Giro d’Italia 2026, il ritorno in Veneto accende la Corsa Rosa
Il Giro d’Italia 2026 tornerà sulle strade delle colline del Prosecco e tra le montagne olimpiche di Cortina d’Ampezzo, riportando al centro della scena uno dei tratti più iconici del panorama ciclistico nazionale: il Muro di Ca’ del Poggio.
La presentazione ieri a Casa Veneto, nel cuore delle Dolomiti, durante un incontro che ha riunito istituzioni, organizzatori e protagonisti del ciclismo italiano. Presenti Paolo Bellino, CEO di RCS Sport & Events, il vicepresidente e assessore al Turismo e Lavoro della Regione Veneto Lucas Pavanetto, l’assessore regionale Dario Bond, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e i sindaci di Pieve di Soligo, Feltre e Alleghe. A testimoniare il legame sportivo tra territorio e la Corsa Rosa anche l’attuale professionista Andrea Vendrame, l’ex Sacha Modolo e il ct della nazionale su pista Diego Bragato, tutti e tre veneti doc.
Tappa 18: Fai della Paganella – Muro di Ca’ del Poggio
Il momento chiave del ritorno veneto del Giro d’Italia sarà giovedì 28 maggio, con la tappa numero 18. Partenza da Fai della Paganella, in Trentino, e dopo circa 160 chilometri di corsa il passaggio sull’ascesa di San Pietro di Feletto, dove sorge il celebre Muro di Ca’ del Poggio. Proprio qui sarà collocato il secondo Gran Premio della Montagna di giornata.
A tre giorni dal gran finale di Roma le strade del Nordest, come già accaduto nelle edizioni 2024 e 2025, si candidano a determinare le sorti dell’edizione 2026 del Giro d’Italia. Il terzo passaggio consecutivo sulla salita simbolo delle colline del Prosecco conferma la centralità di questo tratto nel disegno tecnico della corsa.
Alberto Stocco, anima di Ca’ del Poggio, ha definito la tappa delle colline del Prosecco come uno dei momenti clou dell’edizione 2026, sottolineando l’orgoglio per un ritorno che consolida il legame tra il territorio e la Corsa Rosa.
Giro d’Italia Women: doppio appuntamento sul Muro
Il calendario veneto non si esaurisce con la gara maschile. Domenica 31 maggio, appena tre giorni dopo il passaggio della prova principale, sarà il turno del Giro d’Italia Women. La seconda tappa, su un totale di nove, partirà da H-Farm a Roncade e si concluderà a Caorle, con il transito sul Muro di Ca’ del Poggio.
Muro di Ca’ del Poggio: numeri, storia e primati
Il Muro di Ca’ del Poggio è l’unica salita ufficialmente certificata dalla Federazione Ciclistica Italiana. Gemellata dal 2016 con il Muro di Grammont e dal 2018 con il Mur-de-Bretagne. La salita si sviluppa per poco più di un chilometro su strada interamente asfaltata, con una pendenza media del 15% e punte che raggiungono il 19%. Uno strappo secco, quasi violento, capace di mettere in crisi anche i corridori più preparati, soprattutto in una fase avanzata della corsa.
Con il passaggio del 2026, il Giro d’Italia toccherà per la nona volta il Muro, dopo le edizioni 2009, 2013, 2014, 2017, 2020, 2022, 2024 e 2025. A questi si aggiungono i quattro passaggi del Giro d’Italia Women e i due del Giro d’Italia Under 23. Nella prossima stagione il Muro di Ca’ del Poggio arriverà così a quota 15 grandi eventi ciclistici ospitati, un traguardo che ne certifica il prestigio.















