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Il dottor Enrico Bernardi

Medicina difensiva e responsabilità sanitaria saranno al centro del convegno “La responsabilità dei sanitari”, in programma domani, 25 settembre, a Treviso. L’appuntamento si terrà dalle 14.30 al Centro studi “Achille e Linda Lorenzon” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e ha già registrato il tutto esaurito. L’incontro nasce per approfondire il rapporto tra diritto e medicina, con particolare attenzione alle conseguenze che le scelte dei professionisti possono avere sull’organizzazione del sistema sanitario.

Il convegno è organizzato dal dottor Enrico Bernardi, direttore del pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale di Treviso, e dall’avvocato cassazionista Fabio Capraro. Proprio il rapporto tra pratica clinica, responsabilità professionale e contenzioso rappresenta uno dei principali temi dell’appuntamento.

Medicina difensiva e liste d’attesa

Al centro del dibattito ci sarà la medicina difensiva, definita come la tendenza dei medici a prescrivere esami, visite e accertamenti non strettamente necessari per tutelarsi da eventuali contenziosi legali.

Secondo il dottor Bernardi, questo fenomeno avrebbe conseguenze anche sulle liste d’attesa. «La medicina difensiva fa lievitare i costi e, spannometricamente, almeno un terzo delle liste d’attesa è dovuto proprio a questo», spiega il direttore del pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’ospedale di Treviso.

Il meccanismo, secondo Bernardi, riguarda anche la ripetizione di controlli che non risultano clinicamente necessari. Tra gli esempi citati ci sono il controllo di un’ecografia effettuato due volte all’anno anziché una e le visite ripetute per rassicurare i pazienti.

Il risultato, secondo l’organizzatore, è un circuito che aumenta il numero degli accertamenti e contribuisce ad allungare i tempi di accesso alle prestazioni. Il tema diventa quindi anche organizzativo, perché le decisioni legate alla tutela professionale possono incidere sulla disponibilità delle risorse sanitarie.

Responsabilità sanitaria, la proposta del modello francese

Sul fronte giuridico, l’avvocato Fabio Capraro propone una riflessione sull’attuale sistema della responsabilità sanitaria. Secondo il legale, l’impianto italiano sarebbe ancora legato a una concezione nella quale l’errore viene ricondotto principalmente alla condotta del singolo professionista.

La proposta illustrata da Capraro guarda invece all’esperienza francese e a un sistema indennitario definito “no-fault”. L’obiettivo indicato dall’avvocato è consentire al paziente che abbia subito un danno di ottenere un risarcimento in tempi certi, senza dover necessariamente dimostrare in tribunale la colpa del medico.

Secondo Capraro, un modello di questo tipo potrebbe ridurre il contenzioso e incidere anche sulle cause che alimentano la medicina difensiva. La proposta punta quindi a modificare il rapporto tra danno sanitario, risarcimento e accertamento della responsabilità professionale.

L’avvocato collega inoltre questa prospettiva alla necessità di restituire maggiore serenità al sistema sanitario nazionale, intervenendo sulle conseguenze che il contenzioso può produrre sulle decisioni dei professionisti.

Il programma del convegno sulla responsabilità dei sanitari

Il programma dell’incontro è articolato in tre sessioni. La prima sarà dedicata alla responsabilità professionale, penale e civile. La seconda affronterà invece le responsabilità specifiche d’équipe, con un focus sulle specializzazioni considerate a rischio e sulle infezioni nosocomiali.

La terza sessione sarà dedicata ai modelli di governance e analizzerà il modello assicurativo della Regione Veneto. Infine, un dibattito conclusivo approfondirà gli orientamenti della giurisprudenza, con riferimento alla legge Gelli-Bianco, al Dm 232/2023 e ai nuovi profili della colpa professionale.

Tra i relatori figurano il dottor Giacomo Ceron, medico-legale e responsabile nucleo sinistri Ulss 2; il professor Fabrizio Piraino, ordinario di diritto privato all’Università di Padova; l’avvocato penalista Elisabetta Soavi e l’avvocato Maurizio Hazan, presidente di Fondazione Italia in salute.

Interverranno inoltre il risk manager Flaviano Antenucci, il magistrato della Suprema corte di cassazione Angelo Spirito, il dottor Umberto Gasparotto, medico-legale, direttore medico dell’ospedale di Oderzo e risk-manager dell’Ulss2, il dirigente infermieristico Francesco Falli e il dottor Stefano Kusstatscher, direttore sanitario di Azienda Zero. A presentare l’appuntamento sarà il giornalista Luigi Bacialli.

Treviso, convegno già sold out e crediti formativi

L’evento è rivolto a diverse categorie professionali. Possono partecipare medici di ogni specialità, dirigenti sanitari, infermieri, tecnici, fisioterapisti, ostetriche e professionisti del mondo legale.

Sono previsti crediti formativi Ecm per i sanitari e crediti formativi per gli avvocati. Il convegno gode inoltre del patrocinio dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Treviso, dell’Ordine degli avvocati di Treviso e dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Treviso.

L’appuntamento ha già raggiunto il tutto esaurito. Per chi fosse interessato a partecipare resta comunque la possibilità di inserirsi nella lista d’attesa, contattando la segreteria organizzativa.

Il confronto di Treviso mette dunque in relazione aspetti clinici e giuridici, partendo dalle conseguenze della medicina difensiva sulle attività dei professionisti, sui costi e sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie.