Granchio blu: il Ministero rinnova lo stato di calamità per il settore ittico veneto
Granchio blu e ancora granchio blu. Il riconoscimento dello stato di calamità anche per il 2026 rappresenta un nuovo passo a sostegno delle imprese della pesca e dell’acquacoltura del Veneto, che continuano a fronteggiare le conseguenze della proliferazione del crostaceo invasivo. Il provvedimento è stato disposto dal Ministero dell’Agricoltura su richiesta della Regione Veneto e punta a garantire un supporto concreto a un comparto che da tempo vive una situazione di forte difficoltà.
Le lagune di Rovigo e Venezia restano le aree maggiormente colpite dagli effetti della presenza del crostaceo. La produzione di vongole e cozze continua infatti a registrare pesanti ripercussioni, mentre le aziende sono costrette a sostenere costi sempre più elevati per limitare la diffusione della specie invasiva. Una situazione che incide sia sull’equilibrio dell’ecosistema lagunare sia sulla sostenibilità economica delle attività di pesca e molluschicoltura.
Granchio blu: Coldiretti Veneto chiede interventi rapidi e strutturali
Per Coldiretti Veneto il rinnovo dello stato di calamità rappresenta un segnale significativo, ma non sufficiente per considerare superata l’emergenza.
Il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, sottolinea come il provvedimento sia il risultato del lavoro di confronto e dialogo sviluppato con le istituzioni. Tuttavia, evidenzia che le criticità continuano a pesare in modo rilevante sull’attività quotidiana delle imprese della pesca.
Secondo Salvan, la presenza del crostaceo nelle lagune venete continua a mettere sotto pressione gli operatori del settore, che ogni giorno sono chiamati a contenere gli effetti dell’infestazione affrontando sacrifici economici e organizzativi sempre più consistenti.
Il presidente ricorda inoltre come Coldiretti Veneto sia stata la prima associazione a denunciare la gravità della situazione e a richiedere strumenti di sostegno dedicati alle aziende del comparto.
Indennizzi e investimenti per garantire il futuro della molluschicoltura
Tra le priorità indicate da Coldiretti Veneto figura la necessità di trasformare rapidamente il riconoscimento dello stato di calamità in misure concrete.
L’associazione ritiene fondamentale che gli indennizzi arrivino in tempi rapidi alle imprese colpite, consentendo loro di affrontare le perdite accumulate e di proseguire l’attività produttiva.
Parallelamente viene ribadita l’importanza di investire in interventi strutturali capaci di offrire una prospettiva di lungo periodo alla molluschicoltura e alla pesca professionale. L’obiettivo è tutelare un settore strategico per il Veneto, che rappresenta una componente essenziale dell’economia locale e della tradizione produttiva del territorio.
Il confronto con istituzioni e territori resta centrale
Attraverso Coldiretti Pesca proseguirà il confronto con Regione Veneto, Ministero dell’Agricoltura e tutti gli enti competenti per rappresentare le esigenze delle imprese che operano nelle lagune venete.
L’associazione conferma l’impegno a partecipare ai tavoli regionali e nazionali con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci per fronteggiare un’emergenza che continua a condizionare il lavoro degli operatori del settore.
Difendere la pesca professionale e la molluschicoltura significa salvaguardare non solo le attività economiche, ma anche l’ambiente lagunare, l’occupazione e una tradizione che costituisce un patrimonio del Veneto e dell’intero Paese.















