Coldiretti Osservatorio Agromafie condizionalità sociale Politica Agricola Comune

Caporalato, dieci anni dopo l’introduzione della legge che ha rafforzato il contrasto allo sfruttamento del lavoro, Coldiretti torna a chiedere maggiore attenzione alla tutela dei lavoratori agricoli e alla legalità nelle filiere produttive. L’organizzazione ha avuto un ruolo importante in questo percorso, grazie anche al contributo del suo Osservatorio Agromafie, impegnato nel contrasto alle infiltrazioni criminali e nella difesa della dignità del lavoro.

L’anniversario rappresenta un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti, ma anche per evidenziare le criticità ancora presenti nel settore agricolo. Secondo Coldiretti, infatti, la lotta allo sfruttamento non può limitarsi all’applicazione delle norme, ma deve coinvolgere l’intero sistema produttivo, attraverso prevenzione, formazione e controlli efficaci.

Caporalato, dieci anni di impegno per la dignità dei lavoratori

In questi anni, Coldiretti ha contribuito al percorso di contrasto allo sfruttamento attraverso il lavoro dell’Osservatorio Agromafie. L’obiettivo è tutelare chi lavora nelle campagne e impedire che le organizzazioni criminali possano infiltrarsi nelle diverse fasi delle filiere produttive.

Accanto all’attività di contrasto, assume un’importanza particolare la prevenzione. In Veneto, infatti, sono state promosse iniziative formative in collaborazione con la Regione, rivolte soprattutto agli studenti delle scuole superiori e degli istituti agrari.

Tra queste rientrano le Lezioni di Legalità, un’attività inserita nel progetto sostenuto dalla Legge regionale n. 48/2012. L’iniziativa punta a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della legalità, del contrasto alle agromafie e dello sfruttamento del lavoro.

Il coinvolgimento degli studenti rappresenta un passaggio importante. Attraverso la conoscenza e la formazione, infatti, le scuole possono contribuire a diffondere una cultura fondata sul rispetto delle regole e sulla dignità della persona.

Coldiretti Treviso contro la cancellazione della condizionalità sociale nella PAC

A intervenire sull’anniversario è Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso, che ha evidenziato una contraddizione nel panorama europeo. Secondo Polegato, la ricorrenza è infatti accompagnata da una decisione dell’Unione europea che rischia di indebolire gli strumenti di tutela dei lavoratori agricoli.

Al centro della contestazione c’è la cancellazione della condizionalità sociale dalla nuova Politica Agricola Comune (PAC). Una scelta che, secondo il presidente, rappresenta un passo indietro perché scollega l’accesso ai fondi agricoli dal rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro e di impiego.

Il vincolo riguardava anche aspetti fondamentali come la salute e la sicurezza dei lavoratori. La sua eliminazione, nella valutazione di Coldiretti, indebolisce quindi il collegamento tra sostegno pubblico all’agricoltura e rispetto dei diritti di chi opera nel settore.

Polegato sottolinea inoltre la posizione assunta dall’organizzazione a livello europeo. Coldiretti, secondo quanto dichiarato dal presidente, è stata l’unica organizzazione agricola datoriale in Europa a sostenere costantemente la necessità di mantenere questo vincolo nella PAC, anche in contrapposizione alla posizione del Copa presieduto da Giansanti.

La battaglia, tuttavia, non si considera conclusa. Coldiretti intende continuare a lavorare per costruire una risposta sul tema all’interno del Parlamento europeo.

Il 3 novembre mobilitazione a Bruxelles con i lavoratori agricoli

La prossima iniziativa annunciata dalla Confederazione è fissata per domani 3 novembre a Bruxelles. Coldiretti parteciperà infatti a una mobilitazione promossa dall’Effat, l’organizzazione europea dei lavoratori agricoli, alla quale prendono parte anche Cgil, Cisl e Uil.

L’appuntamento rappresenta un’occasione per riportare al centro del dibattito europeo la tutela dei lavoratori e il ruolo della condizionalità sociale nelle politiche agricole.

La questione riguarda non soltanto il rispetto delle norme, ma anche la responsabilità delle istituzioni nel garantire che le risorse pubbliche sostengano un’agricoltura attenta ai diritti, alla sicurezza e alla dignità delle persone.

Caporalato: controlli lungo tutta la filiera, dalla campagna alla grande distribuzione

Per Giorgio Polegato, il contrasto allo sfruttamento richiede un rafforzamento delle attività di prevenzione, controllo e repressione del lavoro irregolare. L’obiettivo deve essere quello di colpire senza esitazioni chi opera al di fuori della legalità.

Tra le proposte indicate dal presidente di Coldiretti Treviso c’è anche un maggiore coinvolgimento delle associazioni datoriali nella gestione dei flussi di lavoratori. Un passaggio che, nella sua prospettiva, può contribuire a rendere più efficaci gli strumenti di prevenzione.

Un altro punto centrale riguarda l’estensione dei controlli. Le verifiche, secondo Polegato, non devono fermarsi alle singole imprese agricole, ma devono interessare tutti i passaggi della filiera produttiva, fino alla grande distribuzione.

Il presidente richiama infatti l’attenzione sulle speculazioni che possono svilupparsi lungo il sistema commerciale, definendole una forma di «caporalato col colletto bianco». Un’espressione che sottolinea la necessità di guardare oltre lo sfruttamento direttamente visibile nei campi e di verificare anche le dinamiche economiche che coinvolgono gli altri soggetti della filiera.

La tutela dei lavoratori, quindi, non può dipendere soltanto dai controlli sulle aziende agricole, ma deve coinvolgere l’intero percorso che porta i prodotti dal campo agli scaffali.

A dieci anni dalla legge sul caporalato, il messaggio di Coldiretti è chiaro: la lotta allo sfruttamento deve proseguire attraverso formazione, prevenzione, controlli e responsabilità condivise. Per Giorgio Polegato, soltanto un impegno che coinvolga istituzioni, imprese e tutta la filiera produttiva può garantire la dignità del lavoro agricolo e contrastare efficacemente le infiltrazioni criminali.