Crisi della pesca in Veneto, confronto istituzionale su emergenze e soluzioni
La Crisi della pesca in Veneto è stato l’argomento chiave dell’incontro svoltosi questa mattina a Mestre, promosso dal Presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, per analizzare le criticità che colpiscono il comparto ittico e individuare strategie condivise di rilancio. Al tavolo interistituzionale ha partecipato anche l’assessore regionale alla Pesca, Dario Bond, insieme ai consiglieri regionali di Lega – LV Rosanna Conte e Cristiano Corazzari.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto strategico tra istituzioni, con l’obiettivo di fare squadra e sviluppare progettualità anche a livello europeo. Il settore della pesca veneta attraversa una fase complessa, che richiede interventi concreti e coordinati per garantire sostenibilità economica e occupazionale.
Dati allarmanti: imbarcazioni ferme e occupazione a rischio
Durante il tavolo è emerso un quadro particolarmente critico per l’Alto Adriatico. Tra i dati più significativi spicca il fermo di 163 imbarcazioni, una situazione che sta generando pesanti conseguenze sul piano occupazionale, coinvolgendo circa mille lavoratori.
Particolare attenzione è stata dedicata ai pescatori della laguna veneta, in particolare quelli impegnati nel comparto dei molluschi e delle vongole. Molti operatori del settore, infatti, non percepiscono reddito da oltre diciotto mesi, evidenziando una crisi strutturale che necessita di interventi urgenti.
Sostegni economici e strategie europee per il comparto ittico
Uno dei temi centrali affrontati riguarda gli strumenti economici a supporto del settore. Tra le ipotesi discusse figurano sovvenzioni e misure di assistenza per sostenere le imprese ittiche in difficoltà.
È emersa con forza la necessità di rafforzare la dimensione europea delle politiche legate alla pesca. In particolare, è stata sottolineata l’importanza di valorizzare il distretto dell’Alto Adriatico attraverso una struttura giuridica dedicata, capace di facilitare il dialogo diretto con le istituzioni comunitarie e migliorare l’accesso alle opportunità europee.
Cambiamenti climatici, specie aliene e caro carburante
Tra le principali criticità evidenziate nel corso dell’incontro figurano gli effetti dei cambiamenti climatici, che stanno incidendo profondamente sugli ecosistemi marini. A questi si aggiunge la diffusione di specie aliene, come il granchio blu, che rappresenta una minaccia per l’equilibrio biologico e per le attività di pesca tradizionali.
Non meno rilevante è l’impatto dell’aumento dei costi del carburante, che incide direttamente sulla sostenibilità economica delle imprese ittiche, aggravando ulteriormente la crisi del comparto.
Tutela della biodiversità e futuro sostenibile
Un altro punto centrale del confronto riguarda la tutela della biodiversità dei fondali dell’Alto Adriatico e delle lagune venete. Si tratta di un patrimonio ambientale ed economico unico, che deve essere valorizzato attraverso politiche mirate e sostenibili.
La specificità del mare veneto rispetto ad altri contesti europei rende necessaria una maggiore regionalizzazione delle politiche di settore, così da rispondere in modo più efficace alle esigenze locali.















