Il matcha è un particolare tipo di tè verde che viene coltivato esclusivamente in Giappone e che necessita di condizioni climatiche particolari. La colorazione è data dalla presenza di clorofilla: per mantenere l’integrità degli amminoacidi, infatti, prima della raccolta le piante vengono coperte per alcune settimane così da garantirne la giusta ombreggiatura.

Questa bevanda apporta molti benefici all’organismo: è antiossidante, contiene minerali ed è una fonte preziosa di vitamine. Inoltre, la polvere del tè può essere utilizzata anche per preparare alcune ricette, svariati dolci e alcuni tipi di cioccolatini.

Tè matcha: una bevanda preziosa

Questa varietà di tè è nota e apprezzata fin dall’antichità per le sue molteplici proprietà. Ad esempio, aiuta a combattere l’invecchiamento cutaneo, contrasta naturalmente l’insorgenza di malattie croniche ed è considerato una sorta di bevanda biologica antitumorale.

Praticamente privo di calorie, il tè matcha contribuisce ad accelerare il metabolismo, agevola il dimagrimento e favorisce la termogenesi. Inoltre, contiene ferro, potassio, minerali e vitamine e rinforza il sistema immunitario.

E non è tutto: consumarlo abitualmente permette di potenziare la memoria e di stimolare la concentrazione.

Teanina e clorofilla

Dal momento che contiene teanina, questa bevanda giapponese contribuisce a ridurre lo stress fisico e la tensione mentale, inducendo un particolare stato di rilassamento globale.

La presenza di clorofilla, inoltre, ha un effetto drenante. Senza contare che la sua particolare formulazione contribuisce a tenere bassi i valori di colesterolo nel sangue, migliorando la digestione, l’iperacidità gastrica e anche la capacità di assimilare il glucosio.

Tè matcha: possibili controindicazioni

Prima di assumere il tè matcha è bene prestare attenzione anche alle possibili condizioni: la sua formulazione, infatti, può essere mal tollerata da chi è ipersensibili alle componenti. Inoltre, l’assunzione è sconsigliata in gravidanza e durante l’allattamento.

Inoltre, se consumata in dose eccessiva, questa bevanda può causare eccitazione, agitazione ed iperattività. Non sono da escludere, infine, isolati episodi di diarrea, aritmia o particolari disturbi intestinali.

Come preparare il tè matcha

Questa varietà si prepara per sospensione e non per infusione. Nello specifico, quindi, utilizzando il chasen (ovvero un apposito strumento che permette di ottenere un prodotto omogeneo) si mescolano tè e acqua calda.

Tenendo presente che- secondo la tradizione giapponese- si dovrebbero utilizzare un cucchiaino in bambù (per dosare la giusta quantità di prodotto) e una tazza di ceramica o di terracotta.