Non avrebbe rispettato il divieto di avvicinamento alla madre e alla sorella e i Carabinieri lo avrebbero trovato proprio all’interno dell’abitazione delle due donne. Un ragazzo di 18 anni del posto è stato arrestato in flagranza dai militari della Stazione di Marghera per la presunta violazione del divieto di avvicinamento e del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare.
La misura era stata applicata al giovane dalla mattina dell’11 settembre nell’ambito di un procedimento per presunti maltrattamenti nei confronti della madre e della sorella. Il provvedimento imponeva al 18enne di mantenere una distanza di almeno mille metri dalle persone offese e gli vietava qualsiasi forma di comunicazione con loro.
Violazione del divieto di avvicinamento, l’allarme della sorella
A far scattare il nuovo intervento è stata proprio la sorella del ragazzo.
La richiesta di aiuto è arrivata alla Centrale Operativa, che ha immediatamente inviato sul posto i Carabinieri della Stazione di Marghera.
Quando i militari hanno raggiunto l’abitazione delle due donne, secondo quanto riferito dall’Arma, hanno trovato il 18enne ancora all’interno dell’appartamento.
Il giovane è stato quindi bloccato e arrestato in flagranza.
La violazione del divieto di avvicinamento contestata assume particolare rilievo alla luce delle prescrizioni imposte pochi giorni prima dall’Autorità giudiziaria.
Doveva rimanere a mille metri da madre e sorella
Il provvedimento cautelare applicato l’11 settembre prevedeva infatti diverse prescrizioni.
Il 18enne doveva innanzitutto rispettare l’allontanamento dalla casa familiare. Inoltre, non poteva avvicinarsi alla madre e alla sorella e doveva mantenere da entrambe una distanza di almeno mille metri.
Gli era stato imposto anche il divieto di comunicare con le due donne attraverso qualsiasi mezzo o forma.
La misura prevedeva inoltre l’applicazione del braccialetto elettronico. In caso di mancato consenso all’utilizzo del dispositivo oppure di impossibilità tecnica alla sua applicazione, era previsto il divieto di dimora nella provincia di Venezia.
Nonostante queste prescrizioni, secondo la ricostruzione dei Carabinieri il ragazzo sarebbe tornato nell’abitazione delle persone offese.
Presunti maltrattamenti nei confronti di madre e sorella
Il primo provvedimento cautelare era stato adottato nell’ambito di un procedimento per presunti maltrattamenti fisici e psicologici ai danni della madre e della sorella.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i comportamenti contestati sarebbero iniziati nel 2025.
I Carabinieri riferiscono di presunte e abituali vessazioni, umiliazioni, ingiurie e minacce. Al ragazzo vengono contestati anche comportamenti controllanti nei confronti delle due donne.
Una situazione che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe provocato nelle persone offese una condizione prolungata di sofferenza morale e paura per la propria incolumità.
Si tratta di accuse ancora al vaglio dell’Autorità giudiziaria e sulle quali non è intervenuta una sentenza definitiva.
Marghera, 18enne arrestato dopo l’intervento dei Carabinieri
L’intervento dei militari è avvenuto dopo la richiesta della sorella.
Una volta entrati nell’appartamento, i Carabinieri hanno trovato il giovane ancora nell’abitazione. La presenza del ragazzo sarebbe risultata incompatibile con le prescrizioni imposte dal precedente provvedimento cautelare.
Per questo motivo è scattato l’arresto in flagranza per la presunta violazione del divieto di avvicinamento alle persone offese e dell’allontanamento dalla casa familiare.
Il 18enne è stato quindi accompagnato per gli adempimenti previsti.
Dopo l’arresto scatta il divieto di dimora nella provincia di Venezia
Successivamente si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto.
Al termine, il giovane è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Venezia.
Il 18enne non potrà quindi dimorare nel territorio provinciale secondo le modalità stabilite dall’Autorità giudiziaria.
L’episodio avvenuto a Marghera si inserisce nel procedimento già avviato per i presunti maltrattamenti nei confronti della madre e della sorella.
Il procedimento penale non è concluso. Le contestazioni mosse nei confronti del giovane rappresentano pertanto ipotesi d’accusa e la sua eventuale responsabilità dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
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