Sono stati svolti numerosi controlli su tutto il territorio provinciale da parte dei
Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Treviso, con la collaborazione
dell’Arma Territoriale, volti a verificare la regolare occupazione dei lavoratori ed il rispetto
della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’attività
ispettiva, eseguita anche a seguito di attività info-operativa sequenziale all’analisi di dati
condivisi dall’Arma Territoriale, ha interessato principalmente i settori dell’agricoltura e dei
pubblici esercizi, oltre che quello dell’edilizia.
Nel corso dei controlli sono stati identificati complessivamente 13 lavoratori
impiegati “in nero” e tra questi 2 cittadini extracomunitari irregolari sul territorio nazionale.
In particolare, nel corso di un controllo effettuato presso un campo agricolo di coltivazione
di kiwi, situato nel territorio comunale di Arcade, sono state individuate 2 aziende
agricole che svolgevano attività di “diradamento dei fiori” impiegando tra i propri dipendenti
complessivamente 5 lavoratori “in nero”. Nello specifico la prima azienda, gestita da un
cittadino extracomunitario, aveva tra le proprie fila 4 lavoratori “in nero”, tra cui un cittadino
clandestino, mentre nella seconda azienda, gestita da imprenditori locali, il lavoratore
impiegato “in nero” era un italiano. Analogamente in un campo agricolo, situato nel
comune di Spresiano, è stato individuato un lavoratore impegnato in attività di
raccolta asparagi in totale carenza previdenziale ed assicurativa e quindi “in nero”. Per
tutte le 3 aziende ispezionate è stato emesso il provvedimento di sospensione dell’attività
imprenditoriale.
Nell’ambito dei pubblici esercizi, un kebab situato a Valdobbiadene è stato sospeso
sia per aver impiegato “in nero” un lavoratore irregolare sul territorio nazionale, sia per
gravi violazioni sulla sicurezza, in quanto aveva omesso di redigere il Documento di
Valutazione dei Rischi, documento fondamentale per la tutela della salute e sicurezza sui
luoghi di lavoro. Sempre nel medesimo ambito, in un locale di Susegana, sono stati
identificati 3 lavoratori “in nero”, trovati intenti a svolgere mansioni diverse ed impiegati in
cucina e in sala.
Medesima situazione riscontrata in un ristorante di San Fior, ove i lavoratori “in
nero” erano 2 e in un bar di Spresiano, dove una donna era impiegata “in nero” con la
mansione di barista. Nei confronti dei 3 locali si è proceduto con la sospensione
dell’attività imprenditoriale.
I molteplici controlli, effettuati anche nei comuni di Ormelle, Altivole,
Volpago del Montello e Oderzo, volti a garantire il rispetto della normativa in
materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, hanno permesso di
riscontrare la presenza di numerose violazioni e di individuare complessivamente 10
aziende inadempienti. Tra le sanzioni contestate, l’omessa formazione del Responsabile
del Servizio di Prevenzione e Protezione, l’omessa formazione dei lavoratori e la mancata
sorveglianza sanitaria degli stessi.
Nel complesso i controlli effettuati hanno permesso di riscontrare numerose
violazioni, a seguito alle quali sono state irrogate sanzioni e ammende per circa 180.000
euro.















