Casa dei Carraresi ospita lunedì una conferenza sul tema “Il cardiopatico in montagna”. L’evento si inserisce nel ciclo di incontri organizzati per “Il Mese della montagna“.

Relatori sono due illustri medici: il dottor Andrea Ponchia (Responsabile dell’U.O.S.D. “Riabilitazione Cardiovascolare” presso il C.S.S dei Colli dell’AULSS 6 Euganea) e il dott. Patrizio Sarto (Direttore dell’UOC Medicina dello Sport dell’Aulss 2 Treviso, Centro di riferimento regionale per lo sport nei giovani con cardiopatia). 

Il tema è quanto mai delicato e attuale. 

Ancor oggi, infatti, frequentemente si riscontra un atteggiamento aprioristicamente restrittivo che porta i medici a sconsigliare ai cardiopatici il soggiorno a quote >1000 metri. 

Questo atteggiamento non è però sostenuto da alcuna dimostrazione scientifica. Dopo aver analizzato gli adattamenti cardiocircolatori nel corso di un’esposizione ad un ambiente montano d’alta quota, vengono riportati i principali studi sul comportamento del paziente coronaropatico in montagna, in particolare durante sforzo. 

I relatori

Andrea Ponchia è Responsabile dell’U.O.S.D. “Riabilitazione Cardiovascolare” presso il C.S.S dei Colli dell’AULSS 6 Euganea, dopo aver lavorato presso la Clinica Cardiologica dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova, occupandosi di ecocardiografia e cardiologia dello sport, in particolare di fisiologia cardiovascolare d’alta quota e del comportamento del paziente cardiopatico in montagna.

Dal 1988 ha collaborato con il Centro Regionale di Medicina dello Sport di Padova, nel cui ambito ha svolto ricerche adattamenti cardiovascolari all’esercizio fisico in età evolutiva e durante esposizione all’alta quota.

E’ docente al Master in Cardiologia dello Sport presso l’Università degli Studi di Padova. Fondatore del corso di Perfezionamento in Medicina di Montagna dell’Università degli studi di Padova. Fa parte del Comitato Scientifico del Corso di Perfezionamento in Medicina di Montagna dell’Università di Padova. E’ stato componente della Commissione Centrale Medica del Club Alpino Italiano, del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino in qualità di medico, fondatore e nonché Presidente dal 2005 al 2008 della Società Italiana Medicina di Montagna. 

Ha partecipato a spedizioni scientifico-alpinistiche (in India, Pakistan e Nepal), anche all’interno del progetto Everest-K2-CNR come responsabile scientifico di ricerche che sono state oggetto di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, come pure di relazioni e comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali (Premio A. Venerando per la miglior comunicazione al V Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia dello Sport).

 

Patrizio Sarto, dopo un passato da atleta negli sport rotellistici coronato nella conquista di sette titoli mondiali, quattro record del mondo, dieci titoli europei e per due bienni premiato come il migliore atleta in questo sport, si laurea in Medicina e Chirurgia specializzandosi in Medicina dello Sport e Cardiologia. 

Dal 2011 è Direttore dell’UOC Medicina dello Sport dell’Aulss 2 Treviso, da poco nominato Centro di riferimento regionale per lo sport nei giovani con cardiopatia. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche in riviste nazionali e internazionali. E’ stato Coordinatore sanitario della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio.  Responsabile Sanitario della Nazionale Italiana ai Campionati Mondiali negli anni 1995-96-97. Medico della società professionistica di calcio Treviso Foot-Ball ’93 (campionato di serie B 1999-2008).  Medico Responsabile Sanitario del Programma Olimpico dell’atleta Antonella Bellutti vincitrice della medaglia d’oro nella specialità Gara a Punti Pista a Sidney 2000.  Medico Federale ella FISI con l’incarico di gestione sanitaria della nazionale olimpica di Biathlon e medico federale ai Giochi Olimpici invernali di Salt Lake City. Medico della società professionistica di Calcio Padova S.p.a militante nel campionato di serie B (2012-2015). E’ Consigliere della Società Italiana di Cardiologia dello Sport. E’ coordinatore del programma della Regione del veneto sulla prescrizione dell’esercizio nella cronicità e delle “Palestre della salute”.