Le aflatossine sono sostanze che possono contaminare il cibo che si consuma quotidianamente. Nello specifico, parliamo di micotossine prodotte da muffe o da funghi appartenenti alla classe degli Aspergillus.

Aflatossine: caratteristiche e trasmissione

Queste tossine sono ritenute fortemente cancerogene. Le specie fungine appartenenti alla classe degli Aspergillus proliferano nei climi caldi e umidi: le loro spore, dunque, colonizzano cereali, legumi, frutta secca e semi di cacao.

Inoltre, le aflatossine possono trasmettersi anche attraverso la catena alimentare: se un animale si nutre di cereali contaminati, infatti, le micotossine possono accumularsi nelle sue carni e- di conseguenza- successivamente possono essere assimilate anche dall’uomo attraverso il loro consumo.

Ma non è tutto: tali tossine, infatti, possono essere presenti anche nel latte prodotto da vacche alimentate con mangimi contaminati. Di conseguenza, si può venirne a contatto anche assumendo lattici e derivati (quali, ad esempio, yogurt e formaggi).

Prevenzione

Conservare correttamente gli alimenti è fondamentale per limitare lo sviluppo delle aflatossine. Tuttavia, esse di fatto sono invisibili e completamente insapori, senza contare che neanche la presenza di eventuali muffe sui cibi indica di per sé la loro presenza.

Per essere certi di non correre rischi ci si deve affidare ad un controllo serio e scrupoloso della filiera di coltivazione e di quella di produzione. A tal proposito, l’Unione Europea ha introdotto varie norme che regolano e riducono al minimo la presenza di queste tossine potenzialmente cancerogene negli alimenti.

È bene, quindi, acquistare prodotti alimentari di qualità e di origine certa e controllata. Inoltre, è consigliato rispettare le date di scadenza e le modalità di conservazione della frutta secca e delle spezie, limitando l’esposizione dei cibi all’umidità e la presenza di ossigeno nei contenitori.