ZANZARA WEST NILE. UN CASO NEL TREVIGIANO. E LA ULSS FA SCATTARE I CONTROLLI SULLE DONAZIONI DI SANGUE

ZANZARA WEST NILE. UN CASO NEL TREVIGIANO. E LA ULSS FA SCATTARE I CONTROLLI SULLE DONAZIONI DI SANGUE

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Controlli dell'Ulss trevigiana sui casi della zanzara portatrice dell'infezione West Nile nella Marca. Un mese fa nella Marca, si è registrato il caso di un anziano di Maserada, colpito dalla febbre del Nilo e sono scattati i controlli sulle donazioni di sangue. Dopo il caso dell'anziano infettato, le sacche raccolte dai centri trasfusionali dell'Usl 2 vengono sottoposte al Nat, un apposito test per rilevare se i donatori siano stati punti da zanzara infetta. La zanzara comune è infatti un potenziale vettore di West Nile se entra in contatto con uccelli migratori che hanno contratto il virus. Per scongiurare la diffusione della malattia da uomo a uomo, legata a trapianti e trasfusioni di sangue infetto, l'azienda sanitaria trevigiana ha quindi alzato il livello di guarda e incrementato i controlli sul materiale biologico. Sono state aumentate le verifiche sulle sacche di sangue, la filiera è sicura e si attiene a un protocollo rigoroso e puntuale di analisi degli emocomponenti. Il test Nat viene effettuato, aggiungendo una provetta a quelle prelevate abitualmente con la donazione e consente di rilevare la febbre del Nilo.
Nonostante la West Nile sia ormai endemica nel nostro Paese, era dal 2011 che non scattavano i controlli aggiuntivi sul sangue destinato alle trasfusioni nella Marca. «Sei anni fa abbiamo registrato sette casi autoctoni di West Nile. Poi più niente. L'estate del 2017 è stata particolarmente ricca di zanzare perché le condizioni climatiche hanno favorito la loro proliferazione.
Il virus della West Nile è asintomatico nell'80% dei casi, ma risulta molto pericoloso per i soggetti debilitati e gli anziani. «Il più delle volte la malattia provoca un po' di febbre, mal di testa ed eritema cutaneo per qualche giorno, ma nei soggetti con un sistema immunitario alterato (circa 1 caso su 100) può generare problemi neurologici importanti come encefalite e meningite, mentre in 1 caso su 1.000 porta alla morte. Evitare la trasmissione da uomo a uomo causata da sangue non controllato rappresenta una priorità assoluta per Usl 2 e Avis Provinciale.

 

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