Customers enjoy a drink and the sunshine at the terrace of Cafe Quadri on St. Mark's Square by the basilica in Venice on June 12, 2020 as the country eases its lockdown aimed at curbing the spread of the COVID-19 infection, caused by the novel coronavirus. (Photo by ANDREA PATTARO / AFP)

“Ricorre oggi la Giornata mondiale del Turismo, una data importante per il Veneto, regione turistica più visitata d’Italia e dove il turismo genera un giro d’affari di 18 miliardi di euro. Provando a fare un primo bilancio della seconda estate ai tempi del Covid posso confermare che i dati sugli arrivi e le presenze sono positivi. Questo anche grazie alla presenza di molti veneti, italiani ed europei che, anche per effetto delle limitazioni, hanno preferito le nostre destinazioni per le loro vacanze. L’obbiettivo ora è di fidelizzarli. Da gennaio a luglio di quest’anno la percentuale degli arrivi è cresciuta del 38,4%, mentre quella delle presenze del 57,5%. Parliamo però di numeri lontanissimi rispetto al pre-pandemia, con un primo semestre 2021 che si è chiuso con 2,8 milioni di arrivi e più di 10,5 milioni di presenze”.

Così l’assessore regionale al Turismo è intervenuto in occasione della tavola rotonda con il Ministro del Turismo, le istituzioni parlamentari e i rappresentanti delle regioni italiane nell’ambito dell’iniziativa “Grand (Tour)ismo Italia”. Nel corso dell’incontro si è parlato anche di buone pratiche e di politiche turistiche per il “dopo-Covid”.

“Nei prossimi giorni presenteremo direttamente al Ministro una proposta per dare vita a un Hub digitale nazionale, che si basa sulle best practice di tre regioni: il Veneto, l’Abruzzo e il Trentino Alto Adige – ha annunciato l’Assessore -. In questo senso il il Veneto si candida a trainare la rivoluzione digitale del turismo per l’intero sistema nazionale”.

“Un obbiettivo che non intendiamo raggiungere da soli ma pensando come un’unica squadra – ha sottolineato il rappresentante dell’amministrazione regionale veneta -. Infatti, è importante reagire a questo momento storico come sistema, evitando di lasciare gli operatori turistici da un lato e resto della società e dell’economia dall’altro, ma pensare come insieme unico. Dobbiamo ripensare al turismo come filiera integrata, in cui la qualità dell’accoglienza si intreccia con tutti gli altri settori produttivi, primo fra tutti la filiera agroalimentare che rappresenta il nostro biglietto da visita in giro per il mondo, ma anche i trasporti e l’industria manifatturiera”.

“Ripensare all’offerta turistica significa, oggi, interpretare una domanda molto più esigente – ha continuato l’Assessore-, che richiede una innovazione di prodotto, capace di rilanciare le destinazioni più mature, una cultura dell’accoglienza che valorizzi il capitale umano e sappia interpretare i nuovi bisogni e la ricerca di esperienze, puntando sull’utilizzo del digitale per promuovere le nostre destinazioni utilizzando diversi mezzi di comunicazione intrecciati tra loro”.  

“Una destinazione organizzata richiede, dunque, una cultura radicata di destination governance e management, capace non solo di riconoscere i cambiamenti introdotti dalla tecnologia ma di saperli anche governare e implementare in modo sistemico – ha concluso l’Assessore -. Ed è per questo che insisto sul fatto che è necessario un cambio di marcia, che tenga conto delle nuove sfide e delle risorse che come territori avremo a disposizione, come i fondi del Next Generation EU e la nuova programmazione delle politiche di coesione 2021-2027. Opportunità che dobbiamo cogliere per aiutare le imprese del turismo e le migliaia di attività dell’indotto”.