive? Le prime stime del 2026

Il dato più interessante della nuova campagna riguarda proprio il rapporto tra olive lavorate e olio ottenuto.

Una resa del 13% significa che, prendendo come riferimento 100 chilogrammi di olive, si possono ottenere indicativamente 13 chilogrammi di olio.

Applicando lo stesso esempio alla percentuale del 2025, il quantitativo sarebbe stato di circa 11 chilogrammi.

La differenza appare contenuta in termini assoluti, ma assume un peso significativo quando si considerano quantità maggiori di materia prima.

Ecco il confronto tra le due campagne:

Indicatore Campagna 2025 Campagna 2026
Inizio raccolta — Intorno al 15 ottobre
Resa 11,03% Circa 13% (dato stimato)
Olive molite 417 tonnellate* Dati da registrare
Olio prodotto 46 tonnellate* Dati da registrare

Dati provinciali SIAN aggiornati al 31 ottobre 2025. Per il 2026 la percentuale indicata rappresenta una prima stima.

Una stagione che fa sperare gli olivicoltori della Pedemontana

Le prossime lavorazioni permetteranno di verificare se le indicazioni iniziali troveranno conferma anche nel bilancio complessivo della campagna.

Intanto, il miglioramento atteso costituisce una prospettiva incoraggiante sia per le aziende professionali sia per le famiglie che mantengono viva la produzione olivicola locale.

Il settore continua infatti a rappresentare una componente particolare dell’agricoltura delle colline trevigiane e vicentine, grazie alla presenza di piccoli produttori, realtà professionali e frantoi cooperativi.

Per ulteriori aggiornamenti sulle attività agricole e sulle notizie del territorio è possibile consultare anche le ultime notizie del Veneto.

La raccolta olive 2026 si apre dunque sotto auspici migliori rispetto alla precedente stagione. Il passaggio dall’11% circa al 13% di resa stimata costituisce il primo elemento positivo, in attesa dei risultati definitivi che permetteranno di tracciare un bilancio completo dell’annata.