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Comunque sia andata l’AC Mestre chiude a testa alta il suo primo campionato di Serie D dopo decenni con 51 punti e una salvezza raggiunta abbondantemente in anticipo dopo aver cullato anche per molto tempo il sogno playoff. Per essere la matricola ci si puà anche ritenere soddisfatti anche se per i tifosi le speranze portavano a sogni più grandi.

La cronaca
‎Partita importante solo per il Campodarsego che puntava al consolidamento del secondo posto mentre il Mestre ha tenuto testa alla rivelazione del girone che, fino all’ultimo, ha lottato con il Venezia. Il primo vero pericolo arriva al 13′ con un tiro di Villanova respinto coi pungi da Merlano; la palla finisce sui piedi di Nobile che rimette in mezzo per la testa di Ferrari che manda la palla verso il sette. Merlano si supera e leva il pallone dall’incrocio ed è bravo anche sulla ribattuta sempre di testa di Casarotto facendo sua la palla. Scampato il pericolo è il Campodarsego a scaldare le mani di Gomis 3′ dopo. Punizione di Radrezza per Aliù che schiaccia di testa; riflesso d’istinto a terra del portiere mestrino che toglie la palla dalla linea. Gomis ancora reattivo su un tiro da fuori area al 31′ di Piaggio. ‎Al 13′ s.t. la partita si sblocca. Angolo per il Campodarsego e palla in mezzo, Poletti colpisce bene di testa battendo un incolpevole Gomis che aveva intuito. La partita si complica al 23′ per i padroni di casa. Nobile tira da fuori e Merlano respinge come può con i pugni, sulla ribattuta si avventano Casarotto e Buson. Per l’arbitro la scivolata dell’arancionero è troppo dura ed estra il rosso. Espulsione ingiusta. Sotto di un gol e con un uomo in meno il Mestre prova lo stesso a pareggiare e al 36′ Merlato si supera alzando sopra la traversa una splendida punizione di Villanova. Al 42′ si rivede in campo Andrea Migliorini dopo il lungo infortunio. Speriamo che, con lui, il sogno arancionero la prossima stagione diventi realtà.

Gian Nicola Pittalis

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