Polizia di Stato (immagine di repertorio)
Polizia di Stato (immagine di repertorio)

Nella mattinata di oggi si è svolta una vasta operazione della Divisone Anticrimine
della Questura di Venezia, per l’esecuzione un provvedimento di sequestro preventivo
finalizzato alla confisca, emesso dalla Sezione Distrettuale delle Misure di Prevenzione del
Tribunale di Venezia, sui beni di proprietà di due soggetti che da anni sono al centro di
indagini da parte degli uffici di polizia giudiziaria di questa e altre Questure.
Al centro della complessa indagine patrimoniale, disposta dal Questore di Venezia e
condotta dalla Sezione Misure Patrimoniali della Divisione Anticrimine, il patrimonio e i
flussi finanziari proventi di attività illecita di due di italiani residenti a Marghera, 49 anni e 43 anni, già noti agli uffici investigativi.
Il patrimonio oggetto del provvedimento è frutto di un’attività illecita protratta nel
tempo: già dal 2010 le indagini avevano evidenziato una organizzazione, al cui apice
operavano i prefati, che consentiva agli stranieri, mediante dichiarazioni di ospitalità mendaci, di ottenere i permessi di soggiorno in modo fraudolento, dietro pagamento di un
corrispettivo. Si parlava di un giro di affari stimato tra i due milioni e quattrocento mila e i tre milioni seicentomila euro. Un’attività illecita protratta nel tempo, da qui il nome
dell’operazione: un’Onda Lunga, che parte da lontano, ma quando arriva, trascina via.
Così, come un’onda, si sono mossi i poliziotti della Divisione Anticrimine di Venezia,
acquisendo indicazioni di varia natura in ordine alla possibilità che i due avessero reinvestito la gran parte dei capitali illecitamente ottenuti, anche per il tramite di prestanome, sia su territorio nazionale che estero. Il Questore Masciopinto ha proposto le indagini patrimoniali di cui all’art. 19 c. 3 del d. lgs 159/2011 (c.d. Codice Antimafia): i complessi accertamenti patrimoniali, estesi anche a parenti e prestanome dei due conviventi, hanno consentito di confermare l’ipotesi investigativa per cui i due avrebbero reinvestito totalmente i proventi dell’attività illecita, consentendo l’emissione del provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca.

Questa mattina, l’operazione “Onda Lunga”, per dar esecuzione al provvedimento:
coinvolti 18 poliziotti della Questura di Venezia (la squadra della Divisione Anticrimine che
ha curato le indagini, coadiuvata da uomini della Polizia Scientifica e poliziotti di altri uffici
della Questura), per effettuare i sequestri nelle province di Mestre e Padova, nonché nelle
province di Nuoro e del Verbano Cusio Ossola, d’intesa con le rispettive Autorità di pubblica
Sicurezza.
Il patrimonio sequestrato oggi ammonta a ben oltre il milione di euro: vi compaiono
11 immobili ubicati a Venezia, Padova e Nuoro, un pubblico esercizio a Mestre, un esercizio
ricettivo a Marghera, conti correnti bancari e postali, 30 mezzi commerciali e un immobile
adibito ad attività ricettiva.