Giovanni Stroppa in Venezia-Fiorentina 2-4 - foto Andrea Pattaro
Giovanni Stroppa in Venezia-Fiorentina 2-4 - foto Andrea Pattaro

Il Venezia cade al Penzo contro la Fiorentina e incassa la quarta sconfitta consecutiva nelle prime quattro giornate di campionato. Gli arancioneroverdi escono battuti 4-2, al termine di una partita nella quale hanno mostrato carattere e una buona capacità di reazione, soprattutto nella ripresa, pagando però a caro prezzo alcune disattenzioni difensive.

Al termine di Venezia-Fiorentina, Giovanni Stroppa ha analizzato la prestazione della sua squadra, soffermandosi sui quattro gol subiti, sulle assenze, sulle condizioni di alcuni giocatori e sull’avvio di campionato. Il tecnico ha parlato anche del confronto con la dirigenza e della necessità di recuperare gli elementi di maggiore esperienza e qualità della rosa.

Venezia-Fiorentina 2-4, l’analisi di Giovanni Stroppa

Mister, è una sconfitta nella quale il Venezia aveva provato a impostare bene la partita. Siete passati in vantaggio e avete anche cercato di riaprirla. È mancata soprattutto l’attenzione sui gol subiti? È questo il rammarico maggiore, considerando che avreste potuto portare a casa dei punti?

«Sì, in parte è mancata l’attenzione. Sul secondo gol c’è un difensore che scivola, mentre sul terzo stavamo cambiando Moreno perché aveva i crampi. Diciamo che siamo stati anche un po’ sfortunati. Detto questo, sicuramente la Fiorentina ha disputato una partita importante dal punto di vista tecnico, soprattutto nella capacità di finalizzare quello che ha creato. Noi un pochino meno. Sicuramente nel secondo tempo c’è stata una prestazione importante, mentre nel primo siamo stati un pochino più frenetici. Peccato, soprattutto, aver preso quattro gol e aver perso in casa in questo modo, dopo che comunque i ragazzi hanno mostrato carattere in una situazione difficile».

Nel primo tempo si è arrabbiato diverse volte dalla panchina, chiedendo maggiore cattiveria nelle marcature e sulle seconde palle. Il vero Venezia si è visto soprattutto all’inizio del secondo tempo, quando sembrava possibile arrivare al 2-2. La squadra sembra avere idee e identità nella fase offensiva, mentre in quella difensiva a volte perde le distanze e l’equilibrio. È questo uno degli aspetti sui quali bisogna intervenire?

«Ma c’è soltanto da lavorare. Adesso, per esempio, sto guardando una ripartenza nata da un nostro calcio d’angolo, dove invece di fare copertura lasciamo il campo aperto e sguarnito. Sicuramente ci deve essere un’attenzione in più, perché una squadra che prende quattro gol deve avere assolutamente un’attenzione in più».

Avete investito molto durante l’estate e, prima dell’inizio del campionato, le aspettative esterne erano probabilmente più alte, almeno dal punto di vista mediatico, anche se lei ha sempre parlato di salvezza. Queste aspettative possono aver pesato nella gestione delle prime quattro giornate o condizionato una squadra che deve invece pensare prima di tutto alla salvezza?

«No, no. Sappiamo tutti qual è l’obiettivo. Credo che, al di là della situazione e di quello che in questo momento non stiamo raccogliendo, ci sia anche un dato oggettivo. Dobbiamo recuperare giocatori che in questo momento sono assenti. Juan Jesus non si era mai allenato e oggi, per la prima volta, si è presentato. Moreno allo stesso modo. L’ho dovuto mettere in campo per forza perché numericamente eravamo in difficoltà, soprattutto in quel reparto. Bisogna quindi essere molto equilibrati nella capacità di capire bene la situazione. Credo che nel momento in cui recupereremo i giocatori di maggiore caratura tecnica e personalità, la squadra sicuramente ne trarrà giovamento».

Nella passata stagione eravate la squadra che giocava probabilmente il miglior calcio della Serie B e avete compiuto un percorso straordinario. Cominciare la Serie A con quattro sconfitte è inevitabilmente complesso, anche considerando i tanti cambiamenti. Ha già avuto modo di confrontarsi con la dirigenza? Sente la fiducia della società, considerando che inevitabilmente anche il lavoro di un allenatore è legato ai risultati?

«Guardate, ero con Antonelli fino a poco fa. Mi ha consigliato anche lui di parlare in questo modo e, se avrete la possibilità di parlare con lui, vi confermerà quello che sto dicendo. Quindi si va avanti a testa alta, cercando chiaramente di fare meglio rispetto a quello che stiamo facendo».

«Ripeto, dobbiamo recuperare, oltre alle energie e all’attenzione sugli episodi, anche giocatori importanti. Oggi era fuori anche Basic e poi si è fatto male Busio. Temiamo un infortunio muscolare importante e vedremo come starà. Diciamo che la fortuna, in certi episodi, non ci assiste. Se alcune cose potranno funzionare meglio, è chiaro che con determinati giocatori – e mi riferisco anche al mercato – le cose potrebbero andare molto meglio».