Il Radicchio IGP celebra un traguardo importante: nel 2026 il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e del Radicchio Variegato di Castelfranco IGP compie trent’anni di attività. Un anniversario che arriva in una fase di sostanziale stabilità per le due denominazioni, come emerge dal bilancio presentato nei giorni scorsi durante l’annuale assemblea dei soci.
Il nuovo ciclo produttivo prende forma mentre si avvicina l’arrivo sui mercati della varietà tardiva. Intanto, il comparto guarda al futuro con un nuovo direttore e un appuntamento dedicato alle prospettive internazionali di uno dei prodotti simbolo dell’identità locale.
Radicchio IGP, i numeri della produzione e l’arrivo del tardivo
La stagione 2025/2026 si è conclusa con risultati che restituiscono un quadro positivo della produzione certificata. Secondo i dati presentati dal Consorzio, le quantità hanno raggiunto complessivamente 17.888 quintali, considerando le tre tipologie tutelate.
Nel dettaglio, la produzione certificata ha registrato:
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3.419 quintali per il Radicchio Rosso di Treviso IGP precoce;
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9.433 quintali per il Radicchio Rosso di Treviso IGP tardivo;
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5.036 quintali per il Radicchio Variegato di Castelfranco IGP.
Il tardivo rappresenta dunque la quota più consistente della produzione certificata, seguito dal Variegato di Castelfranco e dalla varietà precoce.
Numeri che accompagnano l’avvio della nuova stagione, caratterizzata da un calendario di raccolta già entrato nel vivo.
La varietà precoce ha inaugurato le operazioni il primo settembre, mentre il primo ottobre è iniziata la raccolta del Variegato di Castelfranco. Ora cresce l’attesa per il tardivo, destinato ad arrivare sul mercato nei prossimi giorni.
Prima della commercializzazione, il prodotto completa la tradizionale fase di imbianchimento, un passaggio caratteristico del suo ciclo produttivo.
Radicchio IGP, Fabio Sozza è il nuovo direttore del Consorzio
Tra le principali novità della stagione figura anche un cambiamento nella struttura organizzativa. Il Consorzio di Tutela accoglie infatti Fabio Sozza nel ruolo di nuovo direttore.
Sozza affiancherà il presidente Christian Morandin, il consiglio direttivo e i soci nella gestione delle attività consortili. Inoltre, contribuirà allo sviluppo delle strategie che accompagneranno le due denominazioni nei prossimi anni.
L’obiettivo dell’incarico è garantire continuità al percorso costruito durante i trent’anni di attività, rafforzando contemporaneamente le iniziative dedicate alla tutela e alla promozione dei prodotti certificati.
Un lavoro che punta anche a sostenere nuove opportunità di crescita per l’intero comparto, valorizzando il ruolo delle due produzioni nel panorama agroalimentare.
La ricorrenza del trentesimo anniversario diventa così un’occasione per guardare oltre i risultati raggiunti e individuare nuove prospettive di sviluppo.
Il futuro passa dall’export: il convegno del 12 novembre
Il prossimo appuntamento per la filiera è fissato al 12 novembre, quando si terrà il convegno dal titolo “Radici Profonde, orizzonti Internazionali: il futuro del Radicchio IGP”.
L’iniziativa metterà al centro le prospettive di export e le opportunità internazionali di un prodotto profondamente legato all’identità del territorio.
Il programma prevede due distinti momenti di confronto.
La prima parte prenderà in esame lo stato di salute della filiera, offrendo una riflessione sulla situazione attuale del comparto. La seconda, invece, sposterà l’attenzione sulle prospettive future e sulle possibilità di valorizzazione del prodotto oltre i mercati di riferimento.
Il convegno rappresenta quindi un passaggio significativo nel percorso del Consorzio, che affianca alle attività tradizionali di tutela una riflessione sulle strategie di sviluppo.
Per il comparto si apre una fase nella quale la continuità produttiva e la promozione delle denominazioni diventano elementi centrali per affrontare le sfide future.
Trent’anni di tutela e nuove prospettive per il territorio
Il trentesimo anniversario arriva in un momento particolarmente significativo. Da una parte, i risultati della stagione 2025/2026 confermano la sostanziale stabilità della denominazione. Dall’altra, il nuovo assetto organizzativo e il confronto sulle prospettive internazionali delineano le priorità dei prossimi anni.
Il percorso coinvolge entrambe le produzioni tutelate, accomunate dal legame con il territorio e dalla volontà di rafforzare le attività di promozione.
In questo scenario, l’arrivo della varietà tardiva rappresenta uno dei passaggi più attesi della nuova campagna produttiva.
Il Radicchio IGP si prepara dunque ad affrontare una nuova stagione tra tradizione e prospettive internazionali. Dopo trent’anni di attività consortile, la sfida sarà consolidare il lavoro svolto e sostenere nuove opportunità di crescita, mantenendo al centro la tutela delle denominazioni e il valore delle produzioni locali.
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