E’ già, avete letto bene, in provincia di Treviso non si produce solo Prosecco, ma anche ottimo olio d’oliva extravergine.
E’ una storia che si perde nel tempo quella che porta l’olivo in Veneto. Con i Romani prima, con la Serenissima Repubblica di
Venezia poi, la coltivazione dell’olivo si sviluppa nei secoli e diventa florida anche in queste zone d’Italia. Grazie al microclima favorevole, la Pedemontana trevigiana, che va da Asolo e Vittorio Veneto, così come il Lago di Garda, diventano zone vocate alla produzione dell’olio d’oliva, non solo per uso alimentare e sacro, ma anche come combustibile per le lampade.

All’olivo si sostituirono via via altre colture, anche per motivi economici in quanto più redditizie, come la coltivazione cerealicola e quella della vite. Questo fino a circa vent’anni fa quando Franco Vettoretti, un appassionato dell’olivo e del territorio, decide di provare a reinserire gli olivi nelle aree più impervie della pedemontana trevigiana, dove è difficile piantare i vitigni di Glera.
In questa sua impresa coinvolge altri agricoltori che danno vita nel 1994 all’”Associazione Trevigiana Olivicoltori”, primo passo di un cammino associativo che fin da allora si immaginava sarebbe prima o poi dovuto sfociare nella forma cooperativistica, che infatti arriva nel 2003 con la nascita della “Tapa Olearia”. L’obiettivo perseguito dalla cooperativa “Tapa Olearia” è la rinascita dell’olivicoltura nelle aree vocate della pedemontana trevigiana e la riscoperta delle varietà autoctone, al fine di ottenere un olio d’oliva di qualità, genuino ed identitario del territorio, preservando quest’ultimo da un punto di vista paesaggistico ed ecologico.
La cooperativa si è dotata nel tempo di due frantoi, il primo a Cavaso del Tomba ed il secondo a Vittorio Veneto, entrambi idonei e certificati alla produzione di olio extravergine DOP Veneto.
In questi vent’anni di attività tra Asolo e Vittorio Veneto sono stati piantati e dichiarati, ben oltre 200.000 olivi e si valuta che ve ne siano altri 90.000 circa non dichiarati. I produttori nel tempo hanno saputo evolversi e maturare in esperienza ed oggi 
A questo si aggiunge l’ulteriore particolarità data dalla zona climatica di coltivazione, che si trova al più alto grado di latitudine d’Europa, distinguendolo pertanto dagli altri oli d’oliva mediterranei. Quest’olio si presenta alla vista con un colore verde¬-oro, dal profumo fruttato ed in bocca sviluppa il suo aroma di note fresche e fruttate, con una buona piccantezza e un po’ d’amaro (tutte connotazioni positive), che lo rendono particolarmente apprezzato per un utilizzo a crudo in diverse combinazioni culinarie e quindi abbinabile con eleganza a carni, frutta, verdura.
La “Tapa Olearia” per far avvicinare le persone a questo splendido mondo, tutti gli anni nel periodo della raccolta delle olive tra fine ottobre e novembre apre le porte dei suoi frantoi al pubblico.
Che dire…prendete nota per continuare a scoprire l’Olio dei colli trevigiani ed il D.O.P. del Grappa.
I poeti dea Sopa Coada

Sono stati degustati 5 oli con 2 obbiettivi educativi: il primo per imparare a riconoscere le diverse caratteristiche dei prodotti e nel secondo con la ricotta fresca e la carne battuta a coltello, nella ricerca del miglior abbinamento.
Alessandra Prizzon per i “Poeti dea Sopa coada”















