Federalberghi fissa l’obiettivo “Covid Free” per la provincia di Treviso

Federalberghi fissa l’obiettivo “Covid Free” per la provincia di Treviso

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Lo spirito è quello della ripartenza, l’obiettivo è quello di rendere la provincia di Treviso sempre più sicura dal punto di vista sanitario, accogliente e “covid free”.

Per tradurlo, gli albergatori trevigiani hanno predisposto, per loro stessi, i propri dipendenti e famigliari, due nuove convenzioni sanitarie e mediche, la prima, “Accoglienza Sicura 2020” stipulata col centro di medicina di Villorba, la seconda con la Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier. Entrambe prevedono, a prezzi agevolati (da 32 ai 45 euro a seconda degli esami), l’esecuzione dei test sierologici nazionali, l’eventuale tampone e varie tipologie di screening o visite specialistiche.

“Il turismo- come è stato ribadito più volte” - spiega il presidente di Federalberghi Treviso Giovanni Cher – “è stato il settore più colpito dalla pandemia, ha perso oltre l’80% del fatturato e per parlare di ripresa bisognerà aspettare il 2021 – 2022. Alcune strutture hanno chiuso, il personale usufruisce degli ammortizzatori sociali, la riapertura ha confermato un’occupazione camere che non supera il 25% perché mancano interi segmenti turistici che - invece - in epoca ante Covid previlegiavano la Marca trevigiana come mèta turistica. Nonostante questo- intendiamo affrontare la fase 3 con tutte le sicurezze del caso”.

“Per noi e per il nostro personale” – conferma Cher- “abbiamo predisposto queste due convenzioni sanitarie che, unitamente al rispetto rigoroso delle norme igieniche, ci consentono di stare tranquilli e di accogliere gli ospiti in sicurezza. Vogliamo far sapere che la nostra provincia non si è fermata al Covid, che le nostre strutture sono belle e sane, che possono accogliere i turisti in totale sicurezza. Ci stiamo praticamente autotassando pur di dare messaggi di sicurezza e salute: il tampone lo fanno solo in presenza di sintomi e temperatura superiore ai 37,5 gradi. Lo scenario è ancora improntato alla grande paura, insieme al turismo soffrono anche gli eventi, rinviati o fortemente ridotti nei numeri. Per parlare di ripresa è indispensabile che torni la fiducia, la voglia di rimettersi in movimento, di visitare i nostri luoghi che sono immersi nel verde e non troppo affollati”.

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