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Concessioni balneari, avanti le gare al Lido di Venezia

Concessioni balneari ancora al centro del dibattito nazionale, ma il Veneto continua a seguire un percorso differente rispetto al resto d’Italia. Mentre il confronto sulle modalità di rinnovo delle concessioni secondo le norme europee resta aperto e il Governo lavora alla definizione di un modello condiviso, il Comune di Venezia prosegue con le procedure già avviate per assegnare le aree demaniali del Lido. L’obiettivo è arrivare alla prossima stagione estiva con tutte le spiagge aggiudicate, limitando il più possibile ritardi, polemiche e contenziosi.

Il tema è tornato di stretta attualità anche dopo il tavolo convocato il 13 luglio dal ministro Matteo Salvini, finalizzato alla predisposizione di un “bando tipo” nazionale. Nel frattempo, però, il Veneto continua ad applicare la legge regionale 33/2002, ritenuta conforme al diritto europeo. La normativa consente ai concessionari uscenti di presentare domanda di rinnovo e di ottenere una nuova concessione attraverso una procedura competitiva, purché venga presentato un progetto ritenuto adeguato secondo i criteri previsti.

Concessioni balneari: sei gare concluse e altre sei aperte per il Lido

Il lavoro degli uffici comunali procede secondo il cronoprogramma stabilito. Una prima tranche di sei bandi è stata aperta nel mese di maggio e si è conclusa il 1° luglio. Parallelamente sono già partite altre sei procedure, con scadenza fissata al 24 agosto per la presentazione delle domande.

Le prime sei concessioni hanno riguardato tratti di spiaggia per i quali era già stata presentata un’istanza negli ultimi anni. Si tratta delle aree del Pachuka Beach e della Spiaggia Paradiso a San Nicolò, dell’Aquarius, dei Bagni Alberoni, della zona del ristorante Macondo agli Alberoni e della Terrazza M22 nell’area delle Quattro Fontane.

Per la maggior parte delle concessioni è stata presentata una sola domanda, mentre soltanto in due casi sono arrivate richieste concorrenti. Non risultano, al momento, investitori stranieri interessati alle procedure. L’assegnazione, tuttavia, non sarà automatica: ogni candidatura dovrà essere valutata sulla base della qualità del progetto presentato.

Nuove procedure aperte fino al 24 agosto

Le altre sei gare interessano alcune delle principali spiagge tra il Lido e Malamocco. Rientrano nei bandi le concessioni relative a Eurotel, Kuyaba, Sorriso e Miramare, oltre ai due ristoranti situati nell’area gestita dal consorzio concessionario della zona Blue Moon.

Anche in questa fase le domande saranno esaminate secondo criteri ben definiti. La valutazione prenderà in considerazione la qualità dei servizi destinati al pubblico, gli investimenti programmati e gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale dei progetti. L’intenzione del Comune è quella di completare l’intero percorso amministrativo senza rallentamenti, così da consentire agli operatori di organizzare l’attività in vista della stagione balneare successiva.

Le prime aggiudicazioni sono attese entro la fine dell’estate, mentre quelle relative al secondo gruppo di concessioni dovrebbero arrivare nel corso dell’autunno.

Investitori, ricorsi e nodo degli indennizzi

Sul fronte delle concessioni balneari, al Lido non si prevedono particolari rivoluzioni. Il mercato locale continua infatti a essere sostenuto da una clientela consolidata e radicata sul territorio, circostanza che rende meno probabile l’ingresso di grandi operatori esterni.

Rimangono ancora da assegnare alcune concessioni situate agli Alberoni, eredità delle ex colonie estive. Per queste aree, tuttavia, viene esclusa la destinazione turistico-ricettiva.

Nonostante il percorso amministrativo proceda regolarmente, permane un elemento di incertezza legato agli indennizzi destinati ai concessionari uscenti. I bandi prevedono infatti che, nel caso in cui durante il periodo di pubblicazione venga approvato il decreto ministeriale previsto dalla normativa nazionale sui criteri di determinazione degli indennizzi, le procedure possano essere prorogate.

Si tratta di un tema ancora aperto, poiché il Governo ha annunciato da tempo l’introduzione di queste misure senza definirne i dettagli operativi, mentre l’Unione Europea ha più volte espresso la propria contrarietà al riconoscimento degli indennizzi nei termini prospettati.