Polizia di Stato di Treviso - foto di repertorio
Polizia di Stato di Treviso - foto di repertorio

TREVISO – Sei arresti, 1.414 giovani identificati, tra cui 306 minorenni, e oltre 90 chili di sostanze stupefacenti sequestrate. È il bilancio delle ultime tre settimane di controlli contro la criminalità giovanile nella provincia di Treviso, nell’ambito di una vasta operazione nazionale della Polizia di Stato. Tra le persone arrestate figura anche un minorenne coinvolto nell’aggressione avvenuta in piazza dei Signori, destinatario di un provvedimento cautelare eseguito il 23 ottobre. A livello nazionale, l’operazione ha portato all’arresto di 644 persone, tra maggiorenni e minorenni, e all’identificazione di oltre 236mila giovani.

Criminalità giovanile a Treviso, sei arresti in tre settimane

L’attività è stata coordinata a livello nazionale dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, con il coinvolgimento delle 106 Squadre Mobili italiane.

In provincia di Treviso, le operazioni sono state organizzate dalla Questura attraverso la Squadra Mobile, con la partecipazione delle Volanti, della DIGOS e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Conegliano.

I servizi straordinari hanno interessato le aree considerate maggiormente esposte a episodi di criminalità giovanile, con particolare attenzione ai luoghi di aggregazione, alle zone della movida e agli ambienti legati allo spaccio di droga.

Nel corso delle ultime tre settimane, gli agenti hanno identificato 1.414 giovani, dei quali 306 minorenni.

Le attività hanno portato all’arresto di cinque maggiorenni e un minorenne per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.

Diverse altre persone sono state denunciate in stato di libertà. Tra queste figura anche un minorenne accusato di rapina.

Tra gli arrestati il minorenne coinvolto nell’aggressione in Piazza dei Signori

Tra i sei arresti contabilizzati dalla Questura di Treviso rientra quello di un minorenne coinvolto nell’aggressione avvenuta in Piazza dei Signori, nel centro storico del capoluogo.

Il provvedimento di custodia cautelare nei suoi confronti è stato eseguito il 23 ottobre, nell’ambito degli sviluppi investigativi relativi all’episodio di violenza.

L’arresto rientra nel bilancio complessivo delle attività condotte nelle ultime tre settimane.

Per quanto riguarda i cinque maggiorenni arrestati, due provvedimenti riguardano reati in materia di droga.

Uno è collegato alla scoperta di una coltivazione di stupefacenti a Castelfranco Veneto, mentre l’altro riguarda un’attività di spaccio.

Gli altri tre arresti comprendono l’esecuzione di un mandato d’arresto europeo, un provvedimento internazionale di cattura e un arresto effettuato a Conegliano.

Il bilancio riunisce dunque operazioni differenti, svolte nel periodo considerato e inserite nel quadro delle attività di contrasto alla criminalità.

Treviso, sequestrati oltre 90 chili di cannabinoidi e cocaina

Particolarmente rilevanti sono i quantitativi di sostanze stupefacenti sequestrati durante i controlli e le perquisizioni.

In provincia di Treviso, la Polizia di Stato ha recuperato 90,58 chilogrammi di cannabinoidi e 30,27 grammi di cocaina.

Gli agenti hanno inoltre sequestrato un’arma da fuoco e tre armi bianche.

L’attività investigativa ha riguardato sia il contrasto allo spaccio sia la ricerca di armi e strumenti potenzialmente utilizzabili per commettere reati.

Il dato relativo agli stupefacenti rappresenta una quota significativa del quantitativo complessivamente sequestrato durante l’operazione nazionale.

Controlli nelle sale giochi, nei locali della movida e nelle stazioni

I servizi della Questura di Treviso hanno interessato anche numerose attività commerciali e luoghi pubblici.

Complessivamente, gli agenti hanno controllato nove sale giochi, nove esercizi commerciali, otto luoghi della movida, tre stazioni e cinque parchi.

Le verifiche hanno portato all’emissione di quattro sanzioni amministrative.

Le violazioni contestate riguardano, in particolare, l’uso di sostanze stupefacenti, il Codice della strada e le disposizioni che regolano i pubblici esercizi.

L’obiettivo dei controlli è stato rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei luoghi di maggiore aggregazione, individuando eventuali situazioni di rischio e comportamenti illeciti.

Monitorati 240 profili social e quattro siti internet

L’operazione ha riguardato anche il mondo digitale.

Gli investigatori trevigiani hanno monitorato 240 profili social e quattro siti internet, approfondendo eventuali collegamenti con comportamenti violenti o attività criminali.

Una parte dell’attività ha preso in esame le segnalazioni arrivate attraverso YouPol, l’applicazione della Polizia di Stato che permette ai cittadini di comunicare situazioni sospette e possibili reati.

Secondo la Questura, diversi approfondimenti avviati grazie a queste segnalazioni hanno prodotto risultati positivi.

Il monitoraggio online si affianca così ai controlli tradizionali sul territorio, con l’obiettivo di individuare possibili situazioni di pericolo e raccogliere elementi utili alle indagini.

Operazione nazionale, 644 arresti e oltre 236mila giovani controllati

L’attività svolta a Treviso si inserisce in una più ampia operazione che ha coinvolto le Questure di tutto il territorio nazionale.

Migliaia di operatori della Polizia di Stato, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno effettuato controlli nei luoghi della movida, nelle aree di spaccio e nei principali punti di aggregazione giovanile.

A livello nazionale sono stati controllati 236.138 giovani, tra cui 23.060 minorenni.

Gli arresti sono stati complessivamente 644: 575 maggiorenni e 69 minorenni.

Altre 1.695 persone sono state denunciate in stato di libertà, tra cui 373 minorenni.

I reati contestati comprendono, a seconda dei casi, tentato omicidio, lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi.

Le indagini hanno riguardato anche episodi di violenza documentati o mostrati attraverso i social network.

Sequestrati in Italia oltre 244 chili di droga e numerose armi

Nel corso dell’operazione nazionale, la Polizia ha sequestrato 69,4 chilogrammi di cocaina, 328,44 grammi di eroina e 174,8 chilogrammi di cannabinoidi.

Sono stati recuperati anche quantitativi minori di altre sostanze, tra cui ecstasy, ketamina, anfetamine e medicinali soggetti a controllo.

Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare 28 armi da fuoco, 210 armi bianche e 25 oggetti atti a offendere, oltre ad altri materiali pericolosi.

Gli agenti hanno inoltre recuperato oggetti ritenuti provento di furto, tra cui collane d’oro, telefoni cellulari, tablet e capi di abbigliamento.

Durante le attività sono stati rinvenuti anche 269.863 euro in contanti.

I controlli hanno interessato 299 abitazioni, comprese 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 1.149 luoghi della movida, 177 stazioni e 198 parchi.

Le verifiche hanno prodotto 1.394 sanzioni amministrative.

Dai laboratori di crack a Foggia ai disordini in Lombardia

L’operazione ha permesso di approfondire anche alcune situazioni particolarmente complesse.

In provincia di Foggia, gli investigatori hanno individuato strutture utilizzate, secondo quanto emerso dalle indagini, per trasformare la cocaina in crack e per commercializzare sostanze stupefacenti.

Le attività investigative si sono avvalse anche di segnalazioni ricevute tramite YouPol.

In Lombardia, invece, i controlli si sono concentrati soprattutto nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza, anche in relazione agli episodi avvenuti durante le manifestazioni del 17, 18 e 24 ottobre 2026.

Gli investigatori hanno esaminato chat e gruppi di messaggistica presenti nei telefoni di alcuni giovani coinvolti, raccogliendo elementi relativi all’organizzazione e al coordinamento dei disordini.

Le attività hanno portato a denunce, perquisizioni e provvedimenti amministrativi, tra cui Daspo urbani e fogli di via.

Criminalità giovanile e social, oltre mille profili sotto osservazione

Sul territorio nazionale, gli investigatori hanno monitorato complessivamente 1.115 profili social.

Nel dettaglio, sono stati esaminati 577 profili Instagram, 229 Facebook, 238 TikTok e 71 profili distribuiti tra Telegram, WhatsApp, YouTube e Discord.

Per tre profili individuati nella provincia di Torino è stata avanzata una richiesta di oscuramento, in relazione alla pubblicazione di contenuti violenti e all’ostentazione di armi.

L’operazione conferma l’attenzione investigativa verso l’utilizzo delle piattaforme digitali nei contesti di criminalità giovanile.

Anche nella provincia di Treviso, il monitoraggio dei social e l’analisi delle segnalazioni dei cittadini hanno affiancato l’attività delle pattuglie e degli investigatori.

Il bilancio delle ultime tre settimane comprende operazioni già comunicate e nuovi risultati investigativi. Le persone arrestate o denunciate sono da considerarsi presunte responsabili dei reati contestati, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Per ulteriori aggiornamenti e notizie: notizieplus.it

Il nostro Tg su TgPlus.it