Sindrome della morte in culla, cosa sappiamo sulla SIDS (ovvero Sudden Infant Death Syndrome) e cosa si può fare per prevenirla.

Tali decessi si verificano di solito durante il sonno e quasi sempre su bambini apparentemente sani: in Italia, si stima che la SIDS riguardi un neonato su 2 mila. È più frequente tra uno e cinque mesi e di fatto rappresenta una delle cause principali di morte nel primo anno di vita.

Morte in culla: le cause

Non sono ancora note le cause della morte in culla, tuttavia esistono determinati fattori di rischio che possono accrescere la probabilità che un bambino al di sotto dell’anno d’età vada incontro a un caso di SIDS. In particolare, alcune anomalie di aree del cervello che controllano la respirazione durante il sonno.

Come riporta anche il sito dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, esistono almeno 5 fattori ambientali che aumentano il rischio di morte in culla:

1.Dormire a pancia in giù anziché sulla schiena;
2.Avere avuto una madre fumatrice anche durante la gravidanza;
3.Dormire con i genitori o con i fratellini, su materassi troppo soffici e sotto troppe coperte;
4.Essere esposti passivamente al fumo di sigaretta in casa;
5.L’età della madre inferiore a 20 anni.

L’importanza della prevenzione

Non esistono al momento strumenti in grado di prevenire con un’alta efficacia la SIDS, tuttavia ci sono delle misure preventive particolarmente utili da adottare:

1.Adagiare il bambino a letto in posizione supina, ovvero sulla schiena, sia di giorno che di notte.

2. Utilizzare una base piatta e solida, evitando materassi morbidi.

3. Usare solo copri-materassi sottili e perfettamente aderenti.

4. Evitare divani e poltrone: accrescono il rischio di morte in culla, ma anche di soffocamento tra i cuscini.

5. Non coprire la testa del piccolo con cappellini o cuffiette e mantenere una temperatura moderata, controllando che il bambino nella culla non sudi.

6. Evitare il fumo in casa e in macchina.