I soci Veneto Banca sono sicuri: «Non faremo la fine di Popolare Vicenza»

I soci Veneto Banca sono sicuri: «Non faremo la fine di Popolare Vicenza»

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«Sono fiducioso di trovare le adesioni necessarie per superare la quota del 25%. Come associazioni stiamo lavorando per questo in vista sia dell’aumento di capitale che della quotazione in borsa». Questo il senso del discorso tenuto da Bruno Zago, titolare di Progest di Istrana e presidente dell’associazione “Per Veneto Banca”, che riunisce i grandi soci dell’istituto di Montebelluna. L’imprenditore trevigiano ha preso il posto di Matteo Cavacante, che ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo la sua nomina a consigliere. Zago ha fortemente sostenuto la corsa del neo presidente Stefano Ambrosini e ne condivide le mosse.

Il pre-marketing
E lo sottolinea nel giorno in cui parte il pre-marketing, il sondaggio tra gli investitori interessati a sottoscrivere le nuove azioni in vista dell’aumento di capitale da un miliardo di euro per la quotazione a Piazza Affari. L’attività di pre-marketing dovrebbe durare circa cinque giorni e solo dopo verrà fissato la forbice di prezzo cui saranno offerte le azioni. Zago è fiducioso che Veneto Banca possa andare in Borsa anche senza il fondo Atlante. «Vogliamo evitare di dover affrontare il destino che è toccato alla Popolare di Vicenza. Potrebbero esserci altri fondi interessati e siamo pronti a lavorare per portarli dalla nostra parte». L’attività di pre-marketing durerà dai cinque giorni a una settimana. Saranno presi contatti con investitori istituzionali, banche e fondi di investimento in particolare, per sondare il loro interesse sul futuro aumento di capitale.

La sfida
«L’associazione che riunisce i grandi soci è pronta a raccogliere questa sfida», aggiunge Zago, «anche se siamo comunque in attesa di conoscere i dettagli e le novità della banca sull’offerta e lo sviluppo previsto del piano industriale». Zago è quindi convinto di poter convincere i soci a sottoscrivere l’aumento di capitale. Nei giorni scorsi Carlo Messina, amministratore delegato di Banca Intesa, aveva spiegato che «il fondo Atlante potrebbe non partecipare all’aumento di capitale di Veneto Banca ma se lo farà dovrà assumerne il controllo». Parole che non avevano convinto Bruno Zago: «Dobbiamo assolutamente arrivare a quota 25% per non fare la fine di Vicenza. In questo senso al momento le due associazioni sono assolutamente compatte». Nella giornata di ieri intanto i nuovi vertici di Veneto Banca sono andati alla Consob in vista dell’aumento di capitale e dell’eventuale ammissione alla quotazione in Borsa. Dopo l’incontro alla Bce della scorsa settimana, il presidente Ambrosini, il direttore generale Cristiano Carrus e i consiglieri Carlotta De Franceschi e Fabio Bassan sono stati quindi ricevuti negli uffici della Commissione di vigilanza. Il tutto mentre dal viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, arriva «l’apprezzamento per la decisione assunta sull’azione di responsabilità dal nuovo consiglio di amministrazione di Veneto Banca.

Gian Nicola Pittalis

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