Militari a presidio del centro di Treviso. E per altri due anni. Ma Treviso non era città sicura?

Militari a presidio del centro di Treviso. E per altri due anni. Ma Treviso non era città sicura?

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Militari a presidiare Treviso e il centro storico. E ci saranno per altri due anni. E' stato infatti prorogato fino al dicembre 2019 il servizio di controllo del territorio da parte del 33° Reggimento Falzarego. Il servizio di pattugliamento delle strade del centro da parte dei militari del 33° Reggimento Falzarego di stanza a Treviso ci sarà quindi per due anni. L'area centrale di Treviso insomma sotto stretta vigilanza. E per fortuna che Treviso era città sicura.

L'area a maggior rischio, tra via Roma, via Orioli, la stazione delle corriere e Riviera Santa Margherita, teatro spesso di aggressioni, furti e rapine, potrà contare sul presidio mobile dell’Esercito che, oltre a funzionare in ambito preventivo, controllando persone sospette, contribuisce ad aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini. Militari che tengono sotto controllo anche altri punti sensibili come il centro di prima accoglienza della ex caserma Serena, fra Treviso e Casier. Una presenza rassicurante che ha messo tutti d’accordo sulla necessità di prorogare il servizio. Insomma è necessario, per la prevenzione di aggressioni, furti, scontri fra baby gang e tanto altro, mantenere alto il livello di attenzione e vigilanza sulle zone sensibili del centro e dei quartieri. La presenza dei militari lungo le strade e nei punti caldi del capoluogo è importante anche perché permette di liberare altre forze dell’ordine dall’incombenza di un presidio fisso in centro.

La proroga del servizio, come sottolinea in una nota la Prefettura, è stata inserita nella legge di Bilancio 2018 e rinnoverà, a livello nazionale, l’incarico a 7.050 militari delle forze armate, impegnati nell’operazione Strade Sicure, che saranno impegnati per i servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili. C'è quindi il mantenimento di 20 unità dell’Esercito italiano, già assegnati dal ministero dell’Interno, che affiancano e collaborano con le forze dell’ordine nello svolgimento dei servizi di controllo e vigilanza del territorio. I militari, così come dimostrato dallo scorso luglio, hanno solo una funzione di prevenzione. Controllano ed identificano i personaggi sospetti, intervengono su richiesta dei cittadini in caso di bisogno ma non possono effettuare arresti di iniziativa.

Come spesso è successo negli ultimi mesi, nel caso i militari dovessero cogliere qualcuno in flagranza di reato hanno l’obbligo di far intervenire gli agenti della questura oppure i carabinieri. Solo a questi ultimi spettano i compiti di polizia giudiziaria e di procedere quindi nei confronti di chi compie i reati. Da luglio i militari hanno sorpreso diversi spacciatori in flagranza. Inoltre il comandante dei vigili urbani Maurizio Tondato ha disposto la riattivazione dei pattugliamenti dei vigili nei quartieri, soprattutto dopo la nuova ondata di furti, dopo che il servizio, pare per motivi finanziari, era stato sospeso

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