Europei 2032 senza Venezia tra le città candidate a ospitare le partite. Alla scadenza del termine sono arrivate alla Federcalcio le proposte di 13 città e 16 stadi, che ora dovranno affrontare le verifiche tecniche sui requisiti stabiliti dall’Uefa. Le cinque sedi finali dovranno essere sottoposte alla Uefa entro il primo ottobre.
La grande esclusa è Venezia. Il nuovo stadio in costruzione a Tessera, all’interno del Bosco dello Sport, non è infatti entrato nella corsa. Il motivo principale riguarda la capienza: l’impianto avrà 18.500 posti, mentre per gli Europei servono stadi con oltre 30 mila spettatori.
Europei 2032, Venezia fuori per la capienza dello stadio
La notizia rappresenta una delusione per chi sperava di vedere Venezia protagonista della manifestazione. Il nuovo impianto, atteso da quarant’anni dai tifosi e destinato ad accogliere le partite del Venezia dal girone di ritorno del campionato 2027-2028, nasce quindi con caratteristiche che non permettono di puntare agli appuntamenti internazionali di maggiore prestigio.
A confermare il quadro è Giuseppe Ruzza, presidente del comitato veneto della Federazione gioco calcio. «Certo che è un peccato e noi lo avevamo detto anche mesi fa», ha spiegato Ruzza. Il presidente ha inoltre chiarito che il comitato veneto non ha seguito direttamente la partita delle candidature.
«Se ne occupa il presidente Malagò. Venezia non è candidata», ha aggiunto Ruzza. Secondo il presidente, la capienza insufficiente rappresenta sicuramente un problema. Potrebbe inoltre incidere il fatto che il cantiere del nuovo stadio sia ancora in corso.
Europei 2032, il nuovo stadio punta sulla qualità
L’esclusione non cancella però le ambizioni del nuovo impianto. Il presidente del consiglio comunale Matteo Senno, grande tifoso del Venezia e già consigliere delegato, difende infatti la scelta progettuale compiuta per il Bosco dello Sport.
«Se avessimo realizzato uno stadio da 40 mila posti, avremmo visto lievitare i costi di gestione e ci sarebbe stato il problema di avere uno stadio mezzo vuoto spesso», ha spiegato Senno. La scelta, quindi, ha privilegiato la qualità dell’impianto rispetto alla semplice quantità dei posti disponibili.
Il nuovo stadio è stato classificato in fascia A. Con 18.500 posti, potrà ospitare le gare del Venezia in Serie A e altri appuntamenti sportivi e di spettacolo. Per alcuni eventi, inoltre, la struttura potrà arrivare fino a 24.400 spettatori.
Venezia e gli Europei 2032: possibili altre opportunità
La mancata candidatura non significa necessariamente l’assenza totale di Venezia dalla manifestazione. Senno richiama infatti la possibilità di costruire sinergie territoriali con gli altri impianti del Veneto.
«In Veneto ci sono già grandi stadi come quello di Verona che è vicina a Venezia», ha sottolineato. L’idea è quella di valorizzare una rete territoriale, come avvenuto per le Olimpiadi di Milano e Cortina.
Il nuovo impianto di Tessera non potrà ospitare finali di competizioni internazionali. Tuttavia, secondo Senno, potrebbe accogliere partite di qualificazione o gare di Champions League. Inoltre, la struttura potrà essere utilizzata per il rugby, i grandi spettacoli dal vivo e i concerti.
Europei 2032, Venezia può diventare campo di allenamento
Un’altra possibilità riguarda le squadre partecipanti. Se la candidatura italiana agli Europei 2032 andrà in porto, Venezia potrebbe infatti diventare uno dei campi di allenamento delle nazionali impegnate nella competizione.
Si tratta di un’opportunità diversa rispetto all’ospitalità delle partite ufficiali, ma comunque significativa per il territorio. La manifestazione potrebbe quindi produrre effetti anche al di fuori delle cinque sedi selezionate.
In questa prospettiva si inseriscono le parole del ministro dello Sport Andrea Abodi, che pochi giorni fa ha visitato il Bosco dello Sport. Parlando delle candidature per Euro 2032, Abodi ha indicato un possibile effetto traino anche per piazze come Parma e Venezia, escluse dalla corsa alle candidature.
Il Bosco dello Sport corre: stadio pronto nel 2027
Intanto i lavori al Bosco dello Sport procedono. «I lavori sono in anticipo rispetto alla scaletta di marcia», ha confermato Matteo Senno. L’arena per la pallacanestro dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno, mentre lo stadio vedrà la luce nel prossimo anno.
Il progetto guarda già anche alla fase successiva alla costruzione. Il Venezia sta infatti iniziando a lavorare alle migliorie che verranno apportate nell’ambito del contratto di gestione dell’impianto.
Parallelamente, nuovi cantieri interesseranno Ca’ Venezia, davanti al Taliercio, dove partiranno interventi dedicati al vivaio calcistico. Il progetto sportivo veneziano, quindi, continua a svilupparsi nonostante l’esclusione dalla candidatura per Europei 2032.
Venezia resta comunque al centro del progetto
La mancata candidatura agli Europei rappresenta un’occasione persa soprattutto per la possibilità di ospitare grandi partite internazionali. Tuttavia, il nuovo stadio di Tessera nasce con obiettivi più ampi e punta su un impianto sostenibile nella gestione, capace di accogliere il Venezia, altri eventi sportivi e grandi appuntamenti di spettacolo.
Il tema della capienza resta dunque decisivo. Con 18.500 posti, Venezia non può entrare nella lista delle cinque sedi italiane per gli Europei 2032, ma potrebbe comunque beneficiare dell’effetto traino della manifestazione, anche attraverso le attività di allenamento delle squadre e le possibili sinergie territoriali.
Per approfondire le altre notizie dedicate allo sport e al territorio, è possibile consultare la sezione informativa del sito: https://notizieplus.it/














