La prima paracadutista in carrozzina entra nell’ospedale riabilitativo di Motta

La prima paracadutista in carrozzina entra nell’ospedale riabilitativo di Motta

- in Le ultime, Salute, Treviso
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Inizia ufficialmente la collaborazione tra l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza e la peer mentor Laura Rampini.
Laura Rampini è considerata la prima paracadutista in carrozzina al mondo: ad oggi detiene l’impressionante record di 164 lanci in solitaria. 11 anni fa ha fondato il progetto Liberamondo, grazie al quale offre una consulenza alla pari alle unità spinali di tutta Italia..

«Per me è una vera missione – racconta – Quando ebbi l’incidente, ormai 25 anni fa, nelle strutture specialistiche la riabilitazione era completamente diversa: a me è mancato qualcuno che mi dicesse “tu puoi farcela, puoi condurre una vita normale anche fuori di qui”. È una prospettiva fondamentale per chi deve affrontare un percorso così nuovo, inizialmente spaventoso. Oggi incontro i pazienti e dico loro: “Io come voi ho sofferto, ho pianto, mi sono arrabbiata. Però adesso vivo”. Perché la vita bisogna tornare ad amarla, mica si interrompe a causa di una carrozzina».

All’ORAS Motta Laura Rampini porterà avanti il progetto elaborato insieme alla dottoressa Sara Salizzato, referente per il servizio psicologico di recupero e riabilitazione funzionale dell’unità spinale: un percorso di assistenza e ricostruzione, che va dalla fase iniziale, quando il paziente è più vulnerabile, a quella intermedia, quando si affrontano le maggiori paure e difficoltà, per concludersi infine con la progettazione della vita in autonomia fuori dall’ospedale. Laura Rampini offrirà la propria consulenza in ORAS con cadenza bisettimanale.

«Sono felice di poter lavorare qui in ORAS – dichiara Laura Rampini – accanto a una professionista del calibro e dell’umanità della dottoressa Salizzato. Qui a Motta di Livenza ho trovato una struttura di assoluta eccellenza, orientata alla ricerca scientifica e attenta al rispetto e alla riabilitazione del paziente. Qui il paziente è davvero al primo posto, e il primario, i medici tutti, gli infermieri e OSS, gli psicologi, i fisioterapisti, i terapisti occupazionali e i logopedisti formano una vera famiglia. Sono convita che il calore umano giochi un ruolo cruciale nel percorso riabilitativo, e qui si respira l’atmosfera giusta».

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