“Il canone demaniale per il 2020 va sospeso, soppresso o dimezzato: pronti a invocare la rigorosa applicazione della legge vigente”. Unionmare Veneto, nel corso dell’assemblea generale che si è svolta al chiosco Green Oasis di Caorle, ha ribadito con forza la necessità di intervenire per fare il modo che il canone demaniale non vada a pesare su una stagione fortemente condizionata dalle conseguenze della pandemia del Covid-19. La scadenza è quella del 15 settembre e il Governo non ha avanzato nessun provvedimento per l’eliminazione, la riduzione o il rinvio del pagamento, né modifica il trattamento fiscale ingiusto e penalizzante per le 30mila imprese balneari.

“La nostra istanza – spiega il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton – parte da due riferimenti normativi importanti: la Legge Finanziaria del 2006 e un articolo del codice della navigazione che identificano la possibilità di richiedere la riduzione del canone demaniale per una minore fruizione del bene demaniale oggetto della concessione stessa. E’ del tutto evidente che la stagione 2020 non solo è partita in ritardo di oltre un mese rispetto ai tempi consueti, ma è stata fortemente condizionata dall’emergenza epidemiologica, che ad inizio stagione era ancora in corso. E’ altresì evidente che il senso di responsabilità, direi addirittura il senso etico dimostrato dal comparto turistico, e balneare nella fattispecie, del Veneto, da Bibione ad Albarella, è stato determinante per riavviare la grande macchina del turismo e garantire quella continuità occupazionale, che impiega migliaia di lavoratori anche in questo settore”.

La normativa, attualmente vigente, (art. 03 comma 1 lett. c) D.L. 5 ottobre 1993, così come modificato dalla legge 296\2006 art. 1 comma 251), prevede già la riduzione del canone demaniale marittimo “nella misura del 50 per cento: 1) in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione, previo accertamento da parte delle competenti autorità marittime di zona”.

All’assemblea hanno partecipato anche il presidente di Faita-Federcamping, Alberto Granzotto, il presidente di Confturismo Veneto, Marco Michielli ed il vice presidente nazionale del Sib (Sindacato italiano balneari), Leonardo Ranieri. “A testimonianza della bontà e della forza della nostra istanza”, ha sottolineato il presidente di Unionmare Veneto, Alessandro Berton. Inoltre, oltre alle delegazioni di Unionmare, erano presenti due realtà che nei giorni scorsi avevano chiesto di partecipare, ovvero il gruppo Lampo/Mazzarotto di Valle Altanea, località di Caorle, e l’isola di Albarella, del Gruppo Marcegaglia. “Presenze importanti – evidenzia ancora Berton – che dimostrano che il lavoro svolto dalla nostra associazione ha tracciato la strada giusta da seguire, per fare valere sempre di più il nostro peso, nel panorama economico regionale e nazionale, ricordando sempre che il Veneto è la prima regione turistica d’Italia in fatto di presenze”.

“Confidiamo in un positivo accoglimento delle istanze – ha commentato il presidente di Faita-Federcamping, Granzotto – anche per poterci permettere di affrontare al meglio le prossime stagioni estive e potere garantire l’occupazione e l’apertura che, peraltro, abbiamo garantito ugualmente anche quest’anno, pur sapendo di andare incontro ad una stagione difficile, com’è effettivamente stata. Anche come campeggi siamo uniti: siamo convinti che l’unità sia fondamentale, per fare capire che il settore porta avanti obiettivi condivisi”.

“La gente deve sapere che i concessionari demaniali del Veneto (con 150 km di costa) contribuiscono per il 13% dell’incasso del Paese in fatto di canoni demaniali: e gli altri cosa fanno? Questa storia, a mio modo di vedere, deve finire. Qui subentra un discorso di concorrenza sleale”, è il pensiero di Michielli, presidente di Confturismo Veneto.

“Oggi a Caorle abbiamo lanciato un grande messaggio di forza di tutto il tematismo del mare”, ha detto ancora Berton. “Siamo orgogliosi, come Unionmare Veneto, di essere stati promotori di una legittima istanza che chiede la riduzione del canone demaniale, in virtù del ridotto utilizzo del bene demaniale, a causa delle restrizioni del Covid-19. Orgogliosi altresì del lavoro di sinergia tra le associazioni della nostra regione, che hanno dato la spinta affinchè altre regioni si accodassero, da prima la Toscana, via via le altre. Notizia di questa mattina che il Sib, sindacato dei balneari, ha deciso di sposare l’iniziativa della nostra associazione, per cui l’istanza già presentata qualche giorno fa e presentata ufficialmente oggi agli associati, è diventata nazionale e sarà oggetto di trattazione di tutte le regioni costiere demaniali”. La richiesta di sospensione o di riduzione del canone demaniale per il 2020 sarà, ora, ufficialmente presentate alle istituzioni di ogni livello, locale, regionale e nazionale.