Treviso, Mario Conte, Fondazione Cassamarca

Il sindaco Mario Conte apre alla possibilità di salvaguardare i due storici locali

Treviso torna al centro del dibattito cittadino dopo la notizia della cessazione dell’attività dei locali Cloakroom e La Pace, situati in Piazzetta Monte di Pietà. Treviso guarda con attenzione all’evolversi della vicenda, nata in seguito alla conclusione del rapporto di locazione con Fondazione Cassamarca. Sul tema sono intervenuti il sindaco Mario Conte e il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Stefano Pelloni, che hanno espresso preoccupazione per il futuro di due attività considerate da molti un punto di riferimento per la città.

Il sindaco Mario Conte ha manifestato il proprio dispiacere per la conclusione della vicenda, soffermandosi soprattutto sulle modalità con cui si è arrivati alla cessazione del rapporto di locazione. Pur ribadendo il pieno rispetto delle prerogative della proprietà dell’immobile, il primo cittadino ha evidenziato come situazioni che coinvolgono realtà così radicate nel tessuto urbano meritino sempre il massimo confronto e un dialogo costante tra le parti.

Secondo Conte, Cloakroom e La Pace hanno rappresentato negli anni due esempi di gestione seria e corretta, conquistando la fiducia di numerosi cittadini e diventando luoghi di riferimento per la socialità del centro storico.

Il Comune valuta possibili soluzioni per l’immobile

L’Amministrazione comunale ha confermato di seguire con attenzione gli sviluppi della situazione. Il sindaco ha spiegato che, alla luce del quadro complessivo dei rapporti con Fondazione Cassamarca, il Comune sta valutando le opportunità che potrebbero aprirsi nei prossimi mesi.

Tra le ipotesi prese in considerazione vi è anche quella di un’eventuale acquisizione dell’immobile che ospita i due locali. L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione è quello di tutelare un patrimonio ritenuto importante per la città e individuare ogni possibile soluzione nell’interesse della comunità.

Pelloni (Pd): “La chiusura impoverisce il centro storico”

Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Pelloni, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, che ha espresso forte preoccupazione per quella che definisce una progressiva perdita di luoghi simbolici della città.

Secondo Pelloni, la prospettata chiusura di La Pace e Cloakroom si aggiunge a quelle già avvenute del Dump e dello storico ristorante All’Oca Bianca, delineando un quadro che non riguarda soltanto la cessazione di attività commerciali, ma anche la scomparsa di spazi che hanno contribuito negli anni all’identità e alla vitalità del centro storico.

Per il consigliere comunale, questi locali hanno rappresentato molto più di semplici esercizi pubblici. Sono stati infatti punti di incontro, luoghi di aggregazione e spazi frequentati da generazioni di trevigiani, mantenendo ancora oggi un ruolo importante soprattutto per i più giovani. Ogni chiusura, sottolinea Pelloni, costituisce un impoverimento dell’intera città.

Le richieste del Partito Democratico alla Fondazione e all’Amministrazione

Pelloni richiama inoltre l’attenzione sulle procedure di sfratto che interesserebbero La Pace e Cloakroom e che sarebbero state promosse dalla Fondazione Cassamarca.

L’esponente del Pd ritiene legittimo interrogarsi sulla visione che accompagna questa scelta e sul futuro previsto per quegli spazi. A suo giudizio, la Fondazione, per il ruolo che ricopre e per le finalità che la caratterizzano, non può essere considerata esclusivamente un proprietario immobiliare, ma un’istituzione chiamata a contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

Per questo motivo il gruppo consiliare chiede al sindaco e all’Amministrazione comunale di chiarire quale sia la posizione dell’ente e se esista una strategia condivisa per preservare quei luoghi che rappresentano una parte significativa dell’identità cittadina.

La riflessione sul modello di città universitaria

Nel suo intervento Pelloni amplia la riflessione anche al progetto di sviluppo di Treviso come città universitaria.

Secondo il consigliere, l’obiettivo non può limitarsi alla realizzazione di nuovi campus universitari. Una città capace di attrarre studenti necessita infatti di un sistema composto da residenze, mense, biblioteche, aule studio, servizi di mobilità efficienti, spazi culturali e un’offerta di locali in grado di mantenere vivo e attrattivo il centro storico.

In questa prospettiva, la progressiva scomparsa di luoghi storici di aggregazione rappresenterebbe un elemento in contrasto con il percorso di crescita che la città intende perseguire. Pelloni evidenzia come una vera esperienza universitaria non si costruisca esclusivamente attraverso le strutture dedicate alla didattica, ma anche grazie a una città capace di offrire occasioni di incontro, relazioni sociali e qualità della vita.