Una vista dell'interno di una delle sedi di Ca' Foscari (immagine tratta dal sito dell'università)

L’Università Ca’ Foscari Venezia ha coinvolto 55 giovani, età media 24 anni, in un laboratorio per ripensare l’identità storica di Venezia in chiave innovativa e leggere il suo presente di città multiculturale in maniera propositiva, progettando uno sviluppo futuro che sia fondato sulla sua eterogeneità culturale passata e presente.

“Venezia Città Plurale”, infatti, è stato il tema scelto per la 7a edizione del Contamination Lab, concluso nei giorni scorsi, uno dei laboratori di apprendimento attivo organizzati dall’ateneo per promuovere la cultura dell’imprenditorialità, della sostenibilità, dell’innovazione e del fare, così come l’interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento, tali da ridurre il divario tra il mondo accademico e l’innovazione.

L’attività ha attivato una sinergia tra discipline umanistiche ed economiche per ripensare il futuro di Venezia senza tralasciarne l’eredità storica e culturale. Per la prima volta la sfida progettuale non è stata lanciata da un’azienda: i progetti sono nati pensando proprio alle esigenze della città.

Ad aggiudicarsi il premio finale, sono stati gli “ScONosciuti” con il progetto “Slow Books – libri per piccoli turisti”, che punta a rieducare i turisti di domani integrando libri, esperienza diretta della città e tecnologia.

Alla cerimonia finale hanno preso parte il professor Vladi Finotto, Responsabile scientifico del CLab, i docenti referenti di questa edizione Alessandra Bucossi del Dipartimento di Studi Umanistici e Francesco Rullani, del Dipartimento di Management, oltre ai facilitatori, i tutor, i mentor e i partner coinvolti: Fondazione Querini Stampalia, Pieces of Venice, Rete Biblioteche Venezia e Ateneo Veneto. È intervenuta anche Paola Mar, assessora del Comune di Venezia, delegata all’Università e alla Promozione del Territorio.

I giovani partecipanti hanno lavorato in nove gruppi ed erano provenienti da aree disciplinari molto diverse, così come estremamente variegati sono stati i progetti presentati. A seguirli nel loro percorso, numerosi guest speaker e stakeholder, che sono intervenuti nella progettazione e nella realizzazione delle attività. Da docenti cafoscarini – le professoresse Sona Haroutyunian, Caterina Carpinato, Francesca Checchinato e i professori Giancarlo Corò e Simon Levis Sullam – a esperti del CISM di Spinea, di Zelda Teatro, dell’IRES Veneto, della Regione, di Unioncamere, di ‘Un’altra città possibile’ e dello stesso Comune di Venezia.

Nello strutturare il proprio progetto, in molti hanno fatto esplicito riferimento a Calvino, punto di partenza della sfida progettuale. Ottavia, Smeraldina, Ersilia – le Città Invisibili sono servite per focalizzare particolari dell’identità della città e rielaborarli in chiave nuova, proiettata verso il futuro. Le “Canottiere” hanno proposto un gioco da tavolo per imparare a conoscere la città, i “Gondolab” un salotto urbano galleggiante e itinerante; i “Dynamica” hanno rielaborato la classica edicola in una fonte di servizi e di aggregazione sociale, mentre i “venexiaMENTE” hanno creato un’app per ripensare la vita quotidiana di abitanti e turisti intrecciando arte e condivisione; “Le Lontre” hanno cercato di incentivare l’incontro e lo scambio generazionale a partire dai ponti e dalla spesa; i “Cavana” hanno progettato uno spazio virtuale per lo scambio di progetti e competenze e i “Foresti” una piattaforma galleggiante per il co-working e il co-studying; i “Provinciali” sono partiti dai sentieri di montagna per offrire un’esperienza di visita della città che si concentrasse sulla sua autenticità.

I vincitori del premio finale sono stati gli “ScONosciuti” con il progetto Slow Books – libri per piccoli turisti, che punta a rieducare i turisti di domani integrando libri, esperienza diretta della città e tecnologia. Gli “ScONosciuti” avranno quindi la possibilità di concretizzare il proprio progetto, ma forse non saranno gli unici: le proposte erano tanto convincenti che non solo la commissione ha impiegato più del previsto per decretare il vincitore, ma è stato anche annunciato che alcuni gruppi verranno ugualmente contattati per potenziali sviluppi più concreti del loro lavoro.