Pietro Ceccaroni in una fase di gioco
Pietro Ceccaroni in una fase di gioco

Il Venezia FC domenica prossima affronta il Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona. Per i giocatori arancioneroverdi un esordio stagionale contro una formazione che, negli ultimi anni, è stabilmente nelle prime posizioni della classifica di serie A. Gli uomini dell’ex Luciano Spalletti ieri sera hanno avuto la possibilità di testare, con un allenamento serale, le condizioni del terreno dell’impianto di Fuorigrotta, mentre il gruppo lagunare sta continuando ad allenarsi sui campi del Taliercio.
Il Venezia FC torna nel massimo campionato di calcio italiano dopo diciannove anni, e per molti giocatori sarà la prima partita in questa categoria. Tra questi anche il difensore centrale Pietro Ceccaroni che non nasconde – nell’intervista fatta oggi in conference – l’emozione nel poter affrontare giocatori importanti.
“C’è molta attesa e non vediamo l’ora di cominciare, perché ci siamo meritati sul campo questo palcoscenico, e iniziamo subito con una partita bellissima. Domenica dobbiamo cercare di dimostrare il nostro valore contro un avversario di altissimo livello. Ci proveremo, stiamo lavorando per quello e non vediamo l’ora di scendere in campo a Napoli e di giocarci le nostre carte”.
Hai già studiato le caratteristiche di Osimeh? Ti troverai ad affrontare faccia a faccia con attaccanti di altissimo livello.
“Diciamo che le sue sono caratteristiche sono ben precise: è un attaccante che fa la differenza in Serie A facilmente: l’anno scorso l’ha fatta quando è stato bene nel girone di ritorno. Conosciamo benissimo le sue caratteristiche, non sarà facile da affrontare, con la nostra squadra proveremo a fermarlo, e non solo lui. Sappiamo che il Napoli ha tantissimi giocatori di talento e dobbiamo lavorare da squadra per riuscire a fermare le loro grandi qualità”.
Con Caldara avrete acquisito maggiore sicurezza, visto l’esperienza che ha già lui in Serie A.
“Certo, l’arrivo di Mattia è stato veramente importante per tutti noi: è un giocatore che ha già disputato partite di questo livello, anche importanti e darà sicuramente una mano, non solo a noi difensori ma anche a tutta la squadra, e penso che sia un giocatore importante che, oltre al livello tecnico e tattico, anche a livello di personalità potrà dare tanto all’interno del nostro gruppo”.
L’esordio in Serie A, mancando Marco Modolo, Ceccaroni potrebbe farlo indossando la fascia da capitano.
“E questo sarebbe ancora più bello. Poi vedremo chi giocherà, se giocherà Marco se ci saranno altri, ma questo sarà compito del Mister. Però già è molto emozionante giocare in Serie A. Poi ripeto: far da capitano lo sarebbe ancora di più, sarebbe un sogno, vedremo. L’importante è giocare e fare una bella partita”.
Dal punto di vista della gestione della partita, preferireste incontrare il Napoli schierato con il 4-2-3-1 o con il 4-3-3?
“Noi ci prepareremo a tutto, e sappiamo che dovremo fare attenzione. Portare a casa dei punti da una partita del genere, dal punto di vista morale sarebbe davvero ottimo. Portarci il Napoli nella nostra area vorrebbe dire poi prendere goal, dobbiamo quindi provare a giocare un’altra partita. Sappiamo che non sarà facile, però proveremo a mettere le nostre caratteristiche in campo e, come ho detto, sacrificarsi l’uno per l’altro e cercare di dare qualcosa in più, che può farci portare a casa un risultato molto positivo”.
Un Napoli che si dovesse presentare sbilanciato potrebbe aiutarvi nelle ripartenze?
“Questo sì, sappiamo che il Napoli è una squadra che gioca un calcio molto propositivo, potendo schierare terzini del calibro di Di Lorenzo e Mario Rui che, comunque, sono giocatori molto offensivi, e sappiamo che dietro hanno difesori che anche nel due all’uno contro uno sono molto forti; ma dovremmo cercare di sfruttare le nostre caratteristiche. Quando ci sarà da ripartire, dovremo farlo nel modo migliore”.
A livello personale, come stai vivendo, quali sensazioni stai provando, in questo periodo che ti porta a questi giorni a Napoli? Oltretutto, venendo anche da una stagione come la scorsa per te, quasi irripetibile, anche per la continuità che sei riuscito ad avere nel corso di tutto il campionato.
“Sono molto contento di quello che abbiamo fatto l’anno scorso, della stagione che è stata fatta, ma non dobbiamo guardarci indietro: dobbiamo portarci dietro sicuramente l’entusiasmo con cui abbiamo affrontato il campionato della promozione, e ripeterlo per quanto sarà possibile in questa stagione di serie A, che sarà sicuramente molto complicata. Però, come ho detto, c’è ancora tanto entusiasmo per la vittoria nei playoff, perché è stata una cosa inaspettata, ma meritata sul campo, e quindi dobbiamo portarci dietro questo. E personalmente non vedo l’ora di iniziare questa stagione. Io non ho mai giocato in Serie A, quindi non so ancora a cosa andrò incontro, ma non vedo l’ora di cominciare a mettermi in gioco contro giocatori e squadre di altissimo livello”.
C’è il “rischio” di passare da 0 a spettatori a 25.000.
“Sicuramente fa piacere, perché a noi sono mancati tantissimo i tifosi, soprattutto in un’annata come quella dell’anno scorso, dove è stato un crescendo veramente esaltante, e viverlo con i tifosi sarebbe stato ancora più bello; però sappiamo che purtroppo con il covid-19 non è stato possibile”.
Quali caratteristiche ti piacerebbe avere del tuo collega Koulibaly?
“La forza fisica, la fisicità di Koulibaly, secondo me, è impressionante, ed è per quello che anche il Napoli si fida molto di giocare con tanti giocatori offensivi, perché sa che dietro c’è, appunto, Koulibaly, che è uno dei migliori difensori al mondo. Penso, ripeto, che la sua forza fisica sia la sua caratteristica migliore; lo dimostra da diverse stagioni, ed è forse questo che “ruberei” di più, però ci sono anche tante altre cose che dovrei “rubare” da un giocatore così importante”.
Voi avete già giocato una partita ufficiale: potreste essere avvantaggiati da questo fatto,  rispetto al Napoli?
“Può essere, ma non dimentichiamoci che il Napoli ha disputato partite contro squadre internazionali forti. Quindi credo che possa essere un minimo di vantaggio, ma non so cosa sia decisivo ai fini della prestazione, del risultato”.