Mestre, scoperti pozzo e antiche mura - Notizie Plus
Mestre, scoperti pozzo e antiche mura - Notizie Plus

Mestre riscopre una parte della propria storia nascosta per secoli sotto le strade del centro. Si sono conclusi i rilievi archeologici in via San Pio X, avviati dopo che i lavori per la sostituzione della rete del gas avevano fatto emergere diverse strutture. La scoperta principale è un pozzo-cisterna in muratura del XV secolo, conservato in buono stato e ancora integro nella copertura. Le indagini hanno però restituito molto altro: murature appartenenti a differenti epoche, possibili tracce delle mura del Castelnuovo e resti riconducibili al seicentesco Palazzo Tirabosco. I reperti saranno ora protetti e ricoperti, mentre proseguirà lo studio archeologico per ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione di questa parte della città.

Mestre, cosa è stato scoperto sotto via San Pio X

Il cantiere di via San Pio X ha restituito un insieme articolato di reperti archeologici, capaci di documentare diverse fasi della storia urbana mestrina.

Il rinvenimento più significativo riguarda un pozzo-cisterna del XV secolo. La struttura in muratura si presenta in buono stato di conservazione ed è integra, compresa la copertura.

Gli archeologi hanno potuto documentare completamente il manufatto, sia nella parte esterna sia al suo interno. Tuttavia, il pozzo rappresenta soltanto uno degli elementi emersi durante gli accertamenti.

Nelle sue vicinanze sono stati infatti individuati diversi tratti di murature più antiche o appartenenti alla stessa epoca. La loro presenza testimonia l’esistenza di precedenti edifici e, soprattutto, una lunga frequentazione dell’area.

Le possibili tracce delle mura del Castelnuovo

Gli approfondimenti hanno riservato un’altra scoperta particolarmente interessante per la storia di Mestre.

In un secondo punto del cantiere è stata individuata una grande fossa di spoliazione. Secondo quanto emerso dalle indagini, la struttura risulta compatibile con il tracciato delle mura del Castelnuovo.

Proprio in questa zona le antiche fortificazioni sarebbero state progressivamente smantellate per permettere la costruzione di edifici successivi.

I dati stratigrafici raccontano infatti una lunga successione di trasformazioni. Costruzioni, riutilizzi e rifacimenti hanno modificato nel corso dei secoli l’aspetto di questa porzione del centro cittadino.

Parte dei materiali provenienti dalle mura avrebbe inoltre trovato una seconda vita in una costruzione successiva.

Mestre, emergono anche tracce di Palazzo Tirabosco

Il materiale recuperato dallo smantellamento delle fortificazioni sarebbe stato in parte riutilizzato per edificare Palazzo Tirabosco, progettato nel XVII secolo dal celebre architetto Vincenzo Scamozzi.

Alcuni lacerti murari individuati durante le indagini apparterrebbero proprio a questa costruzione.

A completare il quadro sono emerse anche canalizzazioni e differenti stratificazioni di riporto. Elementi che confermano come questa zona sia stata continuamente modificata e riorganizzata nel corso del tempo.

Il sottosuolo di via San Pio X diventa così una sorta di archivio della città, nel quale le diverse strutture permettono di leggere epoche differenti sovrapposte nello stesso spazio.

Gli studi, peraltro, non sono terminati con la conclusione delle indagini sul campo.

I reperti saranno protetti e ricoperti

Conclusi i rilievi, gli archeologi continueranno ad analizzare i manufatti, i dati stratigrafici e tutta la documentazione raccolta durante i sopralluoghi.

L’obiettivo è definire con maggiore precisione cronologia e funzione delle diverse strutture emerse nel centro di Mestre.

Nel frattempo, i reperti archeologici saranno protetti e ricoperti secondo le prescrizioni della Soprintendenza. Prima del rinterro verrà utilizzato anche del tessuto non tessuto per agevolarne la conservazione.

Nel sottosuolo verrà inoltre predisposta una struttura che potrebbe consentire future scelte di valorizzazione. Parallelamente potranno proseguire in sicurezza i lavori per la sostituzione della rete del gas.

La nuova condotta verrà infatti collocata a una distanza tale da tutelare quanto scoperto.

Brunello: «Testimonianze importanti della storia mestrina»

L’assessore comunale ai Lavori pubblici Riccardo Brunello sottolinea proprio la possibilità di conciliare le due necessità.

«Il risultato degli approfondimenti consente di far coesistere due esigenze concrete: tutelare quanto emerso dal sottosuolo e consentire la prosecuzione dell’intervento sulla rete del gas nel pieno rispetto delle prescrizioni archeologiche».

La soluzione individuata dalla Soprintendenza consentirà di conservare integralmente il manufatto e, contemporaneamente, di spostare la nuova condotta a distanza di sicurezza.

Resta poi il tema di come raccontare ai cittadini ciò che rimarrà protetto sotto la strada.

«Ragioneremo con tutte le realtà competenti su come segnalare in superficie queste importanti testimonianze della storia mestrina», ha aggiunto Brunello.

Mestre, un percorso per rendere visibile la storia nascosta

Le scoperte di via San Pio X acquistano ulteriore significato per la vicinanza con l’ex scuola De Amicis. Anche qui i lavori di restauro avevano portato alla luce resti murari e strutture storiche medievali.

In questo caso i reperti resteranno visibili quando l’edificio verrà aperto alla cittadinanza.

Pur essendo distinti, i due cantieri hanno quindi permesso di ricostruire in maniera ancora più dettagliata la storia del sottosuolo del centro.

L’Amministrazione intende ora aggiornare anche il sistema dei totem informativi già presenti in città. L’obiettivo è documentare le nuove scoperte e rendere più accessibile la conoscenza del passato mestrino.

Le indagini di Mestre non si chiudono dunque con il rinterro di via San Pio X. Il pozzo del Quattrocento, le possibili tracce delle mura del Castelnuovo e i resti collegati a Palazzo Tirabosco continueranno a essere studiati. In superficie, invece, la sfida sarà trovare il modo di raccontare ciò che rimarrà custodito sotto la città, trasformando una scoperta nata durante un normale cantiere in una nuova occasione per conoscere la storia del centro mestrino.

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