Peg Perego mette sul tavolo una scadenza precisa per lo stabilimento di San Donà di Piave: senza un compratore, l’azienda ha comunicato ai sindacati la volontà di cessare ogni attività entro il 31 dicembre 2026. La prospettiva riguarda uno stabilimento ormai ridotto a 43 addetti e arriva mentre prosegue la ricerca di un acquirente.
La comunicazione è arrivata durante il tavolo con i rappresentanti dei lavoratori nella sede di San Donà. Fino a oggi, infatti, l’azienda aveva mantenuto aperta la prospettiva di una cessione dello stabilimento, anche con il supporto del governo e della Regione Veneto.
Peg Perego, la scadenza del 31 dicembre accende lo scontro
Il confronto tra azienda e sindacati riguardava soprattutto la proroga della cassa integrazione in deroga, attualmente in scadenza il 22 settembre 2026. La proposta della direzione prevede altri tre mesi di ammortizzatore, quindi fino al 31 dicembre.
I sindacati hanno invece chiesto una proroga di 12 mesi. La differenza tra le due posizioni pesa sulla trattativa, perché la data del 31 dicembre coincide anche con la prospettiva indicata dall’azienda per la cessazione delle attività a San Donà.
La direzione ha inoltre spiegato che, qualora la proroga di tre mesi non arrivasse, sarebbe pronta a riportare i lavoratori alle consuete 40 ore settimanali. Tuttavia, l’obiettivo sarebbe produrre per creare scorte di magazzino e trasferire il più possibile le attività ad Arcore, in provincia di Monza Brianza.
La sede principale di Arcore, secondo i piani indicati nella fonte, resterà aperta. Al contrario, lo stabilimento Peg Perego di San Donà dovrebbe cessare ogni attività entro la fine dell’anno.
San Donà di Piave, 43 lavoratori restano in attesa
La situazione coinvolge direttamente i 43 addetti ancora presenti nello stabilimento. Per i sindacati, la scadenza fissata al 31 dicembre rappresenta una pressione ulteriore sui lavoratori e rischia di complicare la ricerca di una soluzione industriale.
Al centro della vertenza resta infatti la ricerca di un compratore. L’azienda si sta affidando a un advisor incaricato di individuare un possibile acquirente e, secondo le sensazioni emerse a luglio, potrebbero esserci sviluppi a breve.
I sindacati, però, affermano di avere poche informazioni sulle eventuali nuove proprietà e sui relativi piani industriali. Per questo motivo attendono il prossimo incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, previsto a Roma per il 7 ottobre 2026.
Il tempo disponibile preoccupa soprattutto i rappresentanti dei lavoratori. Riccardo Montagner della Fim Cisl ha sottolineato che, anche in presenza di un soggetto interessato all’acquisto, servirebbe tempo per avviare l’attività e completare le trattative necessarie al trasferimento.
Stabilimento Peg Perego, i sindacati chiedono un progetto concreto
La posizione delle Rsu dello stabilimento è netta. In una nota, i rappresentanti dei lavoratori hanno contestato l’ipotesi di chiusura e chiesto un progetto industriale capace di tutelare i posti di lavoro e la presenza produttiva a San Donà.
La richiesta principale riguarda quindi la salvaguardia dell’attività industriale. Secondo le Rsu, non basta attendere l’arrivo di un potenziale acquirente: occorre conoscere un progetto concreto che permetta di mantenere lo stabilimento e i suoi posti di lavoro.
Nel frattempo, la trattativa resta in una fase di stallo. Dopo l’ultimo tavolo, l’azienda ha promesso ai rappresentanti dei lavoratori qualche dettaglio già all’inizio della prossima settimana.
Chiusura Peg Perego, il nodo della cassa integrazione
La questione della cassa integrazione resta strettamente collegata al futuro dello stabilimento. L’azienda propone tre mesi di proroga, mentre i sindacati ne chiedono dodici.
Per i rappresentanti dei lavoratori, la prospettiva di avere soltanto tre mesi di ammortizzatore rende ancora più difficile affrontare una possibile cessione. La ricerca di un acquirente, infatti, richiederebbe tempo per definire il trasferimento e avviare un eventuale nuovo progetto industriale.
Loris Gaiotto della Fiom Cgil ha ribadito la posizione dei lavoratori, sostenendo che il Ministero possa contribuire alla ricerca di una soluzione. La Fiom, inoltre, esclude l’accettazione di una chiusura delle attività e considera problematica una trattativa condotta con una scadenza ravvicinata sul tavolo.
Il prossimo appuntamento al Ministero
Il prossimo passaggio indicato nella fonte sarà l’incontro del 7 ottobre al Ministero delle Imprese. L’appuntamento potrebbe fornire nuovi elementi sulla ricerca dell’acquirente e sulle prospettive dello stabilimento di San Donà.
Nel frattempo, la direzione dovrebbe fornire ulteriori dettagli ai rappresentanti dei lavoratori già nei prossimi giorni. L’attenzione resta quindi concentrata sulla possibile proroga della cassa integrazione, sull’attività dell’advisor e sull’eventuale arrivo di un nuovo soggetto industriale.
La vicenda resta aperta, ma la nuova scadenza comunicata dall’azienda rende più urgente la ricerca di una soluzione. Per i 43 lavoratori coinvolti, il futuro di Peg Perego a San Donà di Piave passa ora dalle prossime settimane e dal confronto istituzionale previsto a ottobre.















