L’edema polmonare è una condizione che si verifica quando il fluido dei vasi sanguigni filtra nei tessuti circostanti, causando gonfiore. In modo particolare, il processo coinvolge gli alveoli quando questi ultimi perdono la loro integrità.

Le cause possono essere molteplici: ad esempio pressione alta, insufficienza renale, trauma cranico o sindrome da distress respiratorio acuto. Tuttavia, questo disturbo può verificarsi anche ad alta quota: in tutti i casi i sintomi comprendono perlopiù la mancanza di respiro.

Edema polmonare: le cause

Alla base dell’edema polmonare cardiogeno vi è l’alta pressione dei vasi sanguigni dei polmoni, che è a sua volta è determinata da una compromessa funzione del cuore. Tuttavia, in alcuni casi il problema è causato da insufficienza cardiaca o da eventuali anomalie alle valvole cardiache.

Nell’edema non cardiogeno, invece, possono intervenire diversi fattori. Il disturbo, infatti, si può verificare a causa di un’insufficienza renale, in seguito ad un trauma cranico che comprenda un’emorragia cerebrale, oppure per via della sindrome da distress respiratorio acuto (una condizione causata da infezioni gravi, lesioni polmonari, radiazioni o da inalazione di tossine).

Infine, altre possibili cause possono essere legate ad un sovradosaggio da aspirina oppure all’alta quota, quando si sale rapidamente a più di 3.000 metri di altezza.

Sintomi e terapia

Il sintomo primario dell’edema polmonare è la mancanza di respiro, che può manifestarsi in modo graduale o improvviso, specie nei casi acuti. Tuttavia, la sintomatologia può comprendere anche affaticamento, respiro corto, respirazione rapida, debolezza, vertigini e dispnea da sforzo.

La terapia varia in base alla gravità e alla specificità del disturbo. In genere, è previsto un trattamento con diuretici, che vengono utilizzati insieme ad altri farmaci per l’insufficienza cardiaca. Tuttavia, in alcuni casi può essere necessario ricorrere anche all’ospedalizzazione.